Attività di scavo superficiale: che cosa dice il D.P.R. n. 177/2011

Le disposizioni normative sulla sicurezza del D.P.R. n. 177/2011 relative all’attività di scavo superficiale riguardano il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi

Oltre alle norme del T.U.S.L., ai lavori in ambienti sospetti di inquinamento, di cui all’art. 121, si applica il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, di cui al D.P.R. n. 177/2011. Il mancato rispetto delle previsioni di tale norma determina il venir meno della qualificazione necessaria per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, inerenti le fasi di scavo.

La perdita della qualificazione rileva ai fini del possesso dell’adeguata idoneità tecnico-professionale che il committente dell’opera edile o di genio civile deve verificare nei confronti delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, In pratica il committente non può appaltare, pena la non validità dell’appalto, i lavori di scavo, in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, a chi non sia qualificato nel settore.
Inoltre una impresa affidataria e/o esecutrice non può subappaltare, pena la non validità del subappalto, i medesimi lavori ad altra impresa esecutrice o a lavoratori autonomi che non siano anch’essi qualificati.

Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati in ragione del possesso dei seguenti requisiti:
• integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze, di cui al T.U.S.L.;
• integrale e vincolante applicazione dell’art. 21 T.U.S.L., nel caso di imprese familiari e lavoratori autonomi;
• presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003 e s.m.i. Tale esperienza deve essere necessariamente in possesso dei lavoratori che svolgono le funzioni di preposto;
• avvenuta effettuazione di attività di informazione e formazione di tutto il personale, ivi compreso il datore di lavoro ove impiegato per attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, specificamente mirato alla conoscenza dei fattori di rischio propri di tali attività, oggetto di verifica di apprendimento e aggiornamento;
• possesso di dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati e avvenuta effettuazione di attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi, strumentazione e attrezzature;
• avvenuta effettuazione di attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ivi compreso il datore di lavoro, relativamente alla applicazione di procedure di sicurezza;
• rispetto delle previsioni, ove applicabili, in materia di Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
• integrale applicazione della parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore, compreso il versamento della contribuzione all’eventuale ente bilaterale di riferimento, ove la prestazione sia di tipo retributivo, con riferimento ai contratti e accordi collettivi di settore sottoscritti da organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati, comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco.

Leggi anche: Geotecnica: sicurezza e stabilità dei fronti di scavo

Maurizio Magri

Laureatosi con lode in Ingegneria civile presso il Politecnico di Torino, già progettista di strutture e abilitato coordinatore per la sicurezza nei cantieri, attualmente Ispettore Tecnico presso la Direzione Territoriale del Lavoro del Piemonte. Esperto dell’ispezione in materia di sicurezza, in particolare per quanto riguarda le opere provvisionali e le attrezzature di lavoro, è relatore in convegni e corsi di formazione, nonché autore di articoli tecnici per riviste specializzate, di monografie, di libri e di ebook.

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