Architettura: dal Polimi il nuovo campus targato Di Blasi-Piano

Modernizzare e rendere più sostenibili le strutture in Città Studi a Milano: il concept iniziale è di Renzo Piano, lo sviluppo progettuale è di ODB

La corsa di Milano verso il primato di città all’avanguardia nel settore dell’edilizia continua imperterrita: questa volta, a rinascere sotto una nuova luce, il Campus di Architettura del Politecnico di Milano, in Città Studi. Il concept iniziale, che porta la firma di Renzo Piano, è stato elaborato e sviluppato dallo studio milanese Ottavio Di Blasi & Partners, che ne ha curato le fasi definitive ed esecutive di progetto al fine di consentire l’inizio dei lavori, datato agosto 2018. I fondi per il riassetto organizzativo dell’area, sono stati raccolti attraverso un crowdfunding che ha permesso di raggiungere ben 6 milioni di euro, anche grazie alla generosità degli Alumni – tra cui lo stesso Piano – e dei sostenitori del Politecnico.

Ottavio Di Blasi, architetto milanese, dal 2015 è tutor del gruppo G124 dedito al rinnovamento delle periferie urbane e coordinato da Renzo Piano.

Dalla matita di Piano ai disegni esecutivi di Ottavio Di Blasi & Partners

Si configura quasi come una sfida, quella che sta interessando Milano negli ultimi anni: la città meneghina vuole dimostrare la sua modernità e la sua efficienza mettendosi in gioco nell’edilizia così come in altri settori, cercando di dare motore all’economia e alimentare le condizioni di benessere economico, sociale e culturale delle famiglie, dei lavoratori, e degli studenti che la vivono. E sono proprio gli studenti – ma non solo – i diretti interessati di un progetto che mira al rinnovamento di uno dei luoghi iconici del Politecnico di Milano, il Campus di Architettura. 

L’ambizioso progetto, frutto del collaudato sodalizio instauratosi tra Renzo Piano e Ottavio di Blasi, riguarda l’area di Via Bonardi, e consiste in un’opera non solo destinata agli studenti, ma a chiunque voglia in qualche modo farne parte. L’opera vuole donarsi alla città, come una sorta di regalo, così come Piano ha regalato le sue idee al Politecnico di Milano.

Dalla carta, il concept di Piano è stato analizzato e rielaborato sotto forma di progetto preliminare, definitivo ed esecutivo da Ottavio di Blasi & Partners. Inoltre, le fasi creative e progettuali stanno già diventando realtà: concluse le demolizioni – il cantiere è iniziato ad agosto 2018 – si sta procedendo con le nuove costruzioni, che saranno ultimate, secondo le stime, a dicembre 2019.

Il nuovo Campus di Architettura di Milano: il nuovo trova spazio nell’esistente

Il sapiente intreccio tra elementi esistenti e nuove realizzazioni, l’apertura verso gli spazi limitrofi, l’adozione di sistemi per il risparmio energetico, l’ammodernamento tecnologico e la riorganizzazione funzionale dell’aria: questi i punti cardine del progetto del nuovo Campus di Architettura in Città Studi, che sarà oggetto, tra l’altro, di una consistente espansione in termini di posti studio – circa 800 posti in più rispetto a quelli esistenti – al fine di agevolare e rendere più confortevole lo studio e la frequentazione delle lezioni, ma anche lo svolgimento di altre tipologie di attività, quali workshop, laboratori, seminari, conferenze.

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Il progetto riporta al centro dell’attenzione le persone – gli studenti nello specifico – le loro esigenze, le attività a cui quotidianamente si dedicano, e lo fa attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate sia dal punto di vista costruttivo sia da quello impiantistico, senza trascurare le tracce della storia.

Per quanto riguarda l’esistente, il progetto mira a proteggere ed esaltare gli elementi simbolo dell’area interessata, ideati da Gio Ponti e Vittoriano Viganò, ristrutturandoli, ammodernandoli, rendendoli parte di un nuovo disegno, più armonico e strutturato. Infatti, così come affermato dallo stesso Ottavio Di Blasi, “si tratta di un’architettura che non intende competere con il passato ma, anzi, vuole essere rispettosa il più possibile di un patrimonio prezioso. Gio Ponti amava le ceramiche, che noi affianchiamo a materiali contemporanei”.

Il progetto prevede la rivisitazione del celebre Trifoglio di Gio Ponti, in particolare della scala e dell’arredo di tutte le aule – capaci di accogliere 2000 studenti – tranne una, di cui sarà mantenuto l’aspetto attuale come ‘testimonianza’ storica, proprio nell’intento di non rimuovere completamente il passato ma farlo diventare parte integrante dei nuovi processi di trasformazione architettonica.

La fase di preparazione dei lavori ha inoltre permesso di scoprire nuovi interessanti elementi nel Trifoglio – struttura dalle forme geometriche che si diramano a partire da un comune snodo centrale – fino a prima sconosciuti, in quanto nascosti. Tra questi, di particolare rilevanza è il soffitto cassettonato in cemento gettato con casseri a perdere, che per le sue peculiarità tecniche ed estetiche verrà adesso restaurato.

Tre nuovi volumi, invece, occuperanno una superficie di 4200 mq, che si inserirà in un contesto esterno, adornato da verde e attrezzature, di circa 8590 mqI tre corpi saranno realizzati con tecniche e materiali high-performance, che garantiscono sicurezza e solidità, ma soprattutto efficienza energetica. 

Gli obiettivi sono chiari: riscoprire il piacere di studiare e costruire il proprio futuro in ambienti nuovi e più curati, godere del verde – fonte di salute e di energia – che fa da cornice ai manufatti, onorare la memoria storica ma spingersi verso un mondo universitario più smart.

Uno dei tre nuovi edifici ospiterà il laboratorio di modellistica architettonica della Scuola di Architettura, su una superficie di 1600 mq distribuita su due livelli. Il laboratorio consentirà l’utilizzo di strumenti e tecniche all’avanguardia, per reinterpretare il concetto di modello architettonico alla luce dell’era digitale. In particolare sarà dotato di:

  • locali per macchine da modellismo;
  • falegnameria;
  • plotter da taglio;
  • stampa 3D;
  • officina metalli;
  • set fotografico;
  • locale verniciatura;
  • teatro virtuale;
  • zone espositive per modelli in scala 1:1.

La compresenza di locali e strumenti diversi in un unica struttura consentirà una velocizzazione dei tempi di preparazione dei modelli e un guadagno in termini di qualità e costi. Gli studenti, guidati dai loro tutor, potranno esprimere la loro creatività attraverso l’ausilio di componenti che non solo facilitano le attività ma soprattutto stimolano l’apprendimento e la sperimentazione pratica.

Il vecchio laboratorio di modelli, denominato ‘Sottomarino’, verrà invece eliminato.

Il secondo edificio, 2700 mq spalmati su quattro livelli, oltre ad un piano interrato che ospita impianti e locali tecnici, ospita 4 aule da disegno/laboratori, mentre il terzo accoglie al suo interno 288 posti dislocati in tre aule diverse.

Ambire ad una didattica di qualità è possibile non solo attraverso la preparazione e l’impegno di docenti e tutor, ma anche grazie alla presenza e all’impiego di strumenti adatti, collocati in spazi belli da vivere, confortevoli, luminosi, circondati dal verde. Uno dei messaggi che il progetto del nuovo Campus di Architettura di Milano vuole trasmettere è proprio questo: i luoghi in cui la didattica si svolge influenzano il modo di studiare, quindi di apprendere.

Il nuovo Campus di Architettura di Milano: un’opera ‘urbana’

La differenza con il classico Campus americano è da ricercare nel carattere urbano dell’opera. A differenza del modello americano, infatti, il Campus di Milano non vuole essere un’opera fine a se stessa, destinata solo agli studenti, lontana dal contesto cittadino. Al contrario, vuole essere un’opera di dimensioni urbane, costituita da spazi fruibili da tutti.

A tal fine, Ottavio Di Blasi, insieme al suo team, ha focalizzato l’attenzione sull’attacco a terra del nuovo Campus di Architettura di Milano. Si tratta di un parterre permeabile che funge da base e da sistema connettivo per le nuove realizzazioni e per i volumi esistenti, e che si apre generosamente verso l’intorno, quasi a volerlo toccare, diventando un’unica entità con gli elementi urbani esistenti. Prevista, ad esempio, la riqualificazione del marciapiede di Via Bonardi. Il progetto prevede la sistemazione di più di 130 alberi, piazze urbane, coperture praticabili. Lo spazio esterno è cioè concepito come elemento fondamentale perfettamente innestato nell’assetto urbano già consolidato, attraverso il verde, le pavimentazioni, e soprattutto la creazione di spazi di condivisione e socializzazione, destinati anche a chi non appartiene all’ambiente accademico.

Come affermato dagli architetti, infatti, “rendere le città luoghi migliori, significa aprire gli ambienti, inondare di luce, creare luoghi di ‘urbanità’ come il nuovo spazio verde, condiviso con la città e aperto a tutti. Un Campus aperto, internazionale e portatore di avanguardia”.

 

Rita Maggi

Si laurea in Ingegneria Edile-Architettura all’Università della Calabria con una tesi sul Life Cycle Assessment dei materiali da costruzione, analizzando in particolare l’impatto ambientale ed energetico di pannelli isolanti di origine diversa. Collabora con portali web come articolista, coniugando la passione per l’architettura a quella per la scrittura.

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