L’Iceberg di Cucinella: com’è il nuovo San Raffaele

Un’architettura all’avanguardia, incentrata sulla cura dei malati e dell’ambiente. Il nuovo Ospedale San Raffaele di Cucinella è un edificio etereo e luminoso avvolto da un rivestimento in lame di ceramica antismog

Lunedì 23 Maggio 2022


L’Iceberg di Cucinella: com’è il nuovo San Raffaele

San Raffaele Hospital © Duccio Malagamba/Mario Cucinella Architects

Il nuovo Polo chirurgico e delle urgenze dell’Ospedale San Raffaele di Milano, a firma MCA- Mario Cucinella Architects, si conferma un’architettura d’eccellenza sotto tutti i punti di vista. Soprannominato “Iceberg” per la sua forma peculiare, l’edificio è un’icona elegante e innovativa che coniuga gli aspetti funzionali della medicina con la ricerca del bello e del sostenibile. Sarà sicuramente un esempio per il futuro dei nuovi ospedali.

L’architettura: una forma di cura

L’architettura è una forma di cura”, afferma Cucinella. Gli ospedali devono essere delle macchine efficienti dal punto di vista energetico, ambientale e tecnologico, ma soprattutto in termini di umanizzazione, intesa come ricerca della qualità estetica degli ambienti abitati, quale strumento per coadiuvare il percorso di guarigione.
“La bellezza in architettura deve saper parlare” – afferma l’architetto – “ma c’è bellezza anche dove non si vede, sotto la superficie, nei nuovi materiali ormai parte attiva della creazione”.
L’obiettivo del progetto è quello di curare i malati ma anche l’ambiente, creando una struttura all’avanguardia che sovverte gli stereotipi del mondo ospedaliero e privilegia soluzioni a basso impatto ambientale tanto all’esterno quanto all’interno.

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Superfici curve e linee slanciate

Il nuovo edificio, compatto per la natura ad alta densità del sito, si integra con la struttura ospedaliera esistente e si compone di due grandi elementi complementari tra loro: il basamento (sede del pronto soccorso, del blocco chirurgico e della terapia intensiva), e la torre (dedicata ai reparti di degenza e ambulatoriali).
La piastra di base, dai toni scuri, sembra essere affiorata dalla terra con un grande pragmatismo formale e funzionale; la torre, al contrario, si eleva verso il cielo con superfici curve e linee slanciate. La facciata è piuttosto inusuale per un ospedale: addio alla classica ripetizione di finestre per lasciare spazio ad involucro vetrato, scandito da una pelle dinamica composta da lamelle bianche in ceramica che fungono da frangisole. L’ospedale diventa un landmark etereo e luminoso, studiato per accogliere e rassicurare i degenti con la luce delle sue facciate e la leggerezza del suo volume.

L’importanza della luce e della bioclimatica per il San Raffaele

L’integrazione di elementi naturali, quali luce e verde, all’interno del progetto risponde alla volontà di creare un centro di cura confortevole. Il layout degli spazi assicura riconoscibilità e brevità ad accessi e percorsi, ed è articolato in modo da sfruttare al massimo la luce naturale anche negli ambienti ipogei di collegamento con il vecchio ospedale. La curvatura delle facciate migliora l’accesso della luce naturale nella parte centrale della facciata e permette di differenziare la vista dalle camere di degenza verso l’esterno.
Gli angoli, privi di lamelle, sono completamente vetrati e agiscono come serre solari. Ospitano i soggiorni comuni per le degenze e riducono il ricorso all’impianto di riscaldamento in inverno, mentre in estate sono climatizzati.

Il rivestimento in lamelle di ceramica antismog

Le lamelle verticali di rivestimento, oltre ad essere esteticamente armoniose, permettono di leggere l’edificio come un oggetto plastico energeticamente efficiente e rispettoso dell’ambiente.
Hanno infatti una funzione bioclimatica e contrastano, al contempo, l’inquinamento atmosferico. Realizzate in ceramica, presentano uno speciale rivestimento catalitico al biossido di titanio che rende le superfici delle vere e proprie trappole per le particelle inquinanti presenti nell’atmosfera che, inertizzate dai raggi solari, sono poi dilavate dalle precipitazioni atmosferiche. Lo stesso materiale svolge un ulteriore ruolo attivo nell’intorno dell’edificio, favorendo la trasformazione chimica dell’ozono in molecole di ossigeno.
Dal punto di vista bioclimatico le lamelle fungono da frangisole e sono disposte con un passo più fitto nelle facciate Sud, e uno più aperto in quelle a Nord. Proteggono le camere dall’irraggiamento solare (abbattendo il fabbisogno energetico legato alla climatizzazione) e incrementano la quantità di luce naturale diffusa negli ambienti, per effetto della riflessione sulle superfici ceramiche.
“Il rivestimento, ovvero la “pelle” bianca dell’iceberg, non è una trovata formalista ma un sistema di lame in ceramica antismog, dalle funzioni antibatteriche” afferma Cucinella.

Arredi e interni ecosostenibili

Soluzioni eco-sostenibili hanno accompagnato anche la progettazione degli interni e degli arredi per creare le condizioni di massima salubrità. Banditi i materiali di sintesi largamente utilizzati nell’edilizia ospedaliera, come il pvc, e quelli emissivi di composti volatili organici. Le superfici interne sono infatti in gres antibatterico, prodotto che combina elevate prestazioni meccaniche e di durabilità con l’azione inibitoria della proliferazione di microorganismi nocivi per la salute. Anche le ceramiche dei sanitari sono state trattate con un rivestimento antibatterico e gli arredi sono realizzati con materiali eco-sostenibili esenti da formaldeide.
La presenza del verde, sotto forma di tetto giardino dell’edificio di base, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e il benessere di personale e pazienti.

Certificazione Leed Gold per il San Raffaele

Sarà il primo ospedale in Italia certificato Leed Gold, orientato alla sostenibilità, al risparmio energetico e alla bioedilizia. Le scelte dei materiali sono state accurate e innovative, le scelte impiantistiche efficienti e all’avanguardia, gli accorgimenti climatici salubri e di qualità. I lavori per la costruzione dell’ospedale sono iniziati nel settembre 2018, affidati all’impresa Itinera; le facciate sono state realizzate dall’azienda Aza Aghito Zambonini srl. Mario Cucinella Architects si era aggiudicato il concorso privato per la progettazione dell’ampliamento del San Raffaele nel 2015.

Diletta Bracchini

Nasce e vive a Faenza, si laurea presso il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 2014 e nello stesso anno consegue l’abilitazione alla professione. Giovane architetto, affina la sua passione per l’architettura fin dagli studi collaborando con il Giornale dell’Architettura in qualità di redattrice e autrice con contributi per specifiche occasioni.

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