Giardini verticali, mito della nuova era

I giardini pensili di Babilonia sono passati alla storia come una delle Sette Meraviglie del Mondo. I giardini verticali sono stati poi, e oggi sempre più, i segni di un’architettura innovativa; moderni sistemi di impianto che ricoprendo superfici verticali portano l’antico mito del giardino in vita, e collocano il verde nelle case, negli uffici e […]

I giardini pensili di Babilonia sono passati alla storia come una delle Sette Meraviglie del Mondo.

I giardini verticali sono stati poi, e oggi sempre più, i segni di un’architettura innovativa; moderni sistemi di impianto che ricoprendo superfici verticali portano l’antico mito del giardino in vita, e collocano il verde nelle case, negli uffici e nelle strade dominate per lo più dal grigio del cemento. Prati e giardini dovrebbero essere, per i fautori di tali progetti, un tutt’uno con l’architettura, circondandola. E dal momento che non c’è spazio tra strade, parcheggi e alti palazzi, allora il verde lo si mette in verticale, vere e proprie piante che ricoprono la facciata degli edifici diventando un tutt’uno con essi.

Le piante non hanno necessariamente bisogno di terreno per crescere, ma solo di acqua, ossigeno e anidride carbonica per la fotosintesi clorofilliana. Ne è una prova il fatto che in  natura le piante sembrano prosperare nei luoghi più inospitali: i fiori alpini crescono nelle fessure, felci, muschi e licheni colonizzano i bordi delle cascate. Le alghe crescono anche dove non c’è ossigeno; le 8000 specie che crescono in Malesia, in grado di svilupparsi sulle rocce e tutte le altre varietà di piante che, anche nei climi temperati, crescono su supporti rocciosi.

E da queste considerazioni che derivano le facciate verdi. Uno studio parigino guidato da Patrik Blanc è stato pioniere di questi esperimenti, trovandosi anche di fronte al problema della potenza distruttiva delle radici delle piante che in alcuni interventi avevano danneggiato seriamente le strutture (ad esempio nel tempio di Angkor). Hanno notato quindi che, se le piante sono regolarmente bagnate dall’acqua, tendono a mantenere le proprie radici in superficie evitando così di penetrare nella profondità della struttura danneggiandola. E’ stato così che Blanc ha iniziato la realizzazione di facciate verdi, un sistema leggero (meno di 30 kg per metro quadrato) e adattabile a supporti di qualsiasi dimensioni ed altezza. Il verde verticale si trova anche all’interno degli edifici in posti più o meno illuminati naturalmente.

A seconda del clima del luogo dove lo si vuole installare, sono scelte per il giardino verticale, specie di piante differenti.

I giardini verticali sono costituiti da 4 strati:

1. STRUTTURA METALLICA PORTANTE
La struttura portante, costituita da traversi e montanti metallici, può essere tanto ancorata al supporto quanto staccata da esso e quindi autoportante. Lo spazio tra il supporto e la struttura costituisce una camera d?ria ottima per isolare termicamente e acusticamente gli ambienti.

2. TELO DI PVC
Un telo di PVC dallo spessore di 1 cm, steso sulla struttura verticale per aumentarne la rigidezza e renderla impermeabile.

3. STRATO DI CARTONFELTRO
Lo strato di cartonfeltro che viene posizionato al di sopra del telo in PVC, serve per consentire all’acqua di distribuirsi uniformemente su tutta la superficie interessata dal prato verticale.

4. PIANTE
Infine lo strato visibile dall’esterno, ovvero le piante, cresceranno al di sopra del cartonfeltro. Si potranno spargere semi oppure piantare essenze già cresciute. Ci saranno all’incirca 30 piante per metro quadro. Un sistema automatico di innaffiatura e fertilizzazione provvederà nei periodi in cui si renderà necessario al sostentamento delle piante.

Se vivere nelle città ha fatto perdere il contatto con la natura, i giardini verticali ristabiliscono un contatto grazie ad ambientazioni naturali che riducono lo stress e aiutano l’aria a purificarsi dagli inquinanti.{GALLERY}

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