Una Firenze nuova ma senza un metro quadro in più

Verde, sostenibilità, vivibilità. Sono queste le parole chiave che caratterizzano il Piano strutturale approvato dalla Giunta di Firenze. Uno sviluppo che non porterà a un aumento della città in termini geografici. Si punta ad azzerare i residui del vecchio piano regolatore generale così da evitare consumo di nuovo suolo. “Il nuovo Piano strutturale – ha […]

Verde, sostenibilità, vivibilità. Sono queste le parole chiave che caratterizzano il Piano strutturale approvato dalla Giunta di Firenze. Uno sviluppo che non porterà a un aumento della città in termini geografici. Si punta ad azzerare i residui del vecchio piano regolatore generale così da evitare consumo di nuovo suolo.

“Il nuovo Piano strutturale – ha affermato il sindaco di Firenze Matteo Renzi – sarà basato sul verde e sulla sostenibilità ambientale, ma avere ‘volumi zero’ non significa che a Firenze non si costruirà più niente. Per esempio prevediamo di avere 9780 nuovi alloggi da ricavare da strutture dismesse e ristrutturate, oppure da contenitori dismessi e ricostruiti altrove con il sistema della perequazione urbanistica. E vogliamo chiedere con forza al Governo di fare tutti i passaggi per dare a noi le caserme di cui non ha più bisogno, come quella dei Lupi di Toscana”.

Affrontata anche la questione degli edifici 6 (350 mila metri quadrati in tutto): per questi bloccati gli ampliamenti e i proprietari saranno incentivati a trasferire la loro attività in un’altra area che sarà individuata dal regolamento urbanistico, con un ‘bonus’ o credito edilizio.

«Non si consumerà più suolo pubblico – dice Renzi –, non è il tentativo di bloccare la città, ma di riprenderci gli spazi: un giardino a 10 minuti da ogni casa dei fiorentini». Infatti, al posto degli edifici abbattuti, il sindaco propone la nascita di nuove piazze o comunque di spazi di socialità. Eliminati anche i “bassi napoletani” ovvero la possibilità di trasformare in case edifici commerciali o artigianali, e negata anche la possibilità di trasformare “le abitazioni del centro storico, eccetto le residenze d’epoca, in alberghi o altre strutture ricettive”. Inoltre, aggiunge Renzi: «I tre simboli di questo Piano – ha continuato Renzi – sono piazza del Duomo pedonalizzata, le Cascine come luogo della vivibilità, che vogliamo far diventare il più grande parco urbano d’Europa, e l’Arno, che vogliamo riprenderci: dobbiamo arrivare ad avere una pista ciclabile e perdonabile da piazza Ferrucci all’Argingrosso».

Un piano quasi controtendenza che sfrutterà progetti di recupero ed ecosostenibili, mentre nel resto dell’Italia regna la sperequazione edilizia, i grattacieli puntano al cielo e le piazze diventano parcheggi per le automobili.

L’approvazione definitiva del progetto urbanistico avverrà a febbraio.

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