FIMS2018: come sarà la mobilità del futuro?

Terza edizione per il FIMS, dove smart city, smart car e tecnologia avanzatissima hanno mostrato idee e progettualità per integrare sostenibilità e innovazione

Individuare e raccontare la mobilità del futuro affrontando il grande tema dell’automazione e dell’intelligenza artificiale nei trasporti: questo l’obiettivo di FIMS, il Forum Innovazione Mobilità Sostenibile, giunto alla terza edizione a Rovereto, in Trentino.

I focus al Fims di Rovereto

L’automotive sta subendo una forte accelerazione in tutte le tecnologie digitali passando da auto meccaniche ad auto fortemente digitalizzate e sempre più elettriche. Se da un lato la rivoluzione dei carburanti sta avvenendo lentamente, l’evoluzione industria 4.0 dei mezzi ha fatto importanti passi avanti.

Tra pochi anni i veicoli, privati e pubblici, saranno iper-connessi non soltanto con la casa madre per avere tutte le informazioni che possono essere distribuite (utilizzo della macchina, manutenzione predittiva, danni e assicurazione), ma dovrà essere connessa all’ambiente circostante. I sensori e le mappe digitali troveranno il parcheggio (e parcheggeranno per chi guida), l’auto rallenterà in presenza di lavori pubblici, i semafori reagiranno in base ai flussi del traffico.

Al FIMS è stata analizzata la trasformazione del settore manifatturiero e produttivo (che sta avendo un’automazione sempre più spinta e un’applicazione di tecnologie predittive basate sull’analisi dei dati), nonché la trasformazione dei comportamenti dei veicoli e l’interazione con le smart city.

Si è parlato non più di solo di machine learning ma di deep-learning, ovvero di macchine sempre più indipendenti nelle decisioni, basate su diversi livelli di rappresentazione, corrispondenti a gerarchie di fattori o concetti, elaborati a seguito di algoritmi e statistiche d’uso.

Insieme al deep-learning oggi c’è un aumento della capacita degli algoritmi di elaborare quantità sempre maggiori di dati con modelli e paradigmi sempre più flessibili, che rendono l’auto digitale sempre più una realtà e allo stesso tempo sfruttando al massimo la rete, le connettività mobile, i data centre, che devono elaborare quantitativi sempre più importanti di dati – spiega Michele Dalmazzoni, Industry Digitization Leader per Cisco Italia, presente al FIMS2018. – Noi di Cisco siamo impegnati a fornire piattaforme profondamente sicure, altamente performanti, grandi investimenti sulla parte di data centre e computing, e anche molto innovative”.

Si è parlato inoltre dell’interazione veicolo-spazio reale, con sistemi per  scoprire quale parcheggio è disponibile, sistemi di sicurezza delle strade, semafori, passaggi a livello, auto a guida automatica, sempre garantendo una iper-connettività in maniera estremamente efficiente e sicura.

Il futuro sostenibile: il minibus a guida autonoma

Uno degli interventi più originali è stato la presentazione di Olli, il mini bus a guida autonoma, elettrico, customizzabile, che può programmare le fermate. “Il bus pubblico sotto casa all’ora predefinita? Non è impossibile – dice Emanuele Bompan, organizzatore dell’evento insieme a Trentino Sviluppo e BioEcoGeo. –Invenzioni come Olli, i sitemi di car sharing di Car2Go, i grandi sistemi smart di Cisco ci raccontano che per rendere sostenibile la mobilità non bastano i  motori elettrici, ma anche tanta tecnologia sofisticata e reti sicure”.

La connettività e la rapidità rimangono un tema centrale per permettere a tutte queste tecnologie di poter lavorare in sicurezza. Senza rete ultraveloce altrimenti queste tecnologie rimangono ottimi modelli sperimentali. “Cisco ha fatto investimenti importanti, come Cisco Jasper, che ora lavora per garantire una high speed connettivity tra tutte le componenti del veicolo per networking-, continua Dalmazzoni. –Non basta mandare un segnale e sperare che sia veloce, nei veicoli del futuro tutto deve succedere al millesimo di secondo in maniera predicibile e deterministica”.

Sicurezza, ambiente e sostenibilità

La sicurezza con questa immensa mole di dati diviene inoltre fondamentale, con alcune informazioni che devono essere rinchiuse nell’auto in maniera impenetrabile, e altre esterne che devono essere criptate e impenetrabili, trasmesse in maniera precisa garantita al millesimo di secondo. “La sicurezza è fondamentale-, spiega ancora Dalmazzoni –Ahimè una delle certezze che abbiamo acquisito e quello che non esistono realtà, città o enti che non vengono attaccati e purtroppo  può accadere di subire anche danni se il sistema non è protetto. Dobbiamo ripensare i modelli stessi su cui noi oggi siamo abituati a basarci: per cui oggi vale la responsabilità civile e penale dell’individuo che guida il veicolo, in un futuro la responsabilità sarà dell’ingegnere che ha progettato l’algoritmo. Anche perché i veicoli smart del futuro che dovrà decidere cosa fare nel caso in cui un bambino e un cane dovessero attraversare la strada simultaneamente. Il veicolo dovrà essere programmato per riconoscere entrambi e decidere chi sacrificare. Non sono ammessi errori”.

I veicoli smart saranno anche auto più sostenibili non solo nei consumi. Un tempo si doveva essere tutti sul posto di lavoro a una determinata ora, andare  in vacanza in una determinata settimana. Oggi le tecnologie potrebbero consigliarci quando andare al lavoro per evitare il traffico o dove andare la domenica con i mezzi pubblici meno pieni. “Siamo passati dal navigatore ‘tonto’, ai navigatori social che ci consentano di evitare incidenti e traffico –, conclude Dalmazzoni. –Il futuro vedrà un’efficienza incredibile dei consumi, si eviteranno percorsi inutili, ingorghi, si condivideranno i mezzi. Ma tutto questo riporta sempre al tema del dato: più ci saranno informazioni e connettività e più aiuteremo l’ambiente”.

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