Per l’Ucraina, ipotesi di ricostruzione e ripristino dallo Iuav

Firmato un protocollo di Intesa per la ricostruzione nei territori e nelle città ferite dalla guerra Ucraina: servono almeno 60 miliardi di euro

Mercoledì 22 Giugno 2022


Per l’Ucraina, ipotesi di ricostruzione e ripristino dallo Iuav

Con la guerra Ucraina tornano anche gli “urbicidi”: le distruzioni sistematiche di città e territori. È la guerra che mira a “uccidere” le città non solo privandole di vite umane, ma puntando alla distruzione deliberata su larga scala delle aree abitabili. Ogni forma di esistenza, quindi, viene a mancare, per cui è difficile ripartire, ricominciare, rialzarsi, o anche solo immaginarlo.

Alla cancellazione intenzionale dalla memoria collettiva di monumenti e patrimoni urbani come le inevitabili conseguenze di una guerra, purtroppo, oggi ci siamo quasi abituati.

Da febbraio, da quando cioè è cominciata l’invasione russa dell’Ucraina, notizie e immagini relative al conflitto hanno affollato tv, internet e i vari social. Tanto da lasciarci a volte una sensazione di impotenza incredibile. Fare qualcosa, non è semplice, e non sempre i mezzi che si hanno a propria disposizione bastano per cambiare le cose.

Intanto, però, c’è chi si è chiesto come affrontare le conseguenze degli urbicidi, firmando il primo accordo per la ricostruzione dell’Ucraina.

Ricostruzione urbana dell’Ucraina: firmato il protocollo di Intesa

L’Università Iuav di Venezia ha fatto delle pratiche progettuali di ricostruzione nei territori e nelle città ferite da eventi bellici e calamità naturali un punto cardine della propria missione. Nell’ambito di questo impegno si colloca il protocollo d’intesa tra Iuav e il comune ucraino di Irpin, alla periferia nord-occidentale di Kiev, firmato il nei giorni scorsi nel corso di una cerimonia telematica che ha coinvolto, oltre all’ateneo veneziano, anche Confindustria Ucraina.
Settimane di aspri combattimenti nelle città e nelle zone urbane hanno devastato i territori ucraini. Non solo case, palazzi, edifici e strade. Per rallentare l’avanzata russa, le forze armate dell’esercito di Kiev hanno fatto saltare in aria ponti e infrastrutture. E anche ospedali e scuole sono stati colpiti dagli attacchi russi.

Una città simbolo, Irpin

Per esempio Irpin, una delle città più devastate, ha resistito a lungo ed è tornata sotto il controllo di Kiev, ma a carissimo prezzo. Secondo quanto emerge da un reportage dell’Afp (Agence France Presse), “a metà febbraio era ancora un sobborgo ben servito nella pineta alla periferia nordoccidentale della capitale, ora è una landa desolata. I parchi, un tempo verdeggianti, sono disseminati di cadaveri. Irpin ora è più simile ad Aleppo o Grozny che a una ricca città satellite in Ucraina. Quasi tutti gli edifici sono stati distrutti. Le strade sono vuote, i parchi giochi sono ricoperti di macerie”.

La cooperazione tra Iuav e Irpin ha quindi l’obiettivo di realizzare strategie e azioni per ripristinare le aree urbane e rurali della comunità territoriale, superare rapidamente le conseguenze della distruzione delle infrastrutture urbane e ricostruire il territorio su basi sostenibili, anche attraverso il sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese del territorio, del turismo solidale e del volontariato.

Cosa prevede l’accordo per la ricostruzione urbana post guerra Ucraina

Presenti all’evento e collegati a distanza il rettore Iuav Benno Albrecht, il sindaco di Irpin Oleksandr Markushin, il presidente di Confindustria Ucraina e console onorario d’Italia in Ucraina Marco Toson, l’ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo, che ha di recente riaperto l’ambasciata italiana a Kiev, l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente di VIU e Olena Motuzenko, dell’Università Nazionale di Kyiv “Taras Shevchenko”, coordinatrice del Corridoio accademico umanitario Ucraina – Italia, che ha promosso l’accordo di cooperazione con Iuav.

Nell’ambito dell’accordo per la ricostruzione dell’Ucraina, Iuav:

  • fornirà consulenza multidisciplinare sui diversi aspetti che caratterizzano i complessi processi di ricostruzione a seguito di conflitti;
  • selezionerà le figure professionali più idonee all’interno della propria organizzazione e nell’intera rete accademica italiana, per fornire a Irpin le conoscenze più avanzate nei diversi ambiti legati alla ricostruzione;
  • lavorerà a strategie progettuali a scala architettonica, urbana, territoriale e a progetti site-specific per edifici chiave dell’ambiente urbano, da individuare congiuntamente per il loro valore patrimoniale e significato sociale per la comunità;
  • avanzerà proposte per la realizzazione di alloggi che rispondano alle esigenze di breve, medio e lungo termine in una visione coesa che minimizzi gli sprechi economici e materiali.

Ogni progetto sarà discusso e condiviso con Confindustria Ucraina, prestando particolare attenzione al dettaglio (idea, progetto preliminare, dettagli costruttivi…) e all’impatto sull’ambiente costruito.

Guerra Ucraina e fondi. Cosa farà l’Europa?

Secondo un’analisi della Kyiv School of Economics, il costo dei danni diretti alle infrastrutture dell’Ucraina durante l’invasione russa in corso ha raggiunto quasi i 63 miliardi di dollari (quasi 60 miliardi di euro).

Nelle ultime settimane sono emerse immagini e video scioccanti che mostrano solo parte della devastazione dell’Ucraina, da quando le forze russe hanno attaccato. Dove un tempo c’erano aziende, case, ospedali, scuole e altre infrastrutture, ora ci sono enormi cumuli di macerie irriconoscibili e fatiscenti gusci di cemento.

Ma di fronte a uno spazio urbano completamente distrutto, dove iniziano a ricostruire le autorità?

L’iniziativa dell’Università Iuav di Venezia, di fatto, si inserisce in un contesto europeo che è ha già visto intervenire anche gli esperti del Think tank europeo, il Center for Economic Policy Research, presentare un piano in tre fasi mirato alla ricostruzione dell’Ucraina.

Nelle città distrutte, la prima fase prevede il ripristino della sicurezza (ad esempio, rimuovendo le mine antiuomo) e il ripristino di infrastrutture critiche come linee elettriche e sistemi idrici. A seguire ci sarà la fase per il “rapido rilancio dell’economia”, ovvero lo sgombero delle macerie e il ripristino delle reti di trasporto, insieme agli alloggi e alle scuole. La costruzione di nuove abitazioni, scuole e ospedali inizierà invece con la terza fase, che ha un obiettivo chiave: ricostruire, ma farlo meglio, andando a intervenire – dove e quando possibile – in aree che potrebbero diventare nuovi progetti green ed esempi di città sostenibili.

Federica Petrucci

Federica Petrucci è laureata in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione presso l'Università degli Studi di Palermo, facoltà di Scienze Politiche. Abilitata alla professione di Consulente del Lavoro nel 2018, svolge attività di web editor specializzata in Fisco e Lavoro.

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