Un nuovo ponte rotante di 100° in Cina per completare un sovrappasso

La rotazione durante il cantiere della campata, 119 m di lunghezza per 3.350 tonnellate di peso, ha permesso di realizzare l’attraversamento senza interrompere la funzionalità delle infrastrutture sottostanti

La città cinese di Wuhan, nella parte orientale della provincia dell’Hubei, ha da poco completato la complessa rotazione di 100° che ha messo nella posizione finale un sovrappasso stradale in cemento armato lungo 119 m e pesante 3.350 tonnellate lungo Xiongchu Street. Ha realizzato un ponte in corrispondenza di uno snodo in cui si incontrano e sovrappongono una linea ferroviaria, la metropolitana e due arterie stradali. La sua conclusione ha permesso di compiere un passo importante nella finalizzazione di un progetto avviato nel 2015 che sta rinnovando un tratto di 14,5 km della trafficata arteria dai molti sovrappassi che attraversa da est a ovest la parte orientale della città.

La campata è stata assemblata all’interno di un cantiere impostato accanto allo snodo ed è stata messa in posizione dalla rotazione attorno a un perno di cemento armato avvenuta grazie al meccanismo posto alla sua base. La delicata procedura, risposta ancora poco comune a un problema piuttosto diffuso e che in Cina è particolarmente sentito per l’importanza data al mantenimento dell’efficienza dei collegamenti intra ed extra urbani, si è resa necessaria per mitigare al massimo gli effetti del cantiere sul traffico e sugli spostamenti cittadini e ha portato anche riduzioni nelle tempistiche del cantiere stesso, che ha accorciato la sua durata di 70 giorni.

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Nati per permettere funzionali attraversamenti di fiumi e baie e poi utilizzati anche nella risoluzione delle difficoltà di cantieri complessi e dalle molte e delicate interferenze, i ponti mobili sono noti e ampiamente utilizzati da più di un secolo in molte parti del mondo, dove permettono a strade e linee ferroviarie di attraversare ostacoli di ogni genere rendendo possibili tutti i passaggi previsti. Soddisfano la stessa necessità dotandosi di parti basculanti, sollevabili o girevoli, con quest’ultima tipologia declinata nelle versioni a due campate rotanti, come nell’esempio tutto italiano del ponte San Francesco di Paola che a Taranto dal 1887 collega la città vecchia con quella nuova, oppure a una sola, come nel caso di Wuhan, in cui un elemento ruota orizzontalmente attorno a un perno centrale.

Se quindi l’intuizione ha permesso di utilizzare in modo meno convenzionale esperienze parte della storia delle costruzioni delle grandi infrastrutture, anche guardando alle realizzazioni, sebbene ancora ridotte, il caso di Xiongchu Street a Wuhan non è il primo esempio: non è infatti la prima volta che si ricorre a questo espediente per gestire cantieri che non devono penalizzare l’intorno. In soli tre anni la stessa forte crescita della Cina, oggi uno dei paesi con più nuovi ponti al mondo, ha visto almeno due cantieri di altrettante strutture da record.

A inizio 2014 è stata la stessa città di Wuhan a fare da sfondo alla realizzazione di un imponente sovrappasso stradale che ha permesso di attraversare i binari affiancati  di 11 linee ferroviarie, tra cui anche il collegamento ad alta velocità tra Pechino e Guangzhou, il cui passaggio non poteva essere interrotto o ridotto dalla presenza di un cantiere, attraverso l’assemblaggio di una campata di 17.000 tonnellate e dimensioni ingenti parallela ai binari, successivamente ruotata di 90° da un meccanismo simile.

Un anno dopo, a Zoucheng, città nella provincia orientale dello Shandong, lo stesso problema è stato risolto in modo analogo con una struttura di dimensioni ancora maggiori. Anche qui, la necessità era quella di realizzare l’attraversamento sopraelevato di una linea ferroviaria senza mai comprometterne la funzionalità: è stato quindi realizzato un ponte ancora più imponente, strallato, in cui una campata di 30 m di lunghezza e 22.400 tonnellate di peso (che rimane tutt’oggi il più pesante al mondo) è stata fatta ruotare di 97° per permettere l’attraversamento della linea ad alta velocità che collega Pechino e Shanghai.

Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”. Partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con il quale entra a fare parte del network Guiding Architects e propone tours e itinerari specializzati fra le architetture contemporanee di Torino e Ivrea.

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