Legno e arredo perdono il 33% di fatturato

Anche per il macrosistema LegnoArredo la crisi si fa sentire in modo pesante. Spese e fatturati si sono ridotti di oltre un terzo nell’arco di cinque anni, con cifre eloquenti: tra il 2007 e il 2012 i consumi sono passati da 33,8 a 20,6 miliardi di euro, fatturati crollati di -14 miliardi di euro, con […]

Anche per il macrosistema LegnoArredo la crisi si fa sentire in modo pesante. Spese e fatturati si sono ridotti di oltre un terzo nell’arco di cinque anni, con cifre eloquenti: tra il 2007 e il 2012 i consumi sono passati da 33,8 a 20,6 miliardi di euro, fatturati crollati di -14 miliardi di euro, con una riduzione del 33%. Una situazione difficile anche sul fronte occupazionale, con la perdita di -10.024 imprese (-12,6%) e -51.651 addetti (-12,1%).

Il “principale imputato” della crisi è il mercato interno degli acquisti, crollato quest’anno del -17,6%, dato più accentuato di quello già drammatico del 2009. La contrazione delle vendite nazionali di prodotti legati alla casa riguarda pressoché tutti i comparti dipendenti, direttamente o indirettamente, dall’edilizia. Punta dell’iceberg tra questi comparti è il macrosistema arredamento, sceso a -19,7% a causa, soprattutto, della caduta dei redditi reali delle famiglie superiore al 2009 e al blocco dell’erogazione dei mutui che hanno inciso profondamente sull’indotto della casa. Crollate anche le importazioni dall’estero, a conferma che gli italiani non hanno puntato su alternative più economiche. A tal proposito, è significativo il calo pesante degli acquisti dalla Cina (-20%). Tiene il passo l’export, anche se negli ultimi mesi si registra un calo nei mercati extra Ue-27, che rischia di compromettere il buon andamento delle vendite extra Ue (+10%) fino ad oggi l’appiglio che ha consentito al sistema LegnoArredo di non crollare.

I dati allarmanti sono stati annunciati in occasione della conferenza di fine anno di FederLegnoArredo, la federazione che tutela tutta la filiera del legno-arredamento. La situazione di crisi preoccupante ha spinto la federazione ad avanzare la richiesta di azione da parte del Governo, per un intervento “che consenta alle aziende del settore di prendere una boccata d’ossigeno dopo cinque anni durissimi”, come spiega il Presidente Roberto Snaidero. Insieme a Giovanni Anzani (vicepresidente vicario FederlegnoArredo), Snaidero ha avanzato una proposta diretta: includere anche gli arredi tra le opere ammesse alla detrazione Irpef del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

“Tale misura” spiega Snaidero, “condivisa e sottoscritta per la prima volta da tutti i più importanti attori della filiera – industria, sindacati (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil), commercio (Federmobili), costruttori (Ance), Confartigianato Legno Arredo e Cna Produzione – parte dal presupposto che l’arredamento è parte integrante e sostanziale della riqualificazione edilizia e del benessere abitativo delle famiglie”. Una possibile valvola di sfogo a tutt’oggi non ancora adottata, nonostante “non comporti nessun incremento aggiuntivo dei costi per lo Stato già previsti dal decreto”.

“Stimiamo – ha concluso il Presidente – che tale misura (contenuta nell’ordine del giorno presentato alla Camera dei Deputati il 26 luglio 2012 e finora totalmente ignorata) è in grado di generare un incremento dei consumi nazionali d’arredamento del 20% (pari a circa 1,2 miliardi di euro) consentendo un recupero del crollo registrato dal 2007 a oggi e offrendo così un po’ di ossigeno dopo 5 anni durissimi”.

V.R.

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