Energie rinnovabili, scatta l’obbligo del 60% in edifici nuovi o da ristrutturare

Negli edifici pubblici l'obbligo di utilizzo delle energie rinnovabili deve essere del 65%: eccezioni e strumenti nel Dlgs n.199 dell'8 novembre 2021

Lunedì 13 Giugno 2022


Energie rinnovabili, scatta l’obbligo del 60% in edifici nuovi o da ristrutturare

Nuovo corso per l’obbligo energie rinnovabili. Dal 13 giugno 2022 bisogna coprire, con fonti rinnovabili, almeno il 60% dei consumi energetici per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti ad importanti ristrutturazioni rilevanti.

Un obbligo previsto dal decreto legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021, di attuazione della direttiva (UE) 2018/2001, che modifica profondamente la disciplina dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, introducendo meccanismi di sostegno e semplificazioni amministrative per accelerare il percorso di crescita sostenibile del Paese, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del sistema energetico al 2030 e di completa decarbonizzazione al 2050.

Obbligo di utilizzo dell’energia rinnovabile negli edifici nuovi o ristrutturati

I progetti di edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti degli edifici esistenti – anche immobili ed aree di notevole interesse pubblico – per i quali la richiesta del titolo edilizio è presentata dopo centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto n. 199/2021, devono prevedere al 60% l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo i principi minimi di integrazione stabiliti nell’Allegato III del decreto. L’inosservanza dell’obbligo comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio.

Gli atti normativi regionali o comunali in materia di obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici dovranno essere adeguati alle nuove disposizioni entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Decorso inutilmente il predetto termine, si applicano le disposizioni nazionali.

L’eventuale impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi di integrazione, dovrà essere evidenziata nel dettaglio dal progettista nella relazione tecnica di progetto, con un esame della non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili.

Negli allegati al decreto, sono indicati:

  • ALLEGATO II Disposizioni per la semplificazione delle procedure per l’installazione di impianti per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica negli edifici (articolo 25).
  • ALLEGATO III Obblighi per i nuovi edifici, per gli edifici esistenti e per gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti (articolo 26).
  • ALLEGATO IV Requisiti minimi per gli impianti a fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento (articolo 29).

Ricapitolando quindi gli edifici di nuova costruzione o per i quali inizia una ristrutturazione, in base ad un titolo abilitativo che porta la data 13 giugno 2022, devono avere, nella progettazione dell’intervento edilizio, l‘obbligo della dotazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili insieme al rispetto della copertura del 60% dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria e del 60% della somma dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva.
Il Dlgs 28/2011 prevedeva in prima battuta una percentuale di copertura dell’obbligo energie rinnovabili pari al 20%. I titoli abilitativi richiesti entro il 31 dicembre 2017 segnavano il primo progressivo aumento della percentuale di questa dotazione, innalzata al 35%. Dal 2018 ad oggi la percentuale era del 50%.

Da segnalare due eccezioni: nessun obbligo per gli edifici allacciati a una rete di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente mentre negli edifici pubblici, l’obbligo di energie rinnovabili deve servire a coprire il 65% dei consumi.

Il ruolo del decreto legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021

La questione dei titoli abilitativi per l’edilizia e l’obbligo energie rinnovabili per nuove costruzioni e ristrutturazioni è solo uno degli elementi del Dlgs 199/2021. Perché il decreto legislativo definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi di incremento della quota di energia da fonti rinnovabili al 2030, in sintonia con le misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in materia di energia da fonti rinnovabili, e conformemente al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec).

L’obiettivo vincolante è la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 percento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, anche assicurando l’obiettivo minimo del 30 percento come quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo, con un incremento indicativo di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali per riscaldamento e raffrescamento pari a 1,3 punti percentuali come media annuale calcolata per i periodi dal 2021 al 2025 e dal 2026 al 2030.

Regimi di sostegno

I regimi di sostegno disciplinati dal decreto si conformano ai seguenti criteri generali:

a) l’incentivo ha lo scopo di assicurare un’equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio;
b) l’incentivo non si applica alle opere di manutenzione ordinaria e alle opere effettuate per adeguare l’impianto a prescrizioni di legge;
c) non possono accedere agli incentivi le iniziative per cui è comprovata la realizzabilità anche in assenza di sostegno pubblico;
d) copertura sulle componenti delle tariffe dell’energia elettrica e del gas secondo modalità definite in ciascuna disciplina specifica;
e) massima semplificazione delle procedure amministrative.

Nella definizione dei meccanismi di incentivazione si applicano, inoltre, i seguenti criteri specifici:

a) abbinamento delle fonti rinnovabili con i sistemi di accumulo, in modo da consentire una maggiore programmabilità delle fonti, anche in coordinamento con i meccanismi di sviluppo della capacità di stoccaggio centralizzata;
b) accesso prioritario per gli impianti realizzati nelle aree identificate come idonee, cioè quelle con un elevato potenziale atto a ospitare l’installazione di impianti di produzione elettrica da fonte rinnovabile, anche all’eventuale ricorrere di determinate condizioni tecnico-localizzative;
c) cumulabilità con le agevolazioni fiscali previste per la realizzazione degli impianti e dei sistemi di accumulo nonché con altri regimi di sostegno
d) non è consentito l’artato frazionamento delle iniziative al fine di incrementare i profitti economici;
e) è agevolata la partecipazione agli incentivi a chi installi impianti fotovoltaici a seguito di rimozione dell’amianto;
f) favorito l’utilizzo energetico di biomasse legnose, nel quadro della gestione forestale sostenibile e della silvicoltura a turno di taglio breve e di biomasse residuali industriali;
g) trasformazione ad uso plurimo di invasi, traverse e dighe esistenti, sia grandi, sia piccole, promuovendone, ove compatibile con gli ecosistemi, con la pianificazione energetica e con gli altri usi, anche l’utilizzo energetico;
h) integrare i ricavi conseguenti alla partecipazione al mercato elettrico, a favore di impianti a fonti rinnovabili che continuano ed essere eserciti al termine del periodo di diritto agli incentivi.

Fase sperimentale

Per gli impianti di potenza superiore a una soglia minima, fissata in prima applicazione a 10 MW, può essere avviata una fase sperimentale nella quale il GSE esamina il progetto per via telematica contestualmente allo svolgimento del procedimento di autorizzazione unica e rilascia parere di idoneità all’accesso ai meccanismi di sotegno.ù

Agli incentivi con tempistiche parallele a quelle del rilascio del provvedimento di autorizzazione unica possono accedere ai meccanismi anche gli impianti facenti parte di configurazioni di autoconsumo o comunità energetiche. Possono accedere ai meccanismi anche gli impianti fotovoltaici realizzati su aree agricole non utilizzate individuate dalle Regioni come aree idonee.

I decreti attuativi

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto n. 199/2021, devono essere emanati una serie di decreti attuativi a cura del Ministero della Transizione ecologica (d’intesa con altri ministeri competenti), con cui stabilire:

  • le modalità per l’implementazione dei sistemi di incentivazione tramite le procedure d’asta al ribasso;
  • l’aggiornamento dei meccanismi di incentivazione per gli impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo o in comunità energetiche rinnovabili di potenza non superiore a 1 MW;
  • la regolamentazione delle tariffe per piccoli impianti, favorendo con incentivi l’autoconsumo e l’abbinamento degli impianti a fonti rinnovabili non programmabili con i sistemi di accumulo, utilizzando come criteri di priorità dapprima il rispetto di requisiti di tutela ambientale e del territorio e poi l’offerta di riduzione percentuale della tariffa base.

Dopo novanta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti attuativi, il meccanismo dello scambio sul posto sarà soppresso.

Criteri direttivi per gli incentivi

a) possono accedere all’incentivo gli impianti a fonti rinnovabili che hanno singolarmente una potenza non superiore a 1 MW e che entrano in esercizio in data successiva a quella di entrata in vigore del decreto;

b) per autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente e comunità energetiche rinnovabili, l’incentivo è erogato solo in riferimento alla quota di energia condivisa da impianti e utenze di consumo connesse sotto la stessa cabina primaria;

c) l’incentivo è erogato in forma di tariffa incentivante attribuita alla sola quota di energia prodotta dall’impianto e condivisa all’interno della configurazione;

d) per autoconsumatori di energia rinnovabile per i quali la condivisione è effettuata sfruttando la rete pubblica di distribuzione, è previsto un unico conguaglio;

e) la domanda di accesso agli incentivi è presentata alla data di entrata in esercizio e non è richiesta la preventiva iscrizione a bandi o registri;

f) l’accesso all’incentivo è garantito fino al raggiungimento di contingenti di potenza stabiliti, su base quinquennale, in congruenza con il raggiungimento degli obiettivi

Promozione dell’utilizzo dell’energia termica da fonti rinnovabili

Il meccanismo di incentivi si applica anche ad interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili di grandi dimensioni, attraverso meccanismi di accesso competitivo. Sono ammesse all’incentivazione le comunità di energia rinnovabili nonché le configurazioni di autoconsumo collettivo per il tramite dei rispettivi soggetti rappresentanti.

Incentivi in materia di biogas e produzione di biometano

Il biometano prodotto ovvero immesso nella rete del gas naturale è incentivato mediante l’erogazione di una specifica tariffa di durata e valore, assicurando al produttore di biometano lo stesso livello di incentivazione per l’utilizzo nel settore dei trasporti e negli altri usi.

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Utilizzo dei proventi delle aste della CO2

Dal 2022, una quota dei proventi annuali derivanti dalla messa all’asta delle quote di emissione di CO2 è destinata alla copertura dei costi di incentivazione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica mediante misure che trovano copertura sulle tariffe dell’energia.

Regimi di autorizzazione

Con una serie di modifiche al decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, i regimi di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti a fonti rinnovabili comprendono, secondo un criterio di proporzionalità:

a) comunicazione relativa alle attività in edilizia libera;

b) dichiarazione di inizio lavori asseverata;

c) procedura abilitativa semplificata;

d) autorizzazione unica.

Piattaforme digitali

Una piattaforma unica digitale sarà predisposta del Mite (entro i soliti centottanta giorni) per la presentazione delle istanze per l’autorizzazione unica per impianti a fonti rinnovabili. Entro la stessa scadenza, il Mite dovrà emanare un decreto per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili aventi una potenza complessiva almeno pari a quella individuata come necessaria dal Pniec per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili, e predisporre una piattaforma digitale per le Aree idonee.

I termini delle procedure autorizzative specifiche per le Aree Idonee sono sono ridotti di un terzo e l’autorità competente in materia paesaggistica si esprimerà con parere obbligatorio non vincolante.

Impianti off-shore

L’autorizzazione per impianti off-shore sarà rilasciata dal Mite, che individuerà aree idonee per l’installazione degli impianti. Sono considerate tali le aree individuate per la produzione di energie rinnovabili dal Piano di gestione dello spazio marittimo produzione di energia da fonti rinnovabili. Nelle more del Piano, sono aree idonee le piattaforme petrolifere in disuso e l’area distante 2 miglia nautiche da ciascuna piattaforma, e i porti, per impianti eolici fino a 100 MW di potenza istallata.

Impianti a fonti rinnovabili al servizio di edifici

La nuova disciplina prevede:

  • per l’installazione, l’utilizzo del modello unico semplificato definito dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 maggio 2015;
  • il ritiro dell’energia elettrica da parte del GSE;
  • l’estensione agli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50kW;
  • la possibilità di richiedere al GSE l’accesso ai meccanismi di sostegno.

Autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili

Il decreto definisce l’autoconsumatore di energia rinnovabile un cliente finale che:

a) produce e accumula energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo:

1) realizzando un impianto di produzione a fonti rinnovabili direttamente interconnesso all’utenza del cliente finale.
2) con uno o più impianti di produzione da fonti rinnovabili ubicati presso edifici o in siti diversi da quelli presso il quale l’autoconsumatore opera, fermo restando che tali edifici o siti devono essere nella disponibilità dell’autoconsumatore stesso.

b) vende l’energia elettrica rinnovabile autoprodotta e può offrire servizi ancillari e di flessibilità, eventualmente per il tramite di un aggregatore.

Nel caso in cui più clienti finali si associno per divenire autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente:

a) gli autoconsumatori devono trovarsi nello stesso edificio o condominio;

b) ciascun autoconsumatore può produrre e accumulare energia elettrica rinnovabile ovvero possono essere realizzati impianti comuni;

c) si utilizza la rete di distribuzione per condividere l’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili, anche ricorrendo a impianti di stoccaggio, con le medesime modalità stabilite per le comunità energetiche dei cittadini;

d) l’energia autoprodotta è utilizzata prioritariamente per i fabbisogni degli autoconsumatori e l’energia eccedentaria può essere accumulata e venduta anche tramite accordi di compravendita di energia elettrica rinnovabile, direttamente o mediante aggregazione;

e) la partecipazione al gruppo di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente non può costituire l’attività commerciale e industriale principale delle imprese private.

Comunità energetiche fonti rinnovabili

I clienti finali, inclusi i clienti domestici, hanno il diritto di organizzarsi in comunità energetiche rinnovabili, purché siano rispettati i seguenti requisiti:

a) l’obiettivo principale della comunità è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi soci o membri o alle aree locali in cui opera la comunità e non quello di realizzare profitti finanziari;

b) la comunità è un soggetto di diritto autonomo e l’esercizio dei poteri di controllo fa capo esclusivamente a persone fisiche, PMI, enti territoriali e autorità locali;

c) per quanto riguarda le imprese, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non può costituire l’attività commerciale e industriale principale;

d) la partecipazione alle comunità energetiche rinnovabili è aperta a tutti i consumatori, compresi quelli appartenenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili.

Inoltre, le comunità energetiche rinnovabili devono rispettare le seguenti condizioni:

a) ai fini dell’energia condivisa rileva solo la produzione di energia rinnovabile degli impianti che risultano nella disponibilità e sotto il controllo della comunità;

b) l’energia autoprodotta è utilizzata prioritariamente per l’autoconsumo istantaneo in sito ovvero per la condivisione con i membri della comunità;

c) i membri della comunità utilizzano la rete di distribuzione per condividere l’energia prodotta, anche ricorrendo a impianti di stoccaggio, con le medesime modalità stabilite per le comunità energetiche dei cittadini.

La comunità può produrre altre forme di energia da fonti rinnovabili finalizzate all’utilizzo da parte dei membri, può promuovere interventi integrati di domotica, interventi di efficienza energetica, nonché offrire servizi di ricarica dei veicoli elettrici ai propri membri e assumere il ruolo di società di vendita al dettaglio e può offrire servizi ancillari e di flessibilità.

Semplificazioni per la costruzione ed esercizio di elettrolizzatori

La realizzazione di elettrolizzatori con potenza inferiore o uguale alla soglia di 10 MW, ovunque ubicati anche qualora connessi a impianti alimentati da fonti rinnovabili esistenti, autorizzati o in corso di autorizzazione, costituisce attività in edilizia libera e non richiede il rilascio di uno specifico titolo abilitativo.

Gli elettrolizzatori e le infrastrutture connesse ubicati all’interno di aree industriali ovvero di aree ove sono situati impianti industriali anche per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono autorizzati mediante la procedura abilitativa semplificata. Gli elettrolizzatori stand-alone e le infrastrutture connesse non ricadenti nelle tipologie precedenti sono autorizzati tramite un’autorizzazione unica.

Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attivita' di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell'ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d'impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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