Bioingegneria e innovazione: da Roma alla Sicilia la storia di Sensibilia

Un progetto dell'Inail e del Campus biomedico che ha studiato la reazione di una particolare mano bionica su una paziente con un braccio amputato in giovane età

La mano bionica del progetto Sensibilia

Sensibilia è un progetto di Inail e Università Campus Bio-Medico di Roma, nato per restituire a chi ha perso una mano o la sensibilità tattile sensazioni percettive analoghe a quelle di una mano naturale. Un compendio positivo di buona sanità e ricerca e di applicazione delle innovazioni in ambito bioingegneristico. Il ricorso ad arti bionici con alte capacità di movimento indipendente delle dita e di restituzione dei feedback tattili – grazie a elettrodi neurali – permette un feeling totale con la mano.

La mano bionica del futuro

Sensibilia, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Robotics, è stato presentato a Roma nei giorni scorsi, durante un convegno scientifico dedicato agli studi più recenti nell’ambito degli arti bionici. Articolato in tre sessioni – incentrate sulle origini della ricerca sulla biorobotica e la bionica, sulle attuali sfide tecnologiche e sulla sperimentazione di impianti permanenti della mano bionica – il convegno ha coinvolto istituzioni come: Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl), Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Fondazione Gemelli Irccs.

Sensibilia: mani bioniche, vite normali

Per la sperimentazione condotta dal progetto Sensibilia, invece, la figura chiave è stata quella di Clara Puleo, 40enne di Palermo che ha perso la mano sinistra da bambina a causa di un incidente domestico. La Puleo è stata sottoposta a intervento chirurgico, con inserimento nel braccio sinistro di elettrodi intraneurali e perineurali, interfacce in grado di trasmettere al cervello le sensazioni tattili e di movimento dell’arto bionico; la donna è stata poi impegnata in un addestramento di undici settimane.

Ha prima imparato a riprodurre di nuovo nel proprio cervello il movimento della mano perduta, stimolando aree corticali inattive. In seguito ha affinato la ricezione delle sensazioni tattili, spingendosi a percepirle in 13 differenti zone della mano artificiale.

Assistita dai ricercatori del Campus Bio-Medico e del Centro Protesi Inail, si è esercitata al fine di ripristinare le proprie capacità di manipolazione fine degli oggetti. Con grande successo: bendata e con in cuffia musica ad alto volume, riconosce consistenze e posizioni degli oggetti afferrati con la mano bionica; fino ad avvertire la sensazione del loro scivolamento sul palmo, così da correggere eventuali prese maldestre.

Biorobotica e bionica: scienze per tutti

L’obiettivo che ci siamo posti per questa sperimentazione – ha detto Loredana Zollo, professore associato di Bioingegneria e responsabile ingegneristico del progetto – è stato quello di sviluppare e rendere fruibile in 36 mesi un sistema protesico che avesse una capacità di controllo sensori-motorio basato sulla comunicazione bidirezionale con il sistema nervoso e la sensibilità tattile, tale da consentire il ri-apprendimento delle abilità manuali fini e la manipolazione degli oggetti, e la possibilità di restituire il senso del tatto al paziente attraverso le interfacce neurali impiantate nei suoi nervi. Il risultato finale ci sembra positivo e schiude nuovi scenari nelle prospettive di impianto di arti bionici, probabilmente anche attraverso nuove tecnologie non invasive”.

Il Ministro della Salute Giulia Grillo ha commentato entusiasta: “La grande sfida di ogni governo è proprio quella di riuscire a rendere fruibili questi strumenti da parte di tutti i cittadini. L’unione tra pazienti, ricercatori e istituzioni fa la forza. È un momento straordinario per il nostro Paese e per la scienza in generale, non solo per l’applicazione immediata delle nuove scoperte ma anche per le frontiere ancora inesplorate che prefigurano, che ci potranno portare a risultati finora impensabili”.

Elia Pasini

Nasce a Rimini nel 1990. È diplomato in storytelling e performing arts presso l'accademia Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli, a Bologna, e la Scuola Holden di Alessandro Baricco, a Torino. Nel 2016 consegue il Master in Giornalismo presso Eidos Communication Roma. Collabora o ha collaborato, tra gli altri, con: Rolling Stone, Playboy, Minima & Moralia, GazzaNet e Retabloid.

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