E ora il restauro del Palatino

E’ stato presentato dal segretario generale del ministero Beni culturali, Roberto Cecchi il progetto per il restauro del Palatino. Cecchi, che è anche commissario dell’archeologia romana, è riuscito a trovare i fondi grazie alle casse della Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma. Un progetto che -quindi- non ha più bisogno di commissariamento: i lavori […]

E’ stato presentato dal segretario generale del ministero Beni culturali, Roberto Cecchi il progetto per il restauro del Palatino. Cecchi, che è anche commissario dell’archeologia romana, è riuscito a trovare i fondi grazie alle casse della Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma. Un progetto che -quindi- non ha più bisogno di commissariamento: i lavori verranno ultimati secondo i piani. Vediamoli nel dettaglio.

Innanzi tutto cinquecentomila euro per liberare la “Magna mater” dalla tettoia fatiscente e dalle radici dei tre alberi che insidiano la stabilità degli antichi resti archeologici. Un milione andrà invece per il restauro di Santa Maria Antiqua con la sua celebre “parete palinsesto”, mentre un milione e 900mila euro sono stati impiegati per i tre interventi necessari alla terrazza della Domus Tiberiana e al tempio di Antonio e Faustina.

I cantieri nell’area Palatino-Foro romano sono ben 17, per una spesa di 7,5 milioni di euro. Gli altri 28 interventi in programma prevedono invece uno stanziamento di circa 12,5 milioni di euro. In tutto, circa trenta milioni che arrivano anche grazie all’incremento di ingressi in tutta l’area Colosseo-Palatino-Fori: solo nei mesi di marzo e aprile di quest’anno, la percentuale di accessi è aumentata del 6% rispetto agli stessi mesi del 2009.

Il dossier di Cecchi sarà presentato il 17 maggio al Colosseo. Ma è stato anticipato nelle sue linee principali durante il sopralluogo condotto insieme con l’archeologa Maria Antonietta Tomei, l’architetto Pia Petrangeli e il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Secondo il braccio destro del ministro Bondi, “l’apertura delle Arcate Severiane che affacciano sul Circo Massimo e della Vigna Barberini con vista sul Colosseo hanno segnato una svolta nel complessivo risanamento del Palatino. A giugno presenteremo un progetto per la sostituzione di molte tettoie oggi fatiscenti nell’area della Domus augusti e delle Capanne romulee e per la pulitura dell’area e la messa in valore di alcuni reperti archeologici; verrà inoltre proposto e approvato uno studio per l’immagine coordinata dei molti cantieri aperti nell’area degli Orti farnesiani e della Domus tiberiana, le cui strutture saranno sostituite, rese compatibili con la bellezza dei luoghi e in alcuni casi rese anche accessibili alla vista dei turisti in modo tale che tutti possano vedere ciò che accade all’interno così come già avviene nel cantiere del Lapis Niger davanti alla Curia Iulia”. 

Levare le vetuste coperture (“di plastica, non di etenit” sottolineano Tomei e Petrangeli) sarà il primo passo. Poi arriveranno i progetti dell’architetto De Lucchi per uniformare le tettoie e anche l’apparato didattico che guiderà i turisti lungo il percorso archeologico. Che entro l’estate si arricchirà con l’apertura di un percorso al Tempio di Venere e Roma, della Casa delle Vestali al Foro romano (con la copertura dello scavo ultimato, condotto dagli allievi del professor Andrea Carandini), dell’illuminazione del Foro romano secondo un percorso che va dall’Arco di Settimio Severo all’arco di Tito.{GALLERY}

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