“Roma al metro cubo”: il dossier di Legambiente

Le più recenti vicende dell’urbanistica romana, i casi più eclatanti, i numeri più significativi in materia di gestione del piano regolatore e le ‘storie’ dei nuovi metri cubi della Capitale. Sono questi i contenuti del nuovo dossier di Legambiente Lazio “Roma al Metro cubo”, secondo cui le proposte urbanistiche del sindaco Alemanno farebbero crescere i […]

Le più recenti vicende dell’urbanistica romana, i casi più eclatanti, i numeri più significativi in materia di gestione del piano regolatore e le ‘storie’ dei nuovi metri cubi della Capitale. Sono questi i contenuti del nuovo dossier di Legambiente Lazio “Roma al Metro cubo”, secondo cui le proposte urbanistiche del sindaco Alemanno farebbero crescere i numeri del piano regolatore da 65,8 a oltre 100 milioni di metri cubi.

Tra i numeri snocciolati dall’associazione ambientalista per illustrare quello che definisce il “diluvio di cemento del pacchetto urbanistico romano”, troviamo i 33mila metri cubi per i 4 grattacieli di 16 piani e le 11 palazzine a Casal Boccone in IV Municipio; 790mila metri cubi per il raddoppio della centralità Anagnina Romanina in X Municipio; 1,5 milioni di metri cubi per la valorizzazione immobiliare delle Caserme nei Municipi I, V, XI, XV, XVII, XVIII, XIX.

E, ancora, 4mila metri cubi per il cambio di destinazione d’uso dell’area dell’Ex Velodromo nel Municipio XII, da Cittadella dell’Acqua a residenziale; 84mila metri cubi per i 270 appartamenti per il personale dell’Aeronautica Militare tra la centralità Bufalotta e il Parco delle Sabine, nel IV Municipio; 50mila metri cubi per un palazzo di 6 piani con funzioni residenziali, commerciali e terziarie al posto dell’ex Deposito Atac Piazza Bainsizza/Prati/Delle Vittorie, nel XVII Municipio; 96mila metri cubi per la “riqualificazione” della Vecchia Fiera di Roma, Via Cristoforo Colombo, XI Municipio.

“Solo le delibere più note – ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – porterebbero i numeri del piano regolatore a un secco incremento del 50% delle cubature rispetto a quanto approvato nel 2008, passando dai 65,8 milioni di metri cubi già previsti, a oltre 100 milioni. Ciò rischia di lasciare una pesantissima eredità alla prossima Assemblea capitolina, di questo passo si tornerà presto ai 120 milioni di metri cubi del piano regolatore del 1965, riportando l’urbanistica romana a 50 anni fa”.

Soltanto le delibere analizzate in maniera specifica presentano un dimensionamento “fuori dal Prg” pari a 24.644.031 metri cubi – denuncia il dossier – per un nuovo consumo di suolo pari a 7.701.259 metri quadri, ossia 770 ettari.

Tra le delibere segnalate da Legambiente ci sono anche nuove e vecchie compensazioni, occupando ancora una volta aree di agro romano: più 468mila metri cubi su 14 ettari di nuovo che si aggiungono a 948mila metri cubi già previsti su 27 ettari, per compensare aree nelle Riserve dell’Acquafredda e della Valle dell’Aniene.

 

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