Programma Nazionale di Gestione Rifiuti: quali sono gli obiettivi di questo strumento strategico?

Il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti costituisce uno strumento strategico di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti

Giovedì 28 Luglio 2022


Programma Nazionale di Gestione Rifiuti: quali sono gli obiettivi di questo strumento strategico?

Il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (o PNGR), la cui approvazione è stata pubblicata con specifico comunicato del MiTE sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 151 del 30-06-2022), costituisce uno strumento strategico di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti.

Il Programma, previsto e definito dall’art. 198-bis del d.lgs. n. 152/2006, di durata pluriennale (2022-2028), fissa i macro-obiettivi e definisce i criteri e le linee strategiche cui le Regioni e le Province autonome si attengono nell’elaborazione dei rispettivi Piani regionali di gestione dei rifiuti.

Il PNRG, in particolare, secondo espressa previsione in esso contenuta, è preordinato a orientare le politiche pubbliche ed incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare, a beneficio della società e della qualità dell’ambiente, ponendosi come uno dei pilastri attuativi della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, insieme al Programma nazionale di Prevenzione dei rifiuti e ad altri strumenti di policy.

Il Piano, in sede di prima applicazione, costituisce, peraltro, una delle riforme strutturali per l’attuazione del PNRR, prevista nella Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica, Componente 1 – Economia circolare e agricoltura sostenibile (M2C1), il cui ambito d’intervento è finalizzato a migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare, rafforzando le infrastrutture per la raccolta differenziata, ammodernando o sviluppando nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, colmando il divario tra regioni del Nord e quelle del Centro-Sud e realizzando progetti flagship altamente innovativi per filiere strategiche, quali rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), industria della carta e del cartone, tessile e riciclo meccanico e chimico delle plastiche.

Flussi di rifiuti strategici e azioni da intraprendere a livello regionale per colmare l’attuale gap nazionale

Il PNRG individua i flussi di rifiuti sui quali la programmazione regionale deve concentrarsi al fine di migliorare la situazione attuale e promuovere il perseguimento degli obiettivi promossi a livello UE e nazionale di riduzione, riciclo e recupero.

Il Piano, in particolare, propone una ricognizione della attuale situazione impiantistica, individuando le azioni regionali da intraprendere per colmare il gap indicato per ciascun flusso preso in considerazione, con riferimento alle seguenti tipologie di rifiuti:

  1. rifiuti urbani residui da raccolta differenziata;
  2. rifiuti provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani;
  3. scarti derivanti dai trattamenti:
    1. delle frazioni secche da raccolta differenziata;
    2. del trattamento delle frazioni organiche;
  4. rifiuti organici;
  5. rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
  6. rifiuti inerti da costruzione e demolizione;
  7. rifiuti tessili;
  8. rifiuti in plastica;
  9. rifiuti contenenti amianto:
  10. veicoli fuori uso;
  11. rifiuti sanitari a rischio infettivo;
  12. fanghi di depurazione delle acque reflue urbane.

Di particolare interesse risultano le indicazioni correlate ad alcune specifiche tipologie di rifiuti.

Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti e misure di promozione del riciclo

Per quanto riguarda i RAEE, ad esempio, il Programma individua le misure che possono promuovere ulteriormente il riciclo dei medesimi, quali:

  • promuovere la raccolta dei RAEE (es: da parte del sistema della distribuzione con modalità ritiro “uno contro uno”, “uno contro zero”, ecc.);
  • incentivare pratiche di preparazione per il riutilizzo favorendo lo sviluppo di appositi centri;
  • potenziare la capacità di intercettazione dei RAEE tramite lo sviluppo di piattaforme di conferimento e isole ecologiche, soprattutto nelle zone del paese meno organizzate;
  • sensibilizzare maggiormente i cittadini attraverso specifiche campagne di informazione che disincentivino l’abbandono dei RAEE;
  • sviluppare una rete impiantistica, possibilmente a tecnologia complessa, per il trattamento ad alta efficienza dei RAEE per il recupero materie prime critiche (CRM) contenute nei RAEE.

Per i rifiuti tessili, invece, nel Programma Nazionale di Gestione Rifiuti si prevede l’implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, anche attraverso raccolte di tipo selettivo, nonché la realizzazione di centri di preparazione per il riutilizzo dei medesimi, oltre alla necessità di sperimentare modalità di raccolta differenziata più efficiente e incentivare lo sviluppo di tecnologie per il riciclo.

Altro settore di rilievo è quello della plastica, rispetto al quale il Piano individua un elemento di criticità rispetto al cd. “plasmix”, ossia l’insieme dei rifiuti misti di plastica che derivano dal riciclaggio meccanico degli imballaggi, caratterizzato da estrema eterogeneità e per il quale ad oggi non è stata ancora individuata una soluzione strutturale e consolidata di valorizzazione.

Una evoluzione futura del settore riguarda la possibilità di utilizzare le tecnologie di riciclo chimico, che consentono di trasformare il plasmix in nuovi materiali utilizzabili come base per la sintesi di numerosi composti, oppure come vettori ad alto contenuto energetico.

Appare rilevante considerare l’applicazione di tecnologie innovative di riciclaggio delle frazioni di scarto (ad esempio, mediante processi di riciclaggio chimico per le frazioni non riciclabili meccanicamente e quindi destinate a discarica o termovalorizzazione).

Questo articolo è offerto da Atlantide, il primo software per la gestione rifiuti. In un’ottica di digitalizzazione dei processi e degli adempimenti fiscali (FIR – REGISTRI C/S – MUD (D. Lgs. 152) R.E.N.T.Ri.), la gestione corretta del ciclo ambientale, il controllo totale dei processi, la tracciabilità completa dei flussi e l’Industria 4.0 applicata al settore dei rifiuti deve essere supportata da una soluzione con le migliori performance.  

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Andrea Castelli

Andrea Castelli, laureatosi in Giurisprudenza con una tesi in materia di in house providing e public-public cooperation, dal 2019 è iscritto all'Albo degli Avvocati del Foro di Torino, svolgendo la propria attività professionale in prevalenza nel settore del diritto amministrativo, con particolare riguardo ad appalti pubblici, urbanistica ed edilizia, diritto dell'ambiente e diritto pubblico-commerciale. Autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche di settore, sia in italiano che in inglese, ha partecipato e partecipa, in qualità di relatore, a convegni formativi ed eventi divulgativi in materia giuridico-legale.

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