Schermi e superfici di comunicazione

Anche la proliferazione degli schermi è un esempio della de realizzazione del mondo. […] L’artificiale tende al continuum delle superfici, a superfici interattive, sensibili alla domanda, caratterizzate dalla rappresentazione teatrale, in una realtà che è già scena interattiva globale. […] E in questa trasformazione sta avvenendo una sorta di scarto o di mutamento o riduzione […]

Anche la proliferazione degli schermi è un esempio della de realizzazione del mondo. […] L’artificiale tende al continuum delle superfici, a superfici interattive, sensibili alla domanda, caratterizzate dalla rappresentazione teatrale, in una realtà che è già scena interattiva globale.

[…] E in questa trasformazione sta avvenendo una sorta di scarto o di mutamento o riduzione della tattilità nella sua funzionalità di senso per eccellenza della costruzione del mondo esterno e del suo spessore, della sua consistenza cosale. Ciò non toglie che vi sia una funzione importante del tatto. Infatti negli strumenti e negli oggetti di alta qualità le funzioni, anche se cessano di essere evidenti, non per questo spariscono. Ciò che scompare alla vista, si mostra al tatto, che per questo è apparso come senso privilegiato del nostro interfacciarsi macchinino, fatto di pressioni, comandi a distanza e anche dalla nostra semplice presenza. È quindi mutato il modo in cui opera la tattilità, il modo di prendere contatto.

[Il mondo degli oggetti, Lupetti, Milano 2001, pagg. 181-182]

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