Superbonus 110% e fondi in esaurimento, rallentamenti nella cessione dei crediti

Dal report mensile aggiornato da parte dell’ENEA sul Superbonus 110% emerge un dato: i fondi stanziati sono finiti. Quale futuro per l'agevolazione fiscale? Allarme anche dall'OICE

Mercoledì 15 Giugno 2022


Superbonus 110% e fondi in esaurimento, rallentamenti nella cessione dei crediti

Dai dati mensili aggiornati da parte dell’ENEA sul Superbonus 110% emerge che i fondi stanziati sono finiti. Quale futuro per l’agevolazione fiscale? Segue un’analisi delle possibili prospettive. Interviene anche l’OICE sul tema, lanciando l’allarme di un “rischio di insolvenza sui progetti già fatti; a rischio migliaia di studi e società”.

 

Pubblicato il report dei dati mensili aggiornati al mese di maggio da parte dell’ENEA sul Superbonus 110%. Tra tutti, emerge un dato: i fondi stanziati sono finiti. Il totale degli interventi ammessi alla detrazione ammonta a 30,6 miliardi di euro (in crescita rispetto ai 27,4 miliardi di aprile), con detrazioni previste a fine lavori per 33,7 miliardi di euro. Il Governo, infatti, aveva stanziato fondi per 33,3 miliardi di euro sino al 2027.

I dati emersi dal report mensile ENEA sul Superbonus 110%

Il Superbonus, come era prevedibile, ha avuto un impatto maggiore sui Condomini: qui si concentrano quasi 15 miliardi di euro di interventi, seguono gli edifici unifamiliari con poco più di 10 miliardi di euro di interventi e, in coda, le unità immobiliari indipendenti con poco più di 5 miliardi di euro di interventi. La spesa media è di oltre 550.000,00 € per i Condomini, 110.000,00 € per gli edifici unifamiliari e 97.000,00 € per le unità immobiliari indipendenti.

I rallentamenti nella cessione dei crediti e le ripercussioni

Già prima della pubblicazione del report ENEA, complici le varie misure restrittive imposte dal Governo, si riscontrava una forte difficoltà alla cessione dei crediti: da una parte, infatti, gli istituti di credito, a fronte di troppe richieste, hanno iniziato a bloccare l’acquisto dei crediti. Dall’altra parte, le imprese aspettano di ricevere oltre 2,5 miliardi di euro legati a crediti fiscali che restano però fermi nel Cassetto Fiscale a causa del citato blocco delle procedure di cessione da parte degli istituti di credito (fonte: CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa).

Superbonus e fondi finiti: che succederà ora?

Il fatto che i fondi inizialmente stanziati siano finiti non determina necessariamente il blocco immediato dei cantieri e la sospensione delle procedure in essere anche se, di fatto, rappresenterà una battuta d’arresto per il Superbonus 110%, già come visto in forte rallentamento.

Chi ha già avviato i lavori e ha ottenuto la relativa asseverazione

I committenti che hanno già avviato i lavori ed ottenuto la relativa asseverazione potranno, e, anzi, dovranno comunque terminare i lavori per non incorrere in sanzioni dovute alla mancata conclusione degli stessi e, dunque, nella conseguente illegittima fruizione (anche parziale) degli incentivi.

Gli incentivi, infatti, sono concessi a fronte dell’esecuzione di determinate opere di efficientamento energetico: senza tale efficientamento, dunque, le quote ricevute dovranno essere restituite.

Superbonus e fondi: cosa cambia per gli altri?

Chi non si è ancora attivato per l’avvio dei lavori di efficientamento energetico potrebbe trovarsi in difficoltà. Da un punto di vista tecnico-giuridico l’esaurimento dei fondi non impatta sulla procedura di ammissione agli interventi (che sappiamo essere prorogati fino al 2027). Ma, al contrario, da un punto di vista economico si rischia di non riuscire a fruire in concreto degli incentivi connessi: né mediante cessione del credito né mediante detrazione.

Quale futuro per il Superbonus 110%?

Si paventa la possibilità di deliberare uno scostamento di bilancio onde consentire al Governo di rifinanziare gli incentivi. Si tratta di una decisione prettamente politica che non sembrerebbe trovare l’avallo né del Presidente del Consiglio, dichiaratosi contrario al Superbonus, né del Ministro dell’Economia, contrario a scostamenti di bilancio.

In caso contrario, si potrà sempre procedere con gli interventi ammessi in detrazione, ma con il rischio di non recuperare le spese sostenute o, ancora, di non trovare imprese disponibili all’esecuzione dei lavori.

In realtà, però, anche a fronte dell’esaurimento dei fondi, nulla osta a che l’attività di controllo e vigilanza sulla regolarità degli interventi possa condurre (ma di certo non in tempi brevi) al recupero di somme indebitamente percepite, utilizzandole poi per il rifinanziamento – parziale- della misura.

In ogni caso, però, non resta che aspettare le mosse del Governo che dovrà valutare eventuali modifiche che potranno essere recepite  nel decreto legge “Aiuti” mediante alcuni  emendamenti. L’obiettivo prioritario sarà quello di sbloccare i cinque miliardi di crediti incagliati nella piattaforma dell’Agenzia delle entrate e dare respiro alle banche possano riaprire l’acquisto dei crediti.

Altra ipotesi ancora allo studio è quello di aumentare la capacità fiscale di assorbimento dei crediti. Su questo aspetto sono al vaglio ancora diverse ipotesi tutte ancora da valutare.

L’allarme OICE: rischio di insolvenza sui progetti già fatti

L’Associazione delle società di ingegneria e architettura, alla luce della situazione attuale delineata, lancia l’ennesimo allarme. Gabriele Scicolone, Presidente dell’Associazione, esprime una profonda preoccupazione “sui rischi che sta correndo settore per il combinato tra gli effetti della stretta bancaria sul Superbonus e la necessità di rispondere alla poderosa domanda che deriva dagli impegni sul Pnrr, tenuto conto della limitata disponibilità di tecnici da mettere al lavoro rapidamente”.

Nel merito, per Fabio Tonelli, Coordinatore del Gruppo di Lavoro OICE Superbonus, “. Di fronte ad un protrarsi della attuale posizione delle banche, se è vero che le imprese rischiano il fallimento, i professionisti e le società di ingegneria stanno molto peggio perché le progettazioni sono propedeutiche alla valutazione di congruità degli advisors delle banche. Qui si sta parlando di un elevatissimo rischio di insolvenza per alcuni miliardi di euro per il solo settore professionale, con conseguenze devastanti proprio per questi studi e professionisti che nei prossimi anni dovrebbero essere pronti per le sfide del PNRR. Una tempesta perfetta”.

I dati Enea sono disponibili qui di seguito in free download

Articolo aggiornato

Agostino Sola

Agostino Sola. Centro Studi Arkivia. Avvocato specializzato nella materia dell'edilizia e dell'urbanistica. Alla professione forense è affiancata la carriera accademica. Segue un corso di dottorato presso l'università LUISS Guido Carli di Roma, collabora le cattedre di diritto amministrativo. Autore di articoli e note a sentenza pubblicati su riviste scientifiche di prima fascia e su quotidiani di informazione giuridica.

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