Semplificazione e codificazione: approvati dieci decreti legge di delega

Se i disegni di legge delega saranno approvati dal Parlamento, il Governo avrà due anni di tempo per emanare i decreti legislativi attuativi della delega

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 28 febbraio 2019, ha approvato ben dieci disegni di legge di delega al Governo in numerose materie, che coprono circa i due terzi della legislazione. Si tratta della più corposa e simultanea sottrazione di competenza al Parlamento, con una evidente forzatura dell’art. 76 della Costituzione, secondo il quale “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”.

I dieci Disegni di legge delega

Ecco una sintesi dei disegni di legge delega approvati:
1.Semplificazione e codificazione in: attività economiche e sviluppo economico; energia e fonti rinnovabili; edilizia e governo del territorio; ambiente; acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni; cittadinanza e innovazione digitale; servizio civile universale e soccorso alpino; prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione; giustizia tributaria e sistema tributario e contabile dello Stato; tutela della salute.
2. Contratti pubblici
3. Revisione del Codice civile
4. Agricoltura
5. Turismo
6. Disabilità
7. Lavoro
8. Istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca
9. Ordinamento militare
10. Spettacolo e Codice dei beni culturali e paesaggio

Qui di seguito, alcuni degli indirizzi contenuti nei Ddl, di interesse per le professioni tecniche.

Indirizzi per la semplificazione comuni in tutte le materie

Nel disegno di legge delega ci sono dei punti in comune tra i diversi ambiti e sono:

  • eliminare i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea, salvo che la loro perdurante necessità sia motivata dall’analisi di impatto della regolamentazione (Air) dei relativi decreti legislativi;
  • prevedere l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati da fornire e la relativa modulistica, anche adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio, nonché adottando moduli unificati e standardizzati che definiscono esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati;
  • assicurare, per tipologie omogenee di procedimento, l’uniformità delle modalità di presentazione delle comunicazioni, delle dichiarazioni e delle istanze degli interessati, nonché le modalità di svolgimento della procedura;
  • armonizzare, semplificare e razionalizzare la disciplina dei controlli, ad eccezione di quelli fiscali, sulle imprese e i professionisti.

La previsione di questo modus operandi è che:

  1. le attività di controllo siano svolte in modo da recare il minore intralcio possibile al normale esercizio delle attività;
  2. sia esclusa la possibilità di reiterare controlli finalizzati alla verifica del rispetto di obblighi identici o di carattere equivalente;
  3. le modalità di controllo e i connessi adempimenti amministrativi siano differenziati in base alla tipologia di attività svolta, alle sue caratteristiche, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
  4. sia assicurata la collaborazione con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità;
  5. prevedere l’obbligo, per le pubbliche amministrazioni, di procedere al monitoraggio e al controllo telematico a consuntivo del rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza, anche al fine di permettere:
    a) l’immediata verifica dell’efficacia, anche in termini di risultati ottenuti, delle soluzioni organizzative adottate e la rilevazione di eventuali anomalie;
    b) la confrontabilità dei risultati organizzativi da parte delle diverse amministrazioni operanti sul territorio con le stesse competenze;
    c) l’adozione di misure di intervento, anche di tipo reputazionale, risarcitorio e, se del caso, disciplinare, in relazione al numero di procedimenti conclusi e al rispetto dei tempi previsti;
  6. semplificare e accelerare le procedure di spesa e contabili, eliminando gli adempimenti meramente formali e favorendo la tempestività dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma restando la verifica sulla sussistenza delle occorrenti risorse finanziarie;
  7. prevedere, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali, che ogni dato o informazione necessaria alla pubblica amministrazione sia fornita una sola volta da parte di cittadini e imprese e che, in seguito, il dato possa essere richiesto da ciascuna amministrazione soltanto a quella che lo abbia già acquisito;
  8. prevedere che, per gli atti normativi di iniziativa governativa, il costo derivante dall’introduzione di oneri regolatori, inclusi quelli informativi e amministrativi ed esclusi quelli che costituiscono livelli minimi per l’attuazione della regolazione europea, qualora non compensato con una riduzione stimata di oneri di pari valore, sia qualificato di regola come onere fiscalmente detraibile;
  9. diffondere la cultura digitale e favorire la partecipazione di cittadini e imprese ai procedimenti amministrativi innanzitutto attraverso dispositivi mobili, nel rispetto della disciplina in materia di tutela dei dati personali.

Contratti pubblici

Estremamente complessa l’idea di azioni sul tema dei contratti pubblici. Ecco i punti di interesse:

1) prevedere discipline opportunamente differenziate applicabili ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, nonché ai contratti da svolgersi fuori dall’Unione europea, ispirate alla massima semplificazione e rapidità, e una disciplina specifica per i contratti attivi;
2) promuovere la discrezionalità e la responsabilità delle stazioni appaltanti, anche nell’ottica di assicurare maggiore flessibilità nell’utilizzo delle procedure di scelta del contraente;
3) razionalizzare i metodi di risoluzione delle controversie, anche alternativi ai rimedi giurisdizionali, riducendo gli oneri di impugnazione degli atti delle procedure di affidamento;
4) rafforzare la certezza e la prevedibilità delle decisioni delle stazioni appaltanti nell’applicazione della disciplina attraverso atti interpretativi dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di natura non regolamentare e non vincolante;
5) rafforzare la vigilanza collaborativa e l’attività consultiva su istanza delle singole stazioni appaltanti o degli operatori economici;
6) riordinare e riorganizzare l’attuale disciplina concernente le centrali di committenza e i soggetti aggregatori, con riferimento agli obblighi e alle facoltà inerenti al ricorso agli strumenti di acquisto e negoziazione messi a disposizione dagli stessi;
7) promuovere lo sviluppo di forme di acquisto di beni, servizi e lavori gestite attraverso i sistemi informatici di negoziazione, anche in modalità Asp (Application Service Provider) messi a disposizione da Consip Spa e dai soggetti aggregatori;
8) Adottare un unico regolamento per dettare la disciplina esecutiva ed attuativa in particolare nelle seguenti materie:
a) nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento;
b) progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto;
c) sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali;
d) sistemi di realizzazione dei contratti e selezione delle offerte;
e) categorie di opere generali e specializzate;
f) direzione dei lavori e dell’esecuzione;
g) esecuzione del contratto, contabilità, sospensioni e penali;
h) collaudo e verifica di conformità; i) tutela dei lavoratori e regolarità contributiva;
l) affidamento dei contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato, formazione e gestione degli elenchi di operatori economici;
m) requisiti degli operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria;
n) lavori riguardanti i beni culturali.

Edilizia

Sul tema dell’edilizia l’idea del disegno di legge delega è di razionalizzare e semplificare i titoli abilitativi edilizi, ampliando i casi di edilizia libera per assicurare in tale ambito livelli minimi ulteriori di semplificazione, individuando gli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia e di conservazione comunque realizzabili senza il necessario ricorso a provvedimenti autorizzatori e diversificando gli interventi edilizi ai fini della loro sottoposizione a regimi sostanziali, procedimentali, contributivi e sanzionatori differenziati, in ragione della loro natura e del carico urbanistico prodotto.

Sportello unico delle attività produttive, Agenzie per le imprese e sportello unico dell’edilizia

Tre i punti cardine per questo settore:

1) attivare presso ciascuno sportello un servizio di assistenza per i procedimenti da concludersi mediante l’adozione di provvedimenti espressi, con il compito di supportare gli istanti dall’avvio alla conclusione dei procedimenti;
2) prevedere, in caso di mancata istituzione del servizio di assistenza, la possibilità per l’istante di rivolgersi alla regione territorialmente competente affinché quest’ultima, anche con il supporto dei servizi istituiti presso altri sportelli unici ubicati nel proprio territorio, assicuri l’assistenza e l’informazione;
3) prevedere che, in presenza di procedimenti complessi, le funzioni attribuite dalle vigenti disposizioni allo sportello unico per le attività produttive o allo sportello unico per l’edilizia possano essere conferite alle regioni.

Energia e fonti rinnovabili

Armonizzare la disciplina sotto il profilo della cumulabilità degli incentivi, stabilendo altresì la misura della loro decurtazione anche in ragione della potenza degli impianti, per le ipotesi di violazione del divieto di cumulo degli incentivi erogati dal Gestore dei servizi energetici (Gse) nonché prevedere, se necessario, le eventuali modalità di recupero delle somme erogate, abrogando le disposizioni vigenti incompatibili.

Beni culturali e paesaggio

Un tema complesso e che vede numerosi intrecci di competenze e attribuzioni. Anche per questo il disegno di legge delega prevede di:

1) aggiornare gli strumenti di individuazione, conservazione, vigilanza e protezione dei beni culturali e paesaggistici e dei relativi contesti territoriali e rafforzarne l’efficacia, riesaminando e aggiornando le categorie dei beni sottoposti a tutela, e razionalizzando i relativi procedimenti amministrativi;
2) rivalutare i casi in cui sono possibili l’alienazione o il trasferimento dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici nonché revisionare le relative procedure autorizzatorie e le prescrizioni, in modo da assicurare la conservazione e fruizione del demanio culturale;
3) riformare la disciplina del sistema nazionale degli archivi, assicurando ottimali modalità di conservazione degli archivi dello Stato, degli enti pubblici e dei documenti di interesse pubblico in proprietà privata;
4) revisionare e razionalizzare la disciplina delle modalità e delle forme di cooperazione, partecipazione e sostegno dei privati alle attività di conservazione, valorizzazione, fruizione e gestione del patrimonio culturale, nonché dei relativi servizi per il pubblico, tenendo conto dei loro profili di specialità, anche rispetto alla disciplina generale in materia di contratti pubblici;
5) coordinare la normativa in materia di beni culturali e paesaggistici con gli accordi internazionali stipulati in materia di beni culturali e paesaggistici;
6) migliorare l’efficacia, la trasparenza e l’efficienza della funzione di controllo della circolazione in ambito nazionale e internazionale dei beni culturali:
1) revisionando i casi e le modalità di autorizzazione alla loro uscita temporanea e definitiva;
2) razionalizzando l’attività degli uffici e delle procedure di controllo della circolazione dei beni culturali;
3) razionalizzando la disciplina della denuncia di trasferimento e la procedura per l’acquisto in via di prelazione legale del bene culturale;
7) revisionare la disciplina del procedimento di espropriazione di bene culturale, tenendo conto dei suoi elementi di specialità rispetto alla disciplina generale;
8) revisionare e coordinare le diverse modalità di concessione in uso di beni culturali, anche al fine di assicurare una razionalizzazione dei criteri di valutazione della compatibilità dell’uso e di commisurazione del canone concessorio, preservando in ogni caso la valenza culturale e identitaria dei beni culturali;
9) prevedere e disciplinare ulteriori modalità di valorizzazione di beni statali non esposti al pubblico, anche attraverso la loro concessione in deposito per fini espositivi ad istituti museali pubblici e privati;
10) riformare il procedimento di adozione della dichiarazione di interesse pubblico del bene paesaggistico, prevedendo adeguate misure di cautela preventiva nelle more della sua conclusione;
11) aggiornare e coordinare la disciplina regolamentare, anche prevedendo che i decreti legislativi autorizzino il Ministro per i beni e le attività culturali ad adottare decreti ministeriali regolamentari in materia.

Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attivita' di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell'ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d'impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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