Hartmut Esslinger, lo “stratega” della start-up Apple

All’interno delle iniziative legate alla mostra “German design standards – From Bauhaus to globalisation”, celebrazione della storia del design industriale tedesco in scena alla Business of Design Week di Hong Kong, è stata presentata un’opera che getta una luce inedita su un personaggio cruciale tra i progettisti del secolo scorso. È il volume “Design Forward […]

All’interno delle iniziative legate alla mostra “German design standards – From Bauhaus to globalisation”, celebrazione della storia del design industriale tedesco in scena alla Business of Design Week di Hong Kong, è stata presentata un’opera che getta una luce inedita su un personaggio cruciale tra i progettisti del secolo scorso.

È il volume “Design Forward – Creative Strategies for Sustainable Change”, pubblicato da Arnoldsche Art Publishers, a firma di Hartmut Esslinger, grande inventore e “filosofo” del design industriale. Con FrogDesign, la storica agenzia che fondò a 25 anni, nel 1969, Esslinger fu tra i più importanti fautori del passaggio di Apple Computer da start-up a brand globale. Un vero e proprio “stratega” del design industriale, caratterizzato da una visione in cui convergono le discipline umanistiche, la creatività, la tecnologia e le scienze economiche.

Fu proprio Esslinger a cogliere la sfida posta da un giovane Steve Jobs agli albori degli anni Ottanta: superare i limiti fisici (e anche estetici) dei primi computer Apple, che faticavano ad affermarsi contro la concorrenza di Ibm soprattutto a causa di una visione aziendale in cui le varie componenti del prodotto erano concepite in modo separato. Sotto l’influenza creativa di Esslinger, Apple impostò il celebre “Snow White Design Language”: colori chiari e neutri, logo tridimensionale, minimalismo delle superfici e delle indicazioni universali (porte, periferiche, ecc.). Seguendo questa linea, dal 1984 al 1990 furono realizzati i primi pionieristici computer Apple, come la workstation “Lisa” o il primo celebre MacBook.

Oltre alle memorie di Apple, in “Design Forward” Esslinger esplora la sua visione innovativa del design industriale rievocando i contributi per altri marchi storici sia del mondo della tecnologia e dell’elettronica (Motorola, Nec, Olympus), sia di altri ambiti (come Lufthansa, che chiese a Esslinger di impostare l’intera strategia di design e identità del brand).

In tempi recenti Esslinger, quasi settantenne, affianca l’attività di “pensatore” del design alla formazione universitaria d’alto livello, tra la natìa Germania e Shanghai.

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