Dall’equo compenso al Ponte Morandi: un anno di Ingegneria

Ripercorriamo il 2018 prendendo in esame, mese per mese, gli eventi e le notizie che più hanno caratterizzato la nostra professione

Un altro anno è passato. Per l’ingegneria il 2018 è stato un anno intenso, con tante novità, normative ed economiche, fatti di attualità che hanno segnato la categoria e un cambiamento di Governo che certamente non può lasciare indifferenti i professionisti italiani. Dalla fatturazione elettronica all’equo compenso, dalla tragedia del Ponte Morandi sino alle calamità naturali, ripercorriamo insieme dodici mesi di notizie dedicate al mondo delle professioni tecniche.

Dicembre – Tutto pronto per l’introduzione della fattura elettronica. O no?

Il countdown è ufficialmente iniziato. Manca ormai pochissimo all’entrata in vigore del provvedimento che prevede l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati. Dall’1 gennaio 2019, infatti, tutte le partite Iva italiane (fanno eccezione i soggetti che rientrano nel regime forfettario e i piccoli produttori agricoli) saranno tenute a usare le fatture elettroniche invece di quelle tradizionali cartacee. E tra chi si sente già pronto e chi invece non ha ancora compreso la portata del cambiamento e la necessità di documentarsi a dovere, ecco un vademecum operativo – e conciso – per poter emettere la fattura elettronica senza incorrere in errori. Intanto la fattura elettronica è un file in formato XML, non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati rappresentati. Un dato obbligatorio è rappresentato dall’indicazione della Partita IVA o del codice fiscale se il cessionario ovvero il committente è costituito da un privato. Dal 1° gennaio 2019 se non verrà inserito il codice fiscale o la Partita IVA del committente/cessionario la fattura elettronica sarà scartata dallo SdI e verrà considerata non emessa. In tal caso, si applicherà la sanzione fra il 90 e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato. Per quanto riguarda il versamento dell’imposta, va effettuato telematicamente utilizzando il modello F24 in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Ad esempio per il 2018 il termine ultimo di pagamento sarà il 30 aprile 2019. Il codice tributo sarà il 2501; mentre le eventuali sanzioni, nonché gli interessi da ravvedimento, saranno pagate con l’utilizzo del codice tributo rispettivamente 2502 e 2503. Compreso tutto? Tanti auguri.

Novembre – L’equo compenso e un futuro tutto da scrivere

Continua a far discutere la disciplina dell’equo compenso. In un clima di ambiguità e insicurezza, in attesa di una legge di bilancio chiara e che contenga una normativa che punti a rafforzare l’equo compenso per i professionisti ed ampliarne l’obbligo di riconoscimento a tutti i committenti, alcune regioni italiane, dalla Toscana alla Calabria, iniziano a prevedere nei loro dettati normativi una serie di indicazioni per riconoscere le professionalità tecniche ed evitare i fenomeni che portano alla svendita della professione. Ma tutto ciò non basta. Il Governo deve comprendere l’importanza dell’equo compenso: l’allarme è lanciato dalla Rete delle Professioni Tecniche. “Dopo aver preso atto dell’assenza di ogni accenno alla norma nel testo della legge di Bilancio, si apprende che tutti gli emendamenti, presentati da Deputati di diversi gruppi parlamentari, orientati ad inserire nell’articolato la misura prospettata dal Governo ed auspicata da Rpt e Cup, sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia. Tale scelta appare del tutto contraddittoria”, scrivono i rappresentanti di RPT. E tutto ciò almeno per due motivazioni: “Intanto perché la materia è tutt’altro che estranea alla natura del disegno di legge di Bilancio poiché parte integrante del Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo anche in sede comunitaria; in secondo luogo perché, la norma sull’equo compenso ha trovato la sua definizione esattamente con un’altra legge di Bilancio, quella del 2018. Insomma, la preoccupazione di RPT e del Comitato Unitario delle Professioni è notevole, tanto da lanciare un appello finale: “Ci aspettiamo che le forze politiche prestino fede agli impegni assunti con le categorie professionali e ci appelliamo ai relatori di maggioranza perché sottoscrivano un emendamento alla manovra che recuperi gli intenti manifestati dal Governo nel DEF, e diano corpo – così – ad un principio di civiltà”.

Ottobre – Gli Ingegneri per la prevenzione sismica con Diamoci una scossa!

Gli ingegneri a favore della sicurezza. E non potrebbe essere altrimenti. E quindi ottobre è il mese della Prima Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, iniziativa promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale Ingegneri e Consiglio Nazionale Architetti. Con il riuscito slogan Diamoci una scossa!, migliaia di professionisti tecnici italiani hanno presidiato circa 500 piazze in tutta Italia, incontrando i cittadini per sensibilizzarli sul tema della sicurezza sismica. “Si calcola che nel complesso circa 5 milioni di italiani siano stati raggiunti da questo importante messaggio e che, nelle prossime settimane, si possano realizzare fino a 1 milione di visite tecniche informative presso unità abitative. Particolare attenzione è stata dedicata alle piazze situate nelle zone recentemente colpite dal sisma”, fa sapere il Cni. Un’iniziativa per non dimenticare, come ricorda il presidente degli Ingegneri, Armando Zambrano: “Si parla tanto di questo tema nelle fasi di emergenza ma poi cala inevitabilmente il silenzio. Per questo i professionisti tecnici hanno deciso di scendere in piazza per sensibilizzare la cittadinanza su questo tema e soprattutto per spiegare cos’è il Sisma Bonus, uno strumento di grande importanza che interviene fino a una spesa di 96 mila euro per interventi antisismici per ciascuna abitazione e copre dal 50% all’80% dei costi, a seconda del livello finale di sicurezza raggiunto”. Una giornata che è stata anche l’occasione per riflettere sullo stato di salute delle infrastrutture in Italia. “È necessaria la manutenzione – ribadisce Zambrano -. Dopo il crollo del Ponte Morandi, il Cni ha immediatamente proposto un piano di conoscenza e prevenzione delle infrastrutture, in modo da capire dove è necessario intervenire, sulla base di precise priorità. La proposta è sul tavolo del Mit e ci auguriamo che il piano diventi al più presto operativo”.

Settembre – Il Congresso degli Ingegneri e la necessità di una nuova classe dirigente

Torna il Congresso Nazionale degli Ingegneri, il 63esimo, celebrato a Roma, incentrato su una tematica tanto ambiziosa quanto per troppi anni rimasta irrisolta: la necessità per l’Italia di dotarsi di classi dirigenti in grado di fornire soluzioni e, in generale, di avere un’idea e soprattutto un progetto per il Paese ed il suo futuro. Alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il presidente del Cni, Armando Zambrano, ha quindi teso la mano al Governo, rivalutando l’orgoglio di appartenenza: “Siete e siamo convinti che dobbiamo lavorare insieme. La Rete delle Professioni Tecniche, in questo senso, è un grande risultato. La nostra professione è la più importante per ordine di matricole nelle Università. Abbiamo sentito Ministri che ci hanno chiesto collaborazioni ed aiuti. Sono giovani, ma il fatto che lo abbiano fatto è un sintomo importante. Sono anni che studiamo, che produciamo documenti e modifiche legislative”.

Agosto – La tragedia del Ponte Morandi

Una tragedia che per molti si poteva evitare, per altri era annunciata. La vigilia di Ferragosto è funestata dal crollo del crollo di una sezione di 200 metri del viadotto del Polcevera di Genova dell’A 10, conosciuto come il Ponte Morandi. Alla fine saranno 43 le vittime di uno degli eventi che ha maggiormente scosso il Paese. Una catastrofe che riporta in primo piano l’inadeguatezza di molte infrastrutture italiane, come spiega il Consiglio Nazionale dei Geologi: “Molte delle infrastrutture viarie sono state costruite negli anni ‘60 e ‘70 e si rifanno dunque a normative tecniche non adeguate agli utilizzi e ai carichi di esercizio attuali, ma molte di esse sono anche carenti dal punto di vista della sicurezza geologica e sismica, perché il contributo di queste discipline non era contemplato dalle allora vigenti normative”. E ancora: “Per evitare che si ripetano tragedie simili, secondo i geologi è indispensabile attuare una seria politica di prevenzione dai rischi, finalizzata alla sicurezza e alla pubblica incolumità dei cittadini e a un sicuro risparmio economico solo attraverso un piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza delle opere esistenti e del territorio, richiamato dopo ogni tragedia ma subito dopo sempre finito nel dimenticatoio”. E dopo quattro mesi, finalmente arriva il momento della ricostruzione: le opere di demolizione, grazie al decreto n. 18 del 14 dicembre 2018 sono iniziate. L’aggiudicazione per l’appalto per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica o altro sito dei materiali di risulta è andata alla Fagioli SpA, Fratelli Omini SpA, Vernazza Autogru SpA, IPE PROGETTI srl ed IREOS S.p.A. per un corrispettivo a corpo, tutto compreso e nulla escluso, fisso e immutabile, pari 19 milioni di euro. Ad occuparsi della ricostruzione invece sarà la Salini Impregilo, insieme ad Italferr e Fincantieri, per un costo previsto di 22o milioni di euro con la base del progetto di Renzo Piano che restituirà il collegamento tra la parte est ed ovest della Liguria.

Luglio – La sicurezza sul lavoro e le sanzioni inasprite

Nuova sterzata in merito alla sicurezza sul lavoro. Che arriva direttamente dall’Istituto Nazionale del Lavoro. In pratica, a partire dal 1° luglio chi non rispetta le norme di igiene, salute e sicurezza sul lavoro dovrà pagare sanzioni amministrative pecuniarie rincarate dell’1,9%. Con questo provvedimento l’INL dispone che la rivalutazione delle sanzioni per violazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sarà quinquennale. Gli importi rincarati saranno applicati alle violazioni commesse esclusivamente dal 1° luglio 2018 fino al 30 giugno 2023 e non riguarderanno gli accertamenti commessi in precedenza. La rivalutazione risulterà automatica e si riferirà al momento in cui la violazione è stata commessa. Ma in generale cresce la sensibilizzazione e la voglia di sicurezza in Italia nel corso del 2018. Un esempio è sicuramente la manifestazione di interesse lanciata dall’INAIL Piemonte, un avviso per “innalzare i livelli di sicurezza sul lavoro e sviluppare politiche di prevenzione, finalizzate a valorizzare le azioni di sistema e a consolidare la rete di rapporti tra parti sociali ed istituzioni”. Questo l’obiettivo della manifestazione di interessa targata INAIL Piemonte, con una dotazione finanziaria di ben 300 mila euro. Un segnale importante di un cambiamento culturale e radicale in ambito prevenzione.

Giugno – Mobilità elettrica, in Italia siamo ancora in ritardo

Arrivano segnali contrastanti dal mercato della mobilità elettrica. In Europa si viaggia spediti, con una crescita generalizzata sostenuta da enti pubblici e privati. In Italia, invece, il mercato delle auto elettriche è ancora a livelli primordiali, visto che vale appena lo 0,1% del venduto a livello mondiale.È quanto emerge da un ricerca condotta da Prosiel, associazione che rappresenta i principali attori della filiera elettrica.  I numeri parlano chiaro: in Europa nel 2017 si sono vendute 149.086 auto elettriche (BEV) su un totale di 15.131.778 milioni di unità vendute (+ 43,6%, lo 0,9% del mercato auto totale). Al giorno d’oggi nel Vecchio Continente circolano 501.798 vetture elettriche (BEV) e circa 670.000 vetture ibride (PHEV). In Europa molti paesi hanno già deciso di eliminare la vendita e circolazione dei veicoli a combustione nel medio o lungo termine: in Norvegia la dead line è prevista per il 2025, in Olanda nel 2035. Allo stesso modo, numerose case automobilistiche hanno deciso di adeguarsi, cessando la produzione dei veicoli Diesel, che risultano i più inquinanti della categoria. L’Italia invece sconta ritardi atavici, basti ricordare che nel 2017 sono state vendute solo 1.967 vetture elettriche e 66.000 auto ibride (PHEV); in questo secondo caso, però, va detto che rispetto al 2016 vi è stato un balzo in avanti addirittura del 71%. “Piccoli segnali incoraggianti arrivano dagli investimenti che negli ultimi anni aziende ed enti pubblici stanno facendo nel settore. A cominciare dall’Enel, che ha previsto lo stanziamento sino a 300 milioni per lo stanziamento di 15 mila colonnine di ricarica entro il 2021. A Roma, invece, l’Amministrazione Comunale ha annunciato lo stop alla circolazione delle macchine alimentate a diesel nel centro cittadino a partire dal 2024”.

Maggio – Svolta epocale: entra in vigore il GDPR

Svolta epocale nell’ambito della protezione dei dati sensibili: il 25 maggio entra in vigore il GDPR, il General Data Protection Regulation, vale a dire il regolamento europeo che ridefinisce il trattamento, la circolazione e la protezione dei dati personali. Una normativa che propone novità importanti per i professionisti del settore tecnico. “Ingegneri e professionisti tecnici in genere sono toccati da vicino dalle disposizioni del GDPR, sia nel caso in cui progettino o utilizzino prodotti o software tecnologicamente avanzati adibiti al trattamento di dati personali, sia se intenzionati a formarsi per svolgere la mansione di Data Protection Officer, la nuova figura professionale dedita specificamente al trattamento dati”, approfondisce Ingegneri.info. Corsa contro il tempo, dunque, per adeguarsi alla nuova direttiva, evitando così sanzioni piuttosto salate. Il GDPR stabilisce regole più chiare su informativa e consenso, definisce i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali e pone le basi per l’esercizio di nuovi diritti. Tra questi, il diritto all’oblio ovvero il diritto dell’utente alla cancellazione dei propri dati personali, il diritto alla portabilità dei dati, la possibilità di scaricare i propri dati e di trasferirli altrove, e il diritto di accesso che impone una comunicazione trasparente sul perché e sul come le organizzazioni utilizzeranno i dati che stanno raccogliendo. Per questo motivo una prima novità è che le organizzazioni dovranno predisporre l’introduzione dei registri delle attività di trattamento. Il mancato adeguamento alla normativa? Multe sino al al 4% del fatturato annuo globale.  Il GDPR, tra gli altri cambiamenti epocali, prevede l’introduzione di una nuova figura professionale nell’organigramma delle aziende: il Data Protection Officer (DPO). “Questi è incaricato di gestire i dati personali incamerati dall’azienda in conformità con il GDPR. Il DPO va inserito per legge all’interno delle organizzazioni, pubbliche o private, che trattano i cosiddetti big data: ospedali, banche e società di marketing, ad esempio”.

Aprile – Il BIM, ovvero la rivoluzione della progettazione digitale

La progettazione digitale fa il suo ingresso negli studi di architettura e progettazione, presso le imprese di costruzione e direttamente nei cantieri tramite la prefabbricazione, i robot muratori e gli escavatori basati su GPS. Una progettazione caratterizzata dal Building Information Modeling (BIM). La digitalizzazione del settore delle costruzioni sta portando sempre più in evidenza il nuovo approccio alla progettazione e il 1° gennaio 2019 è la data in cui entrerà in vigore l’obbligo di applicazione del BIM per i progetti di opere pubbliche di importo superiore ai 100 milioni, fino alla messa a regime completa fissata nel 2025. Ingegneri.info si chiede se i progettisti sono pronti, sanno cosa è ed effettivamente cosa comporta l’applicazione del BIM e i vantaggi che può comportare. Una serie di domande alle quali cerca di rispondere Allplan con la pubblicazione della BIM Management Guide. “La conoscenza del metodo BIM e dei relativi processi – si legge nella guida – è un elemento decisivo per lo sviluppo integrato del progetto, facendo riferimento a documenti pertinenti e a una formazione adeguata. Gli strumenti BIM aiutano a creare informazioni comuni, a gestirle in modo affidabile e a generare valore”. E ancora: “La certezza dei costi e la trasparenza sono i vantaggi principali per tutti i soggetti coinvolti nel progetto: questo è fra i principali vantaggi dell’uso del BIM. Progettazione, costruzione e gestione hanno sostanzialmente una maggiore qualità. Sono più efficienti, meglio coordinate e offrono il vantaggio di avere ottime basi che consentono decisioni più rapide e sicure. In molti ambiti è possibile semplificare e automatizzare le varie fasi del processo di progettazione. Il che va a tutto vantaggio degli architetti e degli ingegneri”.

Marzo – In Italia in aumento il numero dei laureati in ingegneria tipici

Cresce in Italia il numero dei laureati in ingegneria tipici, vale a dire quelli provenienti dalle classi di laurea più specificatamente ingegneristiche ed afferenti alle ex Facoltà di Ingegneria. È quanto emerge dal rapporto pubblicato dal Centro Studi del Cni e relativo ai Laureati con competenze ingegneristiche, analizzando l’annualità 2016.  Il 2016 si è chiuso con un lieve aumento dei laureati in ingegneria tipici: si sono laureati in 44.336 (di cui 20.007 di secondo livello e 24.329 di primo), il 2,8% in più rispetto ai 43.137 del 2015. Se, invece, si considerano anche i laureati provenienti dai corsi di laurea diversi da Ingegneria quali Architettura, Scienze matematiche, fisiche e naturali – cui il DPR 328/2001 ha dato comunque la possibilità di accedere all’Albo degli ingegneri – si registra una lieve flessione: 55.166 nel 2016, contro i 55.251 del 2015. “Dalla lettura dello studio si apprende anche che degli oltre 24.000 laureati tipici di primo livello, ben 11.861 (pari al 48,8%) rientrano nel settore dell’Ingegneria Industriale, mentre il 28,1% riguarda il settore dell’informazione ed il restante 23,1% il settore civile e ambientale. La situazione cambia tra i laureati magistrali. Dei 20.000 rilevati nel 2016, il 34,3% appartiene al ramo civile e ambientale, ma una quota non molto diversa, pari al 30,1% è appannaggio del settore industriale. Sono in progressiva crescita soprattutto i laureati magistrali in ingegneria meccanica”. L’Università presso la quale nel 2016 si è registrato il numero più elevato di laureati in ingegneria (quasi 7.000 laureati) è il Politecnico di Milano, seguito dal Politecnico di Torino (poco più di 4.000 laureati). Particolarmente numerosi anche i laureati in ingegneria presso l’Università Federico II di Napoli, La Sapienza di Roma e gli atenei di Bologna e Padova, tutti atenei in cui nel 2016 hanno conseguito il titolo di laurea ingegneristico oltre 2mila individui (alla Federico II di Napoli oltre 3mila), mentre il numero di laureati ingegneristici scende sotto i 100 in 13 Atenei, di cui 2 in teledidattica.

Febbraio – Le Norme Tecniche 2018, un’attesa lunga dieci anni

Dopo un’attesa durata ben dieci anni, la Gazzetta Ufficiale pubblica il testo delle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni. Con le nuove NTC 2018 si stabiliscono le regole da seguire per la realizzazione, collaudo e prestazioni sia di nuove strutture, sia per l’adeguamento e la riqualificazione di quelle esistenti. E subito è iniziata la corsa all’aggiornamento, alla realizzazione di corsi ed eventi per comprendere al meglio le implicazioni di una novità normativa tanto attesa quanto temuta. Giornate dense di analisi, chiarimenti, con un dubbio che giorno dopo giorno diventa sempre più pressante: quando uscirà la circolare esplicativa? Come si applicheranno le NTC 218 senza questo documento? La Circolare esplicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 sarà poi approvata venerdì 27 luglio, come spiega il Consiglio Superiore dei LLPP, che annuncia comunque possibili revisioni o perfezionamenti. Il documento approvato arriva dopo ‘soli’ sei mesi dall’uscita delle nuove NTC 2018, in largo anticipo rispetto alle aspettative e alle consuetudini in materia. La tanto attesa circolare dà indicazioni sull’applicazione delle Nome Tecniche ed era prevista invece per settembre.  

Gennaio – Dissesto idrogeologico, un’emergenza che non conosce stagioni

L’Italia è un Paese disastrato, nel senso che è vittima di continui dissesti idrogeologici. Ma non bisogna arrendersi, ecco perché a Roma 144 esperti si sono riunti per rendere più efficaci ed applicativi i principi individuati dalle Linee Guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico, attraverso lo sviluppo di un catalogo dinamico delle buone pratiche progettuali, strumento utile ed efficace proprio della struttura Italia Sicura. “La cultura del contrasto al dissesto, nel nostro Paese, ha una settantina d’anni. Nasce con l’evento del Polesine del 1951 ed è poi proseguita con alterne vicende. In particolare tra gli anni ’80 e i primi anni 2000 ha raggiunto l’apice dell’interesse, con la emanazione della legge quadro del 1989 e un dibattito forte e diffuso che ha coinvolto la politica, l’università, la galassia delle professioni in una miriade di convegni, incontri, seminari. Abbiamo più volte sentito ripetere la cantilena ‘si è studiato troppo!’ oppure ‘mentre il medico studia, il malato muore!’ a contrastare la tendenza degli anni precedenti, caratterizzati da una notevole vivacità intellettuale”. Illuminanti, in tal senso, le conclusioni del professor Giovanni Menduni, tra i coordinatori delle Linee Guida: “Sarebbe tuttavia errato, prima che riduttivo, banalizzare questo fenomeno. Il Paese ha in effetti scontato il fatto che molte delle promesse formulate negli anni d’oro, confortate dalle norme e supportate dalla ricerca, non sono poi state mantenute. Gli interventi, le azioni, le opere sono a lungo rimaste al palo. Il nocciolo del problema non è riducibile alla carenza di risorse. Gli importi delle programmazioni, per quanto apparentemente soverchianti, potevano certamente essere trovati, vista anche la scansione degli interventi su scale ventennali. La ragione va piuttosto cercata nei problemi connessi al modello prescelto, ancora affondato nella cultura degli anni del dopoguerra e del tutto inadeguato alla situazione di fine del secolo o, peggio, nel nuovo millennio”.

Roberto Di Sanzo

44 anni, è un giornalista free lance da oltre vent'anni attivo su tematiche legate al mondo dei professionisti ed in particolare degli ingegneri. Ha scritto di materie economiche per numerosi quotidiani, è anche Vice Presidente dell'ordine dei Giornalisti della Lombardia ed è stato responsabile degli uffici stampa di diversi enti regionali.

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