La Festa della luce di Lione, dalle candele ai Led

Affluenza da record per l’ultima edizione della Fête des lumières di Lione in Francia, evento annuale dedicato alle nuove frontiere dell’illuminazione pubblica e del light design, tra arte, performance e sperimentazione audiovisiva. Più che un festival una vera e propria festa, che coinvolge ogni area della città, dalle pittoresche piazze del centro alle nuove aree […]

Affluenza da record per l’ultima edizione della Fête des lumières di Lione in Francia, evento annuale dedicato alle nuove frontiere dell’illuminazione pubblica e del light design, tra arte, performance e sperimentazione audiovisiva. Più che un festival una vera e propria festa, che coinvolge ogni area della città, dalle pittoresche piazze del centro alle nuove aree periferiche.

Un concept che ha origini antichissime, a quando nel lontano 1852 i cittadini lionesi, in occasione dell’inaugurazione di una statua che celebrava il culto religioso per la festa dell’Immacolata Concezione, illuminarono spontaneamente le facciate delle loro case con candele. A 150 anni di distanza, la tradizione si è trasformata in un complesso e articolato evento urbano: l’illuminazione standard della città viene spenta, e più di 3 milioni di visitatori da tutta la Francia ma anche dai Paesi vicini (compresa l’Italia) invadono le strade e le piazze, alla scoperta di nuove innovazioni tecnologiche che, allo stesso tempo, non dimenticano la dimensione emotiva, la sorpresa, lo stupore.

Nella foto: il “Magic Cube” di Gilbert Moity, struttura interattiva che genera impulsi luminosi sulla base della spinta motoria prodotta da una serie di biciclette in movimento. (foto: Harald Quercia)

Un festival-modello sul profilo della sostenibilità: già da qualche anno infatti vengono impiegate solo fonti luminose Led a basso consumo, che rappresentano il 0,1% del consumo annuale della città. Lione del resto già dal 2006 ha adottato un rivoluzionario piano regolatore dell’illuminazione pubblica, con lampade che seguono differenti cicli di accensione durante le ore serali e notturne e una potenza complessiva che è stata ridotta del 40% in cinque anni. Di fianco al tema dell’energia, il Festival è un perfetto esempio di mobilità pubblica, con metropolitane e mezzi su rotaie gratis, piste ciclabili e bike renting dislocati per tutta la città, e la moderna infrastruttura della rete locale (la Tlc) in grado di reggere il notevole peso di un affluenza massiccia come quella del Festival.

Nella foto: “Eclat – Fresque interactive” di Lorenzo Mattotti e Fabien Collini, animazioni site-specific proiettate sulla banchina del Rodano (foto: Harald Quercia)

Tra gli 80 progetti di illuminazione presentati nel 2012, sono in molti quelli che ci hanno lasciato a bocca aperta. Segnaliamo, tra gli altri, gli spettacolari tableux vivants di Skertzò, che hanno animato le facciate del municipio a Place des Terraux; “Lux Populi” di Groupe F, performance a cavallo tra arte, cinema e nuove tecnologie all’esterno della storica residenza dei Fratelli Lumiére e la versione “site-specific” di Anooki, gioco animato della generazione smartphone, una ironica e divertente “caccia al ladro” pensata per la facciata della Gare de Saint Paul nella città vecchia, che ha anche vinto il premio France 3, scelto dal pubblico.

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