Restauri terminati per l'Arco della Pace di Milano

L’Arco della Pace, che nel 1859 fu attraversato da Vittorio Emanuele II e Napoleone III, è tornato a svettare in tutto il suo candore. Dopo circa vent’anni di lavori, tra rinvii e problemi di degrado ai piedi del monumento, il vicesindaco Riccardo De Corato, e l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, hanno celebrato la fine […]

L’Arco della Pace, che nel 1859 fu attraversato da Vittorio Emanuele II e Napoleone III, è tornato a svettare in tutto il suo candore. Dopo circa vent’anni di lavori, tra rinvii e problemi di degrado ai piedi del monumento, il vicesindaco Riccardo De Corato, e l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, hanno celebrato la fine dei restauri e riconsegnato l’arco alla città. All’inaugurazione hanno partecipato diversi residenti e commercianti della zona, che hanno salutato con un applauso la struttura rimessa a nuovo. I lavori sono stati per anni «messi a dura prova da finanziamenti non del tutto continui», come ha sottolineato il direttore regionale per i beni culturali, Caterina Bon Valsassina. L’assessore Finazzer ha definito l’Arco della Pace un emblema della «pace tra città e cittadini», «non è più una barriera contro la nostra storia, ma un passaggio per cambiare la nostra storia, un passaggio simbolico verso la conoscenza di Milano come città d’arte». «Chiunque può notare che da qui si può avere uno sguardo preferenziale su una serie di monumenti fino all’altezza del Duomo – ha detto Finazzer -. Mi auguro che questa diventi una tappa turistica, luogo di visite guidate sul modello di Parigi».

Il restauro, con l’ultimo lotto, è stato finanziato dal Ministero per 700mila euro e dalla pubblicità per altri 300mila. «Un modo etico di utilizzare la pubblicità», ha commentato l’assessore, che ha anche lanciato un appello: «Chiedo a tutti i creativi di Milano di portarmi i loro progetti per realizzare eventi culturali all’Arco della Pace. Queste iniziative saranno anche una forma di vigilanza urbana». Per il vicesindaco Riccardo De Corato invece, per evitare imbrattamenti e bivacchi, bisognerebbe chiuderlo con una cancellata.

Tra gli alti interminabili cantieri urbani giunti finalmente alla fine c’è anche quello di piazza Meda, dove il sole di Arnaldo Pomodoro brilla nuovamente nella piazza, e il parcheggio interrato è stato aperto a 10 anni dall’avvio del progetto e a 5 dalla partenza dei lavori. Due dei più grossi interventi milanesi di restauro urbano si sono dunque conclusi. 

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