Nella riforma del Titolo V della Costituzione anche il governo del territorio

“Dal 2001 l’esperienza ha dimostrato che la confusa definizione della nozione ‘governo del territorio’ ha determinato numerosi conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, e ha frenato la possibilità di politiche nazionali in materia di disciplina della proprietà – vincoli, perequazioni, compensazioni -, di negoziazione urbanistica, di tutela della concorrenza, di housing sociale e anche […]

“Dal 2001 l’esperienza ha dimostrato che la confusa definizione della nozione ‘governo del territorio’ ha determinato numerosi conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, e ha frenato la possibilità di politiche nazionali in materia di disciplina della proprietà – vincoli, perequazioni, compensazioni -, di negoziazione urbanistica, di tutela della concorrenza, di housing sociale e anche di ambiente e di ecosistemi. Ciò con particolare riguardo a temi oggi centrali come quelli della rigenerazione urbana sostenibile e dello stop al consumo dei suoli”.

È questo uno dei passaggi della lettera che il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori ha inviato al governo per chiedere l’inserimento, nelprocesso di riforma del Titolo V della Costituzione, una revisione profonda che riguardi il governo del territorio.

“Nel nostro Paese – continua il Cnappc – attraversato da legislazioni e regole diverse e troppo complesse che complicano la vita e frenano gli investimenti, il governo del territorio si aggiunge al già complesso sistema di governance multilevel, ritardando le decisioni, generando conflitti, che giurisprudenza e dottrina cercano con fatica di interpretare e risolvere.”

“Oggi che la società, l’economia e la difesa dell’ambiente richiedono più chiarezza e rapidità nelle decisioni, per favorire la crescita e la competitività occorre superare la nozione di governo del territorio in favore della nozione, più limitata e consolidata, di “urbanistica” da conservare alle regioni nell’ambito della legislazione concorrente, ai sensi dell’art.117, terzo comma, e attribuire, invece, alla competenza esclusiva dello Stato (all’art.117, secondo comma) la nuova materia ‘politiche per le città e la rigenerazione urbana’.

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