Le straordinarie cupole in bambù e paglia di un centro polifunzionale in Vietnam

Otto padiglioni a forma di cupola, progettati da Vo Trong Nghia Architects, sono stati realizzati in Vietnam utilizzando unicamente bambù e paglia

Giovedì 28 Aprile 2016


Le straordinarie cupole in bambù e paglia di un centro polifunzionale in Vietnam

Le cupole in bambù del Diamond Island Community Hall, in Vietnam © Hiroyuki Oki

Lo studio vietnamita Vo Trong Nghia Architects, riconosciuto come uno dei maggiori sostenitori dell’architettura in bambù, ha realizzato un nuovo centro comunitario multifunzionale in Vietnam, il Diamond Island Community Hall, caratterizzato da otto padiglioni a forma di cupola costruiti utilizzando unicamente bambù e paglia.

Queste strutture, dislocate in un parco verde, mostrano il potenziale di un materiale come il bambù, impiegato in maniera sempre più diffusa nel campo delle costruzioni, soprattutto in paesi come il Vietnam in cui cresce abbondante e a basso costo. Ngha ha infatti realizzato numerosi progetti con strutture in bambù nel suo paese natio, essendo affascinato dalla facilità di curvatura di questo materiale, che permette la creazione di forme uniche.

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Tradizionalmente utilizzato in Vietnam per la produzione di cesti, vasellame e arredamento, il bambù oggi si presta principalmente alla modellazione di grandi open space e padiglioni (il Padiglione del Vietnam a Expo 2015 è un progetto di Vo Trong Nghia); se trattato con un procedimento adeguato che include l’immersione nel fango e l’affumicamento, può infatti raggiungere la stessa resistenza del legno.

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Le cupole ideate dall’architetto vietnamita per il centro polifunzionale sorgono sulla penisola artificiale di Diamond Island, a est rispetto a Ho Chi Minh City e rappresentano architetture puntuali al servizio dei residenti (sull’isola vi sono alti condomini di lusso) e dei turisti che raggiungono, dal centro città, questo parco verde ricco di vegetazione affacciato sul fiume Saigon. Una varietà di funzioni possono essere dislocate negli spazi, progettati per conferenze, meeting, feste, attività per bambini e in futuro anche come ristorante.

Le due cupole principali, di dimensioni più grandi e dotate di profili arrotondati, sono alte 12,5 m e misurano 24 m di diametro; i sei padiglioni più piccoli, altri 7 m e ampi 11 m, sono invece più simili alla forma di un ombrello. Ispirate ai tradizionali cesti in bambù che gli agricoltori vietnamiti realizzano come riparo per gli uccelli, tutte le strutture presentano un’architettura complessa in bambù, intrecciata in maniera continua dal suolo alla copertura e protetta da un tetto in paglia. Due sono le tecniche di costruzione utilizzate, una completamente artigianale e una prefabbricata, con lo scopo di creare un’architettura contemporanea e sostenibile senza tralasciare l’arte popolare tradizionale.

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Canne di bambù di varie lunghezze sono legate insieme per dare forma ai pilastri di sostegno, estesi fino agli anelli circolari della copertura: questa è la struttura delle cupole principali, costruite in loco da lavoratori qualificati che tessono ogni pezzo di bambù a mano. I padiglioni a ombrello sono invece composti da 12 unità strutturali prefabbricate e assemblate, per massimizzare l’efficienza costruttiva. Ogni architettura è inoltre dotata di un lucernario nel culmine della copertura, studiato al posto della luce artificiale e pensato per mantenere lo spazio fresco con conseguente ascesa dell’aria calda. Le cupole dispongono infine di una copertura a doppio strato; il rivestimento esterno in paglia si distacca notevolmente dall’intreccio interno in bambù fornendo protezione dal sole e dalle precipitazioni.

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I padiglioni a cupola sono realizzati in loco intrecciando canne di bambù © Hiroyuki Oki

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I padiglioni a ombrello sono realizzati assemblando unità prefabbricate in bambù © Hiroyuki Oki

Scheda del progetto
Progettisti: Vo Trong Nghia
Location: Diamond Island, Ho Chi Minh, Vietnam
Superficie: 1.452 mq
Realizzazione: 2015
Committente: Binh Thien An JSC
Impresa di costruzione: Wind and Water House JSC

Diletta Bracchini

Nasce e vive a Faenza, si laurea presso il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 2014 e nello stesso anno consegue l’abilitazione alla professione. Giovane architetto, affina la sua passione per l’architettura fin dagli studi collaborando con il Giornale dell’Architettura in qualità di redattrice e autrice con contributi per specifiche occasioni.

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