Il Registro dei rischi per le infrastrutture: attivita’ inutile o valore aggiunto?

La normativa e le raccomandazioni italiane prevedono l’applicazione sistematica dell’analisi di rischio, sostanzialmente, in due specifici ambiti relativi alla realizzazione di opere civili infrastrutturali: per la previsione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) e per la valutazione dei rischi per la sicurezza dell’esercizio delle gallerie stradali (D.Lgs. […]

La normativa e le raccomandazioni italiane prevedono l’applicazione sistematica dell’analisi di rischio, sostanzialmente, in due specifici ambiti relativi alla realizzazione di opere civili infrastrutturali: per la previsione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) e per la valutazione dei rischi per la sicurezza dell’esercizio delle gallerie stradali (D.Lgs. 264/06 e s.m.i.; Linee Guida per la progettazione della sicurezza nelle gallerie stradali, 2009) e ferroviarie (DM 28/10/2005 e s.m.i.).

Pertanto è evidente come l’approccio dell’analisi di rischio sia nato e si sia sviluppato principalmente per tutelare la sicurezza e la salute delle persone sia durante la realizzazione (lavoratori) che durante l’esercizio (utenti) dell’opera infrastrutturale.

Ad oggi non è invece ancora consolidata in Italia la redazione di norme o raccomandazioni strutturate, finalizzate alla redazione di un processo di gestione dei rischi applicato alla verifica di “sicurezza” dell’opera stessa. Tale cultura, presente nel mondo anglosassone (British Tunnelling Society, 2003; International Tunnelling Insurance Group, 2012), deriva principalmente dalla forte sensibilità acquisita nel mondo assicurativo, a seguito di una serie di sinistri occorsi durante la realizzazione di gallerie nel periodo tra 1994 e 2005, che hanno portato a un danno complessivo di oltre 600 milioni di euro (fonte: Zurich, 2011).

Ogni progetto è affetto da situazioni d’incertezza e criticità potenziale, che hanno impatto su tempi e costi di esecuzione. La mancata previsione e/o gestione di tali criticità può causare conseguenze dannose anche significative per tutti i soggetti coinvolti, ovvero gli stakeholder.

Fig.: Scavi per la metro di Losanna

Il livello di incertezza è variabile a seconda del tipo di opera e si massimizza per opere di tipo lineare (infrastrutture)Per loro natura, esse sono caratterizzate da condizioni di variabilità anche significativa del contesto morfologico, geologico, geotecnico, ambientale in cui sono inserite. La variabilità delle condizioni al contorno comporta un aumento degli elementi di incertezza presenti.

Spesso sono esperienza e sensibilità dei soggetti coinvolti a determinare il livello di attenzione e di consapevolezza degli elementi d’incertezza presenti, che quindi non sono espressi in modo esplicito, ma entrano implicitamente (e talora inconsciamente) nella definizione di scelte progettuali e costruttive.

La redazione del Registro dei rischi rappresenta uno strumento funzionale e di semplice applicazione in grado di sistematizzare l’analisi delle situazioni d’incertezza e delle relative conseguenze, al fine di quantificarne il relativo livello di rischio associato e definire le contromisure utili per eliminare, mitigare e/o trasferire i rischi ad essi connesse.

È innanzitutto opportuno chiarire la differenza tra il termine “evento critico” o “pericolo” e il termine “rischio”. L’evento critico/pericolo (“hazard”) rappresenta un potenziale di perdita non quantificato; è un evento, o una caratteristica propria di una situazione, che ha potenziale di causare un effetto dannoso. Il rischio (“risk”) è la probabilità che tale evento critico/pericolo possa causare un effetto dannoso, provocando una perdita.

Il rischio può essere espresso come prodotto della probabilità P di occorrenza di un evento critico e il risultante impatto/conseguenza (I). È quindi un pericolo potenziale quantificato.


Facciamo un esempio. Ogni volta che guidiamo un autoveicolo esiste il pericolo che un pneumatico si fori. Ipotizziamo che sia solo il grado di usura (causa dell’evento) a condizionare la foratura e consideriamo che sia noto e prefissato (probabilità del pericolo di foratura). L’impatto potenziale conseguente a tale evento è molto diverso se avviene percorrendo a bassa velocità una strada di campagna oppure guidando a grande velocità in autostrada; l’impatto potenziale può essere nel primo caso il fermo del veicolo, nel secondo caso un incidente anche grave. È quindi evidente che è molto diverso il livello di rischio associato. Nel primo caso: probabilità bassa, impatto basso, rischio basso. Nel secondo: probabilità bassa, impatto alto, rischio medio.

Se pensiamo alla realizzazione di un’opera civile, in particolar modo in presenza di opere in sotterraneo (gallerie), questa è caratterizzata da numerosi eventi potenzialmente critici, con impatti che possono anche essere significativi.

Si pensi allo scavo di una stazione per una linea metropolitana, in ambiente urbano, in prossimità di edifici storici, sotto falda e in terreni dalle caratteristiche meccaniche scadenti. Sono presenti numerose incertezze: in che stato conservativo è l’edificio in questione? Come è stato realizzato e come si comporta strutturalmente? Quali sono gli effetti deformativi indotti dallo scavo della stazione? È ammissibile pensare che durante lo scavo possano verificarsi cedimenti indotti superiori a un certo limite? E quanto vale questo limite?

Sembrerebbe quindi indispensabile adottare una procedura di valutazione e di gestione del rischio, finalizzata a identificare i rischi, quantificarli, mitigarli e monitorarli, in modo tale da poter verificare se i rischi residui dopo il processo di mitigazione siano o no ammissibili.

L’autore

Nicola Avagnina

Ingegnere libero professionista con oltre 15 anni di esperienza, opera come specialista nell’ambito della progettazione di opere in sotterraneo e opere geotecniche in genere, integrate nel progetto di infrastrutture e nell’ambito dell’identificazione dei rischi geotecnici e strutturali alle opere, sia nel corso di costruzione che durante l’esercizio. Ha seguito il master in Risk Engineering presso il Cineas di Milano nel 2009-2010 e il corso di gestione industriale del contenzioso presso la Geam di Torino nel marzo-aprile 2011.

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