Il mercato cerca gli ingegneri ma non li trova

La ricerca: più della metà delle strutture che attualmente avrebbero necessità di un ingegnere non riescono a trovarlo

Lunedì 2 Maggio 2022


Il mercato cerca gli ingegneri ma non li trova

Il mercato richiede ingegneri. Ma in molti casi non se ne trovano. E’ questo il dato principale che emerge dall’approfondimento dei dati del Sistema Informativo Excelsior Unioncamere-Anpal, ad opera del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Dei 76.200 lavoratori e lavoratrici operanti nelle professioni ad alta specializzazione, richiesti nei prossimi mesi, ben 18.000 riguardano i laureati in ingegneria e professioni assimilate (di cui 13.720 ingegneri). Nonostante la fase di rallentamento dell’economia, la richiesta di ingegneri da parte del sistema produttivo continua ad essere elevata. Permane, tuttavia, un forte gap tra la domanda e la reperibilità di professionisti altamente specializzati. I numeri non mentono mai: il Centro Studi evidenzia che nel 35% dei casi le imprese lamentano la difficoltà nel trovare laureati nell’indirizzo economico. Il livello di criticità sale al 53% per i laureati ingegneria.

La richiesta di ingegneri

La richiesta, dunque, è notevole. Anche gli studi professionali di minori dimensioni sono alla ricerca di ingegneri. Come accennato, sono 76.200 i lavoratori e le lavoratrici delle professioni ad alta specializzazione, richiesti nei prossimi mesi. Di questi, 18.000 riguardano i laureati in ingegneria e professioni assimilate (di cui 13.720 ingegneri). “Tra le professioni ad alta specializzazione scientifica e tecnica, gli ingegneri sono in questo momento i più richiesti” si legge nel report. Oltre ai 18.000 laureati in ingegneria, si aggiungono, nell’ambito di chi opera con mansioni tecniche, altri 14.850 tecnici in ambito ingegneristico. Nello specifico, il Centro Studi stima un fabbisogno di oltre 4.000 laureati in ingegneria civile e architettura, più di 4.000 in ingegneria elettronica e dell’informazione, altrettanti in ingegneria industriale e circa 1.200 laureati in altri indirizzi di ingegneria.

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Gap tra domanda e offerta

La differenza tra domanda e offerta è notevole: il 35% delle imprese coinvolte nella ricerca lamentano la difficoltà di trovare laureati nell’indirizzo economico. Una percentuale che sale vertiginosamente al 53% per i laureati in ingegneria. “Questo significa che più della metà delle strutture che attualmente avrebbero necessità di un ingegnere non riescono a trovarlo, il più delle volte per mancanza di candidature” scrive il Centro Studi. “Al tradizionale gap tra domanda e offerta di ingegneri industriali e dell’informazione – afferma Armando Zambrano, Presidente CNI -, si aggiunge una richiesta, abbastanza consistente, di ingegneri edili da parte di molti studi professionali, anche di limitate dimensioni. La progettazione con Superbonus 110% ha infatti ampliato l’orizzonte operativo di molti liberi professionisti”.

Richiesta ingegneri: tra Università, Ordini e lavoro

Una prima soluzione al deficit di professionalità potrebbe derivare da una maggior attenzione del sistema universitario nei confronti del dinamismo del sistema produttivo. Come spiega il Centro Studi “Almeno una parte del fenomeno di irreperibilità potrebbe essere attenuato se i percorsi universitari in ingegneria tenessero in maggiore considerazione i continui micro aggiustamenti cui il sistema produttivo e anche il mercato in cui operano i liberi professionisti sono sottoposti. Gli Ordini professionali sono importanti ed efficaci antenne sul territorio”. Un maggior confronto tra università e sistema ordinistico potrebbe “orientare in modo più efficace i corsi di ingegneria. Altro aspetto importante, il livello retributivo, spesso inadeguato e tale da disincentivare addirittura la presentazione di una candidatura.

Superbonus e qualità delle prestazioni

Ma proprio la disciplina Superbonus pare stia invertendo il trend di distacco tra sistema produttivo e ambito accademico. Come conferma Armando Zambrano: “Molti studi professionali sono in stretto contatto con le università per reclutare giovani risorse. Questo scambio e confronto tra ‘nuove leve’ dell’ingegneria e professionisti con esperienza più consolidata rappresenta per noi un evento in grado di far cresce in qualità l’ingegneria italiana. I Superbonus restano un’occasione di sviluppo importante non solo per la nostra categoria professionale ma per l’intero Paese. Per rinnovare il patrimonio immobiliare italiano in chiave di risparmio energetico e di messa in sicurezza antisismica. Per questo auspichiamo che le norme sui bonus per l’edilizia vengano migliorate e rese più durature nel tempo”.

Roberto Di Sanzo

47 anni, è un giornalista free lance da oltre vent'anni attivo su tematiche legate al mondo dei professionisti ed in particolare degli ingegneri. Ha scritto di materie economiche per numerosi quotidiani, è anche consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia ed è stato responsabile degli uffici stampa di diversi enti regionali.

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