Irap: modalità di pagamento per i professionisti tecnici, esenzioni, calcolo dell’acconto Irap

In quali casi il libero professionista non paga l'Irap? E come si calcola l'acconto? L'esperto di fisco fa il punto sull'imposta, dalla parte dei lavoratori autonomi

Presupposto oggettivo dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive – è un’imposta diretta che colpisce direttamente il reddito prodotto) è individuato nel valore aggiunto derivante dall’esercizio di un’attività autonomamente organizzata per la produzione di beni e/o di servizi.

Come affermato dalla stessa Agenzia delle Entrate (prendendo spunto dalle numerose sentenze della Corte di Cassazione) è ragionevole affermare che il lavoratore autonomo non è soggetto a Irap se, ad esempio:
– opera all’interno di strutture professionali organizzate e gestite da terzi e non possiede altrimenti una propria organizzazione. Si evidenzia che la Cassazione con la sentenza 15 gennaio 2016, n. 573 in tema di autonoma organizzazione ha chiarito che anche una spesa consistente riferita all’acquisto di beni o servizi indispensabili per l’esercizio della professione può rilevarsi inidonea a significare l’esistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, tutte le volte in cui il capitale a tal fine investito non valga a rappresentare fattore aggiuntivo o moltiplicativo del valore rappresentato dalla mera attività intellettuale del professionista, ma risulti ad essa asservito ai fini dell’acquisto di attrezzatura connaturata e indispensabile all’esercizio dell’attività medesima e come tale inidoneo ad assumere rilievo, quale fattore produttivo di reddito, distinguibile da quello rappresentato dalla stessa attività intellettuale e/o dalla professionalità del lavoratore autonomo;
– ovvero è privo di dipendenti o collaboratori stabili e utilizza beni strumentali limitati (quali telefono, automezzo, personal computer).

Attenzione: si ritiene che la maggior parte dei professionisti ricadano nella previsione sopra esposta, va da sé che in tali casi gli stessi non dovranno pagare tale imposta.

Il libero professionista che non vuole pagare l’Irap
In tali casi il libero professionista potrà adottare le seguenti modalità:
– presentazione della dichiarazione Irap, contestuale versamento della stessa e successiva richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate;
– non presentare la dichiarazione Irap e non procedere al pagamento;
– presentare la dichiarazione Irap omettendone il versamento (scelta sconsigliata dallo scrivente).
In caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, il libero professionista dovrà essere in grado di attestare che non sta svolgendo un’attività autonomamente organizzata per la produzione di beni e/o servizi.

Modalità di pagamento dell’Irap per il libero professionista
Nel caso in cui non si ricada nei casi sopra esposti il professionista dovrà procedere a presentare la dichiarazione Irap con indicazione della relativa imposta (presente in UNICO). I contribuenti assoggettati all’Irap sono tenuti a effettuare il versamento dell’imposta risultante dalla dichiarazione Irap entro i seguenti termini:
– il saldo e il primo acconto entro il 16 giugno ovvero entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%;
– il secondo acconto entro il 30 novembre.

Mentre il saldo da versare è quello che risulta dalla dichiarazione Irap, il contribuente è tenuto al calcolo e al versamento anche di un acconto. Le modalità di calcolo dell’acconto sono le stesse previste per le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Per determinare la base imponibile per il libero professionista, occorre calcolare la differenza tra compensi percepiti e costi sostenuti (compreso l’ammortamento e l’Ici, esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale), alla quale andrà applicata la percentuale, per l’anno d’imposta 2015, del 3,9% (per il calcolo dell’Irap dovuta). Il pagamento della stessa dovrà avvenire utilizzando il modello F24.

Il calcolo dell’acconto Irap
Nel caso di un professionista che risulta residente nel Lazio, e che dalla dichiarazione Irap nel quadro relativo all’imposta dovuta risulti un importo pari ad 1.500, si avrà:
Acconto complessivo: 1.500,00 x 99% = Euro 1.485,00
Considerato che l’importo in questione supera Euro 257,52, sarà possibile procedere al versamento in due rate:
– prima rata da versare entro il 16 giugno: 1.485,00 x 40% = Euro 594,00;
– seconda rata da versare entro il 30 novembre: 1.485,00 x 60% = Euro 891,00.
Nel caso in cui il professionista intenda versare la prima rata entro il 16 luglio vi sarà la maggiorazione dello 0,4%:
maggiorazione: 594,00 x 0,4% = Euro 2,38;
primo acconto da versare entro il 16 luglio: 594,00 + 2,38 = Euro 596,38.

Tabella: principali codici tributo per il professionista da utilizzare nel modello F24 (i codici tributi possono cambiare di anno in anno quindi bisogna controllare quello corretto sul sito www.agenziaentrate.it)

Tipologia di imposta da versare Codice tributo
(da versare entro il
16 giugno o il 16 luglio con maggiorazione
dello 0,40%)
Codice tributo (da versare entro il 30 novembre dell’anno corrente)
Acconto Irap (1a rata) 3812
Acconto Irap (2a rata o unica soluzione) 3813
Saldo Irap 3800

Stefano Setti

Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile. Tra i volumi pubblicati, "Appalti pubblici. Edilizia. Professionisti. Imprese" e gli e-book: "Imu: come calcolare e versare il saldo 2012","Ristrutturazioni, manutenzione e risparmio energetico. Come e quando applicare le nuove agevolazioni", "Le detrazioni fiscali per la casa 2012" e "Il Regime dei minimi 2012". (Ipsoa / Wolters Kluwer)

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