Cos’è e come si redige il FIR, Formulario di identificazione rifiuti?

Vademecum per chiarire le finalità, la realizzazione ed emissione, le responsabilità e i dati che deve contenere il FIR, strumento fondamentale per controlli e verifiche correlate al flusso della produzione dei rifiuti

Mercoledì 22 Giugno 2022


Cos’è e come si redige il FIR, Formulario di identificazione rifiuti?

Il FIR, Formulario di Identificazione dei Rifiuti, insieme al MUD, Modello Unico di Dichiarazione ambientale, e al registro di carico e scarico dei rifiuti, costituisce uno strumento fondamentale per controlli e verifiche correlate al flusso della produzione dei rifiuti.

In questo vademecum se ne chiariscono le finalità, la realizzazione ed emissione, le responsabilità ad esso correlate e i dati che deve contenere.

Cos’è il Formulario di Identificazione dei Rifiuti?

Il Formulario di Identificazione dei Rifiuti, FIR è un documento di accompagnamento per il trasporto dei rifiuti, contenente tutte le informazioni relative alla tipologia del rifiuto, al produttore, al trasportatore ed al destinatario.

Chi redige e chi emette il FIR?

Secondo quanto previsto dall’art. 193, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006:

“Il formulario in formato cartaceo è redatto in quattro esemplari, compilati, datati e firmati dal produttore o detentore, sottoscritti altresì dal trasportatore; una copia deve rimanere presso il produttore o il detentore, le altre tre, sottoscritte e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al produttore o al detentore. La trasmissione della quarta copia può essere sostituita dall’invio mediante posta elettronica certificata sempre che il trasportatore assicuri la conservazione del documento originale ovvero provveda, successivamente, all’invio dello stesso al produttore. Le copie del formulario devono essere conservate per tre anni”.

Nella compilazione del FIR, ogni operatore è responsabile delle informazioni inserite e sottoscritte nella parte di propria competenza.

Il trasportatore non è responsabile per quanto indicato nel formulario di identificazione dal produttore o dal detentore dei rifiuti e per le eventuali difformità tra la descrizione dei rifiuti e la loro effettiva natura e consistenza, fatta eccezione per le difformità riscontrabili in base alla comune diligenza (art. 193, comma 17, del d.lgs. n. 152/2006).

Una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, intervenuta sul tema, ha precisato che:

“I formulari di identificazione rifiuti, contenuti nel D.M. 10 aprile 1998, n. 145, devono essere distintamente sottoscritti sia dal produttore/detentore, che dal trasportatore che, infine, dal destinatario; ne deriva che l’omessa sottoscrizione nel formulario di identificazione dei rifiuti del produttore dei rifiuti stessi elude il rigore formale della normativa, la quale non consente la sua sostituzione con un delegato, trattandosi di una norma che ha la funzione di garantire non solo una completa tracciabilità oggettiva e soggettiva di tale attività, ma anche di assicurare la piena responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti” (Corte di Cassazione, sez. II civ., 14 aprile 2022, n. 12208).

Quando non è necessario il Formulario di Identificazione dei Rifiuti?

Per espressa previsione normativa, il FIR non è necessario nel caso di trasporto di rifiuti urbani ai centri di raccolta di cui all’art. 183 TUA, effettuato dal produttore iniziale degli stessi, nonché in caso di soggetto che gestisce il servizio pubblico, di trasporti di rifiuti speciali non pericolosi, effettuati dal produttore dei rifiuti stessi in modo occasionale e saltuario (dovendosi considerare con tale espressione “i trasporti effettuati per non più di cinque volte l’anno, che non eccedano la quantità giornaliera di trenta chilogrammi o di trenta litri”, art. 193, comma 7, TUA) .

Il FIR non risulta necessario neanche nel caso di trasporto di rifiuti speciali, di cui all’art. 184, comma 3, lettera a), TUA, effettuato dal produttore in modo occasionale e saltuario secondo la definizione già richiamata di cui all’art. 193, comma 7, TUA, nonché per il conferimento al gestore del servizio pubblico di raccolta, ovvero al circuito organizzato di raccolta di cui all’art. 183, comma 1, lettera pp), TUA, con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.

Cosa serve per compilare il FIR?

Secondo quanto previsto dall’art. 193, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006 (il Testo Unico Ambientale – TUA), “il trasporto dei rifiuti, eseguito da enti o imprese, è accompagnato da un formulario di identificazione (FIR) dal quale devono risultare i seguenti dati:

a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;

b) origine, tipologia e quantità del rifiuto;

c) impianto di destinazione;

d) data e percorso dell’instradamento;

e) nome ed indirizzo del destinatario”.

Il FIR deve quindi contenere tutte le informazioni riguardanti le caratteristiche del rifiuto, origine, tipologia e quantità, i CER e la classe di pericolo, i dati identificativi del produttore e del detentore, oltre ai dati identificativi del trasportatore e del destinatario del rifiuto.

Devono essere riportati anche la data e il percorso dell’instradamento, i dati identificativi del destinatario, e la tipologia di impianto di destinazione.

Questo articolo è offerto da Atlantide, il primo software per la gestione rifiuti. In un’ottica di digitalizzazione dei processi e degli adempimenti fiscali (FIR – REGISTRI C/S – MUD (D. Lgs. 152) R.E.N.T.Ri.), la gestione corretta del ciclo ambientale, il controllo totale dei processi, la tracciabilità completa dei flussi e l’Industria 4.0 applicata al settore dei rifiuti deve essere supportata da una soluzione con le migliori performance.  

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Andrea Castelli

Andrea Castelli, laureatosi in Giurisprudenza con una tesi in materia di in house providing e public-public cooperation, dal 2019 è iscritto all'Albo degli Avvocati del Foro di Torino, svolgendo la propria attività professionale in prevalenza nel settore del diritto amministrativo, con particolare riguardo ad appalti pubblici, urbanistica ed edilizia, diritto dell'ambiente e diritto pubblico-commerciale. Autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche di settore, sia in italiano che in inglese, ha partecipato e partecipa, in qualità di relatore, a convegni formativi ed eventi divulgativi in materia giuridico-legale.

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