Federal Building Torino, vince Iotti + Pavarani

Coordinato da Fondazione per l'Architettura, svilupperà il masterplan che nei prossimi anni trasformerà la caserma Mario Amione in una cittadella della pubblica amministrazione

Lo studio emiliano Iotti + Pavarani con F&M Ingegneria e F&M Divisione Impianti si aggiudica il concorso di progettazione in due fasi indetto dall’Agenzia del Demanio per il Federal Building di Torino. È il primo passo verso il masterplan della nuova cittadella della pubblica amministrazione, che nei prossimi anni concentrerà in un’unica area, quella della caserma Amione di piazza Rivoli in via di dismissione, uffici che oggi sono parcellizzati tutta la città sabauda e saranno luogo di lavoro per 2.000 persone.

Un concorso di progettazione partecipato

Gli altri quattro progetti che, molto diversi tra loro, si sono contesi la vittoria finale sono stati presentati dai gruppi composti da:

  • Benedetto Camerana, Atelier(S) Alfonso Femia, Milan Ingegneria, For Engineering Architecture, Lorena Alessio (2° classificato);
  • De Ferrari Architetti, Studio Baietto Battiato Bianco, G Studio-Stp Ss, Arch. Francesca Grilli, Arch. Davide Viano, Ipe Progetti, Prodim, Gtstudi (3° classificato);
  • Kohllöffel Hermann, Ai Engineering, Ai Studio, Rigazio Prof. Arch. Alessandro, Maresca Prof. Arch. Marco, Ag&P Greenscape (4° classificato);
  • Tekne, Giancarlo Paolino, Sajni e Zambetti, Tekser, Architetto Paolo Favole, Tiemme, Chiara Pesce (5° classificato).

Il concorso, bandito attraverso la piattaforma allestita dall’Ordine degli Architetti di Bologna, aggiunge un nuovo pezzo al puzzle di interventi che stanno trasformando, in modo forse un po’ troppo puntuale e privo di un necessario livello strategico di pianificazione, importanti parti del capoluogo piemontese in cui rimangono ancora 4 milioni di metri quadrati di aree da riqualificare.

La procedura è stata coordinata in circa sei mesi per conto di Agenzia del Demanio, che sta lavorando al progetto alla creazione di un totale di 38 poli amministrativi nelle principali città italiane, dalla Fondazione per l’Architettura di Torino. Ha visto la partecipazione di 25 gruppi per un totale di 74 operatori e si è svolta seguendo quella che finalmente sembra iniziare a proporsi come concreta prassi nella gestione delle trasformazioni del territorio: il bando di un concorso in due fasi anonime, con premi per gli ammessi alla fase finale (101.640 euro per il primo classificato e 10.890 euro per ognuno dei finalisti), successivo incarico per il vincitore e la presenza di una giuria di esperti.

L’area di intervento e il progetto vincitore

La caserma intitolata alla memoria di Carlo Amione si attesta sul lato nord-est di piazza Rivoli: facilmente raggiungibile con la metropolitana, è un complesso di edifici nato a partire dal 1912-13 per la SCAT, Società Ceirano Automobili Torino, e diventa area militare all’inizio degli anni venti. Al suo interno ospita un magazzino deposito in cui sono provvisoriamente stoccati i materiali del Museo dell’Artiglieria al Mastio della Cittadella in attesa che si completino i lavori di restauro. Ancora nelle disponibilità dell’esercito, di cui nei prossimi anni si prevede il trasloco, il complesso è oggi in parte tutelato dalla Soprintendenza, che vincola le basse maniche art nouveau posizionate lungo i corsi Francia e Lecce.

Il progetto di Iotti + Pavarani interviene sull’area alle spalle delle maniche storiche che dovranno tuttavia diventare parte integrante della nuova cittadella. Prevede la realizzazione di volumetrie importanti (42.000 mq su un’area di base di poco più della metà, 24.000 mq, per cui sarà necessaria la modifica del PRG) che prendono forma all’interno di edifici autonomi organizzati attorno a un’area a verde centrale di 18.000 mq metà pensile e metà in terra piena. I nuovi volumi, dalle facciate trasparenti e aperte tipiche dello studio emiliano, si elevano per un massimo di 5-6 piani fuori terra per armonizzarsi al contesto.

A livello urbano la nuova cittadella s’inserisce nel tessuto di Borgo Capidoglio: ricostruisce i fronti lungo gli assi viari, in primis corso Lecce, e propone un insieme permeabile che destina i piani terra alle funzioni pubbliche. Un nuovo asse est-ovest interno al lotto distribuisce le aree di front office e concentra gli accessi a tutte le funzioni della cittadella.

Il Federal Building porta Paolo Iotti e Marco Pavarani per la seconda volta a Torino: la loro prima presenza in città risale al 2016, quando viene completata la rifuzionalizzazione della sede della Reale Mutua Assicurazioni all’angolo tra via Bertola e corso Siccardi per cui lo studio emiliano definisce e progetta l’identitario involucro.

 

La trasformazione dell’area: i modi e i tempi

Il primo, importante, passo verso la trasformazione è compiuto anche se i tempi per la realizzazione dell’intero progetto non sono brevi. I vincitori inizieranno molto presto a lavorare alla stesura del masterplan, ma prima che il processo arrivi a conclusione sono da compiere ancora diversi passi che richiedono l’avvio delle relative procedure e la preliminare disponibilità dei relativi fondi. Il primo nodo da sciogliere è legato al trasferimento dei militari negli spazi della non lontana caserma Dabormida che dovranno prima essere rifunzionalizzati. Il trasferimento aprirà la strada all’intervento sulla manica storica che dovrà essere riprogettata per adattarla alle nuove funzioni. La progettazione e la costruzione dei nuovi edifici (probabilmente suddivisa per lotti) saranno possibili solo dopo la modifica al PRG, necessaria a consentire le nuove volumetrie e di cui il masterplan di Iotti + Pavarani sarà la base, e la demolizione dei volumi interni e saranno avviate successivamente. Le cose da fare sono quindi ancora molte, ma il processo è partito in uno dei modi migliori. Speriamo che di qui in avanti nulla lo arresti.

Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”. Partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con il quale entra a fare parte del network Guiding Architects e propone tours e itinerari specializzati fra le architetture contemporanee di Torino e Ivrea.

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