Apollo 11

L’oggetto volante non-identificato è il risultato narrativo dell’evoluzione di oggetti semiautomatici interagenti con un ambiente modellato da un monitoraggio ergonomico di basso profilo. Questa direzione narrativa, l’attenzione che essa riserva ai temi dell’aerodinamicità e dell’extra-territorialità decretarono in modo irreversibile lo SPAZIO come direzione di sviluppo delle tecnologie semiautomatiche. All’epoca di questa svolta, l’ambiente in cui […]

L’oggetto volante non-identificato è il risultato narrativo dell’evoluzione di oggetti semiautomatici interagenti con un ambiente modellato da un monitoraggio ergonomico di basso profilo. Questa direzione narrativa, l’attenzione che essa riserva ai temi dell’aerodinamicità e dell’extra-territorialità decretarono in modo irreversibile lo SPAZIO come direzione di sviluppo delle tecnologie semiautomatiche. All’epoca di questa svolta, l’ambiente in cui i sistemi semiautomatici proliferavano risultava non cosciente della direzione intrapresa da questi, se non in termini di straniamento dell’utente (emozione UFO) e di proposizione di estetiche inusitate (l’estetica UFO).

Dopo una prima fase pionieristica d’affermazione del pensiero ergonomico, al capitale ergonomico non rimase che sviluppare e valorizzare la direzione di sviluppo tecnologico spaziale ritenendo, a ragione, lo spazio d’intervento sulla semiotica delle emozioni culturali completamente compromesso dalla non-identificabilità dell’oggetto disfunzionale.

[Elettrodomestici spaziali. Viaggio nell’immaginario fantascientifico degli oggetti di uso quotidiano, Castelvecchi, Roma 2000, pag. 189]

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