Calcestruzzi speciali: le principali tipologie

Lo sviluppo del conglomerato cementizio in un'ampia gamma di materiali da costruzione ha portato alla formulazione di calcestruzzi speciali sempre piu' performanti

 

Tutta una serie di materiali, tra cui gli additivi, i filler, le aggiunte, e le innovative ricerche hanno contribuito alla formulazione di una pluralità di calcestruzzi speciali che possono definirsi materiali a misura di esigenza ed essere classificati come innovativi. La gamma è davvero molto ampia.

 

Il calcestruzzo autocompattante (SCC) rappresenta senz’altro una delle declinazioni più interessanti del calcestruzzo; è caratterizzato dalla capacità di costiparsi con la forza di gravità ed è utilizzato per facilitare la messa in opera del materiale e la plasticità.

 

Il calcestruzzo ad alte prestazioni (HPC) presenta elevate capacità di resistenza a compressione e trazione; ha un’alta lavorabilità e presenta elevate caratteristiche di resistenza meccanica e durabilità.

 

Il calcestruzzo fibrorinforzato (FRC), riforzato cioè con fibre sintetiche o di metallo, grazie alle fibre riduce i fenomeni fessurativi e presenta una migliore resistenza e durabilità.

 

Calcestruzzi speciali: le principali tipologie

Calcestruzzo fibrorinforzato

 

 

 

Il calcestruzzo fotocatalitico oggi è noto e utilizzato perché attiva un processo ossidativo che trasforma le sostanze organiche in composti innocui.

 

Il calcestruzzo a ritiro contrastato (SFC) si caratterizza per la compensazione del ritiro attraverso un fenomeno espansivo.

 

Il calcestruzzo con granulometrie degli inerti a vista viene utilizzato per ottenere particolari effetti tattili [LINK A Faresin 3].

 

Il calcestruzzo polimeroimpregnato (PIC) è un materiale composito realizzato impregnando il conglomerato cementizio con un liquido monomerico che viene fatto polimerizzare all’interno del calcestruzzo, originando un solido a porosità nulla e dunque dotato di elevata resistenza agli agenti aggressivi e prestazioni meccaniche paragonabili ai materiali metallici. Si tratta di un prodotto di nicchia, destinato all’ingegneria industriale ma anche all’architettura e al design, per la finitura superficiale simile al marmo che è possibile ottenere. Visto il costo elevato si è sperimentata la possibilità di impregnare il calcestruzzo ordinario in situ limitatamente alla parte corticale.

 

Il calcestruzzo antidilavamento per getto subacqueo è impiegato per la realizzazione di strutture immerse in acque ferme o correnti. Alti dosaggi di cemento (garantiti da cementi pozzolanici e alla loppa) e particolari additivi addensanti a base di microsilicati consentono di mantenere omogeneo e compatto l’impasto, contenendo l’impatto ambientale del getto e assicurando velocità di messa in opera e raggiungimento dei requisiti meccanici richiesti.

 

Il calcestruzzo per pavimentazioni industriali è costituito da specifici prodotti finalizzati alla riduzione del fenomeno dell’imbarcamento (curling) e delle fessure da ritiro idraulico, ottimizzando i tempi di presa e di primo indurimento.

 

 

Decisamente interessanti anche alcuni calcestruzzi speciali dalle proprietà particolari, molto apprezzati da architetti e designer, si pensi, per fare qualche esempio, al calcestruzzo traslucido, al calcestruzzo tessile e al calcestruzzo organico.

 

Sono quindi molti i conglomerati meritevoli di attenzione e oggetto di costante studio e ricerca. Ciascuno di questi materiali merita un approfondimento specifico e puntuale, per le sue caratteristiche e declinazioni, per le sue proprietà e per l’ampia varietà di finiture superficiali con le quali si può presentare.

 

 

 

 

Anna Faresin

Architetto, dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, è stata docente all’Università IUAV di Venezia, svolgendo ricerche sull’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica. Impegnata nell’attività professionale si occupa di progettazione, direzione lavori e sicurezza presso lo studio di architettura Faresin & Faresin (www.faresin.it).

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