Da PacMan a The Sims, i videogame al MoMa

Quattordici videogame realizzati nell’arco degli ultimi trent’anni sono entrati a far parte della collezione permanente di architettura e design del MoMa (Museum of Modern Art) e verranno esposti nella gallerie Philip Johnson del museo. Ci sono gli antenati come Pac-Man (1980) e Tetris (1984), i “rivoluzionari” simulatori SimCity 2000 (1994) e il suo derivato The […]

Quattordici videogame realizzati nell’arco degli ultimi trent’anni sono entrati a far parte della collezione permanente di architettura e design del MoMa (Museum of Modern Art) e verranno esposti nella gallerie Philip Johnson del museo.

Ci sono gli antenati come Pac-Man (1980) e Tetris (1984), i “rivoluzionari” simulatori SimCity 2000 (1994) e il suo derivato The Sims (2000), così come i più recenti Passage (2008) e Canabalt (2009). E poi Another World (1991), Myst (1993), vib-ribbon (1999), Katamari Damacy (2004), EVE Online (2003), Dwarf Fortress (2006), Portal (2007), flOw (2006).

La scelta, ristretta a 14 giochi ma destinata ad aumentare fino a 40, include capisaldi del gaming scelti come “eccellenze” dell’interactive design, un ramo d’azione tra i più importanti della creatività contemporanea, spesso lasciato in secondo piano nelle analisi.

Nella selezione delle opere da acquisire sono molti i parametri che i curatori del MoMa hanno considerato: oltre la dimensione estetica, anche fattori come l’eleganza del codice e la progettazione del comportamento del player, che definiscono le caratteristiche principali dell’interactive design.

Per approfondire le dinamiche legate alla scelta dei 14 giochi acquisiti è stato pubblicato un post, visibile sul blog ufficiale del museo.

V.R.

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