Come formarsi per diventare Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti

Chi è il Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti? Cosa fa? L’Albo Gestori ha fatto il punto sul nuovo regolamento e sui requisiti fondamentali. Un focus su attività, funzioni e formazione dell’RTGR

A cura del Prof. Stefano Maglia

Con la Deliberazione n. 1 del 23 gennaio 2019 il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha finalmente definito i compiti e le responsabilità del Responsabile Tecnico. Nei sette articoli che la compongono, la Deliberazione fornisce una panoramica generale su questa importantissima figura, divenuta obbligatoria per effetto del Decreto Ministeriale 3 giugno 2014, n. 120 (1), il cosiddetto nuovo Regolamento dell’Albo Gestori, che la annovera tra i requisiti fondamentali che le imprese devono possedere ai fini dell’iscrizione all’Albo.

Prima di entrare nel merito delle funzioni attribuite al Responsabile Tecnico, è importante soffermarsi su quella che lo vede verificare “la validità delle iscrizioni e delle autorizzazioni in capo ai soggetti ai quali vengono affidati i rifiuti” (art. 1, lett. d). Immediato è il collegamento con l’onere di verifica che una ormai consolidata giurisprudenza rinviene in capo al produttore del rifiuto: se ne deve dedurre, quindi, l’estensione del cosiddetto principio di coresponsabilità (2) anche in capo al Responsabile Tecnico? La questione ha estremo rilievo, in quanto in caso affermativo il Responsabile Tecnico potrebbe concorrere nell’eventuale gestione non autorizzata dei rifiuti di cui si occupa, e questo ci induce a fare il punto su questa figura.

Chi è e cosa fa

Come anticipato, il Responsabile Tecnico è una figura obbligatoria per le imprese che vogliono iscriversi all’Albo dei Gestori Ambientali. Precisamente, ai sensi dell’art. 10 del citato decreto n. 120/2014 (Requisiti e condizioni per l’iscrizione all’Albo), “le imprese e gli enti che fanno richiesta di iscrizione all’Albo devono nominare, a pena di improcedibilità della domanda, almeno un responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali stabiliti dal Comitato nazionale e dei requisiti di cui al comma 2, lettere c), d), f) e i)(3). Parallelamente, nel caso venisse a mancare tale figura l’azienda rischierebbe un procedimento disciplinare diretto alla revoca dell’autorizzazione e alla sua cancellazione.
In via generale, il successivo art. 12 dispone che il suo compito è quello di “porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente e di vigilare sulla corretta applicazione della stessa”.

L’art. 12 sopra citato rimanda al Comitato nazionale la definizione di una disciplina più dettagliata dei compiti e delle responsabilità di tale soggetto: qui si colloca la nuova Deliberazione n. 1/2019 alla quale si è accennato in premessa. In generale, il Responsabile Tecnico, che può essere sia il legale rappresentante/titolare dell’impresa, sia un dipendente o un soggetto esterno all’organizzazione, coordina l’attività degli addetti dell’impresa, definisce le procedure per gestire situazioni d’urgenza ed emergenza e per evitare che si ripetano, vigila sulla corretta osservanza delle prescrizioni dei provvedimenti di iscrizione, e – si ribadisce – verifica la validità di iscrizioni e autorizzazioni in capo ai soggetti ai quali vengono affidati i rifiuti (art. 1).
Le successive disposizioni della Deliberazione n. 1/2019 si concentrano con maggior dettaglio sui compiti che questo incarico implica a seconda della categoria di iscrizione dell’impresa.

Il Responsabile Tecnico per le imprese iscritte alle categorie 1, 4, 5 (e 6)

Per le imprese iscritte nelle categorie 1, 4, 5 (e 6), al RT fanno capo:
– redazione e sottoscrizione dell’attestazione relativa all’idoneità dei mezzi di trasporto;
– controllo e verifica della permanenza delle caratteristiche di tali mezzi e del rispetto delle condizioni precisate nell’attestazione;
– definizione di procedure di controllo del codice CER del rifiuto trasportato (che deve essere riportato nel provvedimento di iscrizione), di verifica da parte dei conducenti, prima del carico del veicolo, del rispetto della normativa applicabile, e della rispondenza dei rifiuti da trasportare alle indicazioni del produttore/detentore; procedure volte a garantire la corretta esecuzione delle operazioni di carico, scarico e trasbordo dei rifiuti, la sicurezza del carico durante il trasporto e la presenza dei documenti e delle attrezzature necessarie;
formazione dei conducenti e degli addetti dell’impresa, e coordinamento dell’attività dei conducenti nell’eventualità di difformità del carico.

Il Responsabile Tecnico per i centri di raccolta (categoria 1)

Chi ricopre il ruolo di Responsabile Tecnico per i centri di raccolta (categoria 1) è chiamato ad attestare e garantire la formazione e l’addestramento del personale addetto ai centri ed a verificare il corretto allestimento degli stessi.
Anche al RT che opera nell’ambito di imprese che si occupano di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione (categoria 8) il Comitato impone il consueto dovere di garantire l’adeguata formazione degli addetti dell’impresa circa la compilazione e la tenuta dei registri di carico e scarico e la documentazione che accompagna i rifiuti durante il trasporto, e di verificare la validità di iscrizioni e autorizzazioni dei soggetti ai quali vengono affidati i rifiuti oggetto dell’attività.

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Il Responsabile Tecnico per le imprese iscritte nelle categorie 9 e 10

In modo parallelo, infine, nell’ambito delle imprese iscritte nelle categorie 9 (bonifica di siti) e 10 (bonifica di beni contenenti amianto), il Responsabile Tecnico è chiamato a produrre, con il legale rappresentante dell’impresa, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio recante tipologie e valore di acquisto delle attrezzature minime, così come disponibilità dell’impresa e stato di conservazione delle stesse (eventualmente, per la cat. 9, anche una relazione dalla quale risulti l’effettivo utilizzo di attrezzature che non risultassero ricomprese nell’allegato A alla delibera n. 5/2001), e deve verificare che le attrezzature si mantengano idonee e che l’organizzazione dell’impresa sia conforme alle norme di settore.

Requisiti e formazione

Come chiaramente stabilito dal citato art. 12 del Regolamento dell’Albo Gestori, i requisiti del responsabile tecnico consistono in idonei titoli di studio, esperienza maturata nei settori di attività per i quali è richiesta l’iscrizione e nell’idoneità attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza periodica quinquennale, ripetuta con verifiche che garantiscano il necessario aggiornamento. Su questo tema, il Comitato Nazionale è intervenuto con due importanti Deliberazioni del 30 maggio 2017 (4), che hanno rivoluzionato la figura del Responsabile Tecnico.

Precisamente, con la Deliberazione n. 6/2017 si è provveduto a definire “le materie, i contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche, nonché … precisare la natura dell’esperienza professionale che il responsabile tecnico deve possedere per l’iscrizione nei diversi settori di attività, con particolare riferimento alle mansioni svolte ed alle responsabilità assunte”, mentre la Deliberazione n. 7/2017 concerne i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche. Le novità principali consistono nella verifica obbligatoria per l’accesso al ruolo, l’aggiornamento periodico ogni 5 anni mediante verifica, meno anni di esperienza richiesti complessivamente e con appositi titoli di studio, dimostrazione dell’esperienza acquisita mediante l’affiancamento al RT.

Quale esperienza è richiesta al Responsabile tecnico?

Relativamente all’esperienza richiesta per ricoprire tale incarico, è importante soffermarsi sulla Deliberazione n. 6/2017, avente ad oggetto “Requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 D.M. n. 120/2014”, entrata in vigore il 16 ottobre 2017 e che individua per ciascuna categoria e classe di iscrizione i requisiti del responsabile tecnico. Quel che emerge, innanzitutto, è che all’aumentare della classe di riferimento, ovvero delle capacità di gestione dei rifiuti da parte dell’impresa, sia essa definita sulla base della popolazione servita, o delle quantità di rifiuti gestiti, o dell’importo dei lavori di bonifica cantierabili, sono maggiori e più pregnanti i requisiti che dovranno essere dimostrati.

In particolare, l’esperienza richiesta deve consistere in:
– esperienza acquisita come legale rappresentante di impresa operante nel settore di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
– esperienza acquisita come responsabile tecnico o direttore tecnico di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
– esperienza acquisita come dirigente o funzionario direttivo tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l’iscrizione;
– esperienza acquisita come affiancamento al responsabile tecnico.

Verifiche di idoneità

Delle verifiche di idoneità si occupa, invece, l’art. 2, mentre l’Allegato C alla Delibera ne elenca le materie. Fermo restando che il legale rappresentante dell’impresa che ricopre contestualmente anche il ruolo di responsabile tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione per almeno 20 anni è dispensato dalle verifiche, è importante tenere presente che l’idoneità conseguita mediante verifica iniziale vale 5 anni a decorrere dalla data del superamento della verifica, mentre la verifica di aggiornamento può essere sostenuta a decorrere da un anno prima della scadenza del quinquennio di validità. Chi non passa la verifica può sostenerla nuovamente, per lo stesso modulo, decorsi almeno 60 giorni dalla comunicazione dell’esito negativo.

Chi, infine, ricopriva l’incarico di Responsabile Tecnico già al 16 ottobre 2017, può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio anche per altre imprese iscritte nella stessa categoria e stessa classe, o classi inferiori. Occorrerà, in ogni caso, superare la verifica di aggiornamento dal 2 gennaio 2021.

Criteri e modalità

E’ con la successiva Deliberazione, la n. 7/2017, che il Comitato dell’Albo definisce i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche. Innanzitutto, l’iscrizione è necessariamente telematica (5) e deve pervenire entro i 40 giorni antecedenti la data di svolgimento della verifica, sedi e date sono state individuate all’Allegato A alla Delibera, mentre nell’Allegato B sono descritte le specifiche modalità di svolgimento della prova.

Per essere ammesso alle verifiche è necessario dimostrare i seguenti requisiti:
1) essere cittadino italiano o cittadino di Stati membri della UE o cittadino di un altro Stato, a condizione che quest’ultimo riconosca analogo diritto ai cittadini italiani, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, lettera a), del D.M. n. 20/2014.
2) essere in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado. Sono dispensati da tale obbligo i responsabili tecnici delle imprese iscritte alla data del 16 ottobre 2017.
3) aver provveduto al versamento del contributo di 90 euro alla Camera di commercio sede della Sezione regionale competente all’organizzazione della verifica.

In cosa consiste la verifica?

La verifica consiste in una prova scritta di 120 minuti con 80 quiz a risposta multipla, di cui 40 sulla parte generale e 40 sulla parte specialistica. Per ogni risposta sono assegnati i seguenti punteggi: risposta esatta: +1,00; risposta errata: -0,50; risposta omessa: 0,00. Sono dichiarati idonei i candidati che per la verifica iniziale conseguono un punteggio almeno pari a 32 punti nel modulo obbligatorio per tutte le categorie e 34 punti nel modulo specialistico, mentre per la verifica di aggiornamento sono richiesti 28 punti nel modulo obbligatorio per tutte le categorie e 30 punti nel modulo specialistico.
I nominativi dei canditati risultati idonei sono pubblicati sul sito dell’Albo nazionale gestori ambientali ed è rilasciato apposito attestato.

I quiz

I quiz oggetto delle verifiche, approvati dal Comitato nazionale, sono pubblicati nel sito dell’Albo Nazionale e sono suddivisi tra argomenti di carattere generale sulla normativa dei rifiuti e ambientale (che rappresentano il modulo generale obbligatorio per tutte le categorie), e argomenti afferenti i moduli specialistici: trasporto dei rifiuti categorie 1, 4 e 5), commercio e l’intermediazione (categoria 8), bonifica dei siti (categoria 9) e bonifica di beni contenenti amianto (categoria 10).

Di recente, il Comitato Nazionale ha apportato la più consistente revisione dei quiz oggetto di verifica (considerato che erano già stati cancellati 96 quiz a luglio 2018), rivedendo tutti i quiz che erano risultati errati, poco chiari, fuorvianti, o semplicemente da aggiornare sulla base delle modifiche normative. In questa sede è sufficiente segnalare che nel modulo generale, quello maggiormente colpito dalla revisione, a fronte di circa 50 domande aggiunte o modificate, sono oltre 110 quelle eliminate, con grande coinvolgimento della materia relativa al quadro delle responsabilità e delle competenze del responsabile Tecnico.
La seconda pausa nel calendario delle prove del 2019, fissata per l’estate, consentirà al Comitato Nazionale di valutare di produrre un altro aggiornamento.

La Scuola

Per aiutare gli aspiranti Responsabili Tecnici a superare le verifiche necessarie ad attestare la propria idoneità e preparazione, TuttoAmbiente ha creato la Scuola di Formazione per Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti.
Si tratta di un percorso formativo accessibile anche ai Responsabili Tecnici attualmente in carica che desiderano ricoprire l’incarico di nuove categorie di gestione rifiuti, o anche solo aumentarne le classi di iscrizione. L’obiettivo del percorso formativo è preparare i candidati alle verifiche, attraverso l’approfondimento delle conoscenze di base della legislazione italiana ed europea. Simulazioni dei quiz delle verifiche permetteranno ai corsisti di mettere alla prova e vagliare le competenze apprese per conseguire l’abilitazione.

La Scuola prevede un Modulo Generale (della durata di 3 giorni) dedicato a tutti gli argomenti che devono essere di competenza dei Responsabili Tecnici di tutte le Categorie. In più, si prevede una serie di Moduli di Specializzazione (della durata di 1 o 2 giornate) per ognuna delle Categorie specifiche per cui si vuole sostenere la verifica.

Formazione a distanza

La Scuola è anche online (FAD): video-lezioni visibili da qualsiasi device connesso ad internet, in qualsiasi momento della giornata, tutti i giorni dell’anno, e simulazioni delle verifiche. I contenuti dei singoli moduli, acquistabili anche separatamente, sono suddivisi in moduli didattici per agevolare lo studio e la preparazione.

Note

(1) Decreto 3 giugno 2014, n. 120, Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali, pubblicato sulla G.U. n. 195 del 23 agosto 2014, in vigore dal 7 settembre 2014.

(2) In base ai principi di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, a qualsiasi titolo, nel ciclo della gestione dei rifiuti (art. 178 D.Lgs. n. 152/2006), il produttore-detentore di rifiuti ha l’obbligo di controllare che i soggetti ai quali affida i propri rifiuti siano autorizzati a gestirli, diversamente qualora tale doverosa verifica sia omessa, il produttore-detentore risponde a titolo di concorso nella commissione del reato di gestione non autorizzata di cui all’art. 256, del medesimo D.Lgs. n. 152/2006.

(3) Ai sensi del comma 2 dell’art. 15, infatti, “la domanda d’iscrizione deve essere corredata con: […] a) nomina del responsabile tecnico e dichiarazione, con firma autenticata, di accettazione dell’incarico”.

(4) V. per un approfondimento S. Maglia, Commento alle delibere 6 e 7 sulla nuova disciplina del Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, pubblicato su www.tuttoambiente.it.

(5) Tramite il sito web dell’Albo, compilando l’apposito modulo (form) e individuando la data, la sede dell’esame e la specializzazione per la quale intende sostenere la verifica. In esito alla procedura di iscrizione il candidato riceve, via mail, conferma dell’iscrizione con indicato data, sede e specializzazione oggetto della verifica.

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