Oscar Niemeyer, il maestro dell’architettura

“Non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell’oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita” Con queste […]

“Non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell’oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita”

Con queste parole l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, morto il 5 dicembre 2012 all’età di 104 anni, sintetizzava il suo credo stilistico. Concetti e parametri innovativi che hanno influenzato un’epoca e che hanno incoronato Niemeyer maestro di tutti gli architetti della modernità da Fuksas a Piano a Zaha Hadid.

Nato nel 1907 a Rio, Niemeyer si è laureato nel 1934 come ingegnere architetto ed è andato a lavorare per Lucio Costa, futuro disegnatore del piano di Brasilia. In questi anni entra in contatto con Le Corbusier, che influenzerà il suo stile e con il quale collaborerà prima al nuovo Ministero dell’Educazione e della Sanità di Rio e più avanti al Palazzo dell’Onu di New York.

A partire dagli anni 50 l’originalità delle linee rotonde tipiche del suo stile guadagna attenzione mondiale: nel 1951 progetta a San Paolo il Parco Ibirapuera, con la sede della Biennale e la Oca, struttura in cerchio derivata dalle capanne degli indios, e l’edificio Copan. Cinque anni dopo inizierà a lavorare con Lucio Costa a quella che sarà una delle sue massime realizzazioni: il piano maestro per la nuova capitale brasiliana, che sostituirà Rio de Janeiro con una città avveniristica spostata più a nord, al centro della savana.

Brasilia inaugura nel 1960. Niemeyer vi firma numerosi edifici, quali il Congresso Nazionale, il Palazzo del Planalto, la Corte Suprema Federale, il Palazzo Arcos, il Museo Juscelino Kubitschek, divenute pietre miliari del simbolismo moderno, e soprattutto la Cattedrale, considerata uno dei suoi massimi capolavori. “Ho evitato le soluzioni delle vecchie cattedrali buie, che ricordano il peccato. Al contrario ho fatto scura la galleria di accesso alla navata, e questa l’ho voluta tutta illuminata, colorata, rivolta con le sue belle vetrate allo spazio infinito”.

Niemeyer lavora a Brasilia fino al 1964, quando la sua militanza comunista lo costringe a emigrare in Francia, mentre in Brasile si vivono i momenti drammatici del golpe militare. “Durante la dittatura tutto è stato differente – ha detto – il mio studio è stato saccheggiato. I miei progetti poco a poco hanno incominciato ad essere rifiutati. Il posto di un architetto comunista è a Mosca, mi disse un giorno un ministro”. E’ rimasta celebre la frase di Fidel Castro: “Niemeyer ed io siamo gli ultimi comunisti rimasti a questo mondo”. 

Durante il suo esilio europeo Niemeyer realizza altri progetti, tra i quali la Sede del Partito Comunista Francese e in Italia la sede della Mondadori a Segrate. Con la fine della dittatura brasiliana, al termine degli anni Sessanta, torna in Brasile, proseguendo tuttavia negli anni Settanta, il suo rapporto con l’Europa, con l’apertura di uno studio a Parigi e seguendo una mostra itinerante sul suo lavoro.

Nel 1986 a Brasilia viene inaugurato il Pantheon della Libertà e della Democrazia, per celebrare la memoria di Tancredo Neves, democraticamente eletto nel 1985 presidente della Repubblica brasiliana, quando in Brasile la dittatura militare cede il potere alla democrazia. Nel 1988 gli viene conferito il premio più importante dell’architettura mondiale, il Pritzker Architecture Prize, insieme all’architetto americano Gordon Bunshaft.

Da allora fino alla sua morte, continuerà a lavorare costantemente, realizzando ancora altre grandi opere come il Museu da República Honestino Guimarães a Brasilia (2006), il Padiglione per la Serpentine Gallery di Londra (2003), il Museo Oscar Niemeyer a Curitaba, aperto al pubblico alla fine del 2002. Tra queste opere, merita una segnalazione particolare il Mac, Museo di arte contemporanea a Niteròi, inaugurato nel 1996 e considerato il suo massimo capolavoro.

{GALLERY}

Ti è piaciuto questo contenuto?

Con la newsletter Teknoring resti sempre aggiornato.

In più, uno sconto del 20% su libri ed e-book e l’accesso ai vantaggi riservati agli iscritti.

ISCRIVITI

Potrebbero interessarti