Rifare gli impianti e sostituire gli infissi: cosa fare negli immobili vincolati

Immobili in condominio sottoposti a vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Superbonus solo per interventi “trainati” di efficientamento energetico con miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio

Giovedì 30 Giugno 2022


Rifare gli impianti e sostituire gli infissi: cosa fare negli immobili vincolati

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 341/2022 del 27 giugno 2022, ha chiarito che qualora – per effetto dei vincoli ai quali l’edificio è sottoposto ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio o dei regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali – non è possibile effettuare neanche uno degli interventi ” trainanti”, il Superbonus si applica, comunque, alle spese sostenute per gli interventi ” trainati” quali, ad esempio, la sostituzione degli infissi o la realizzazione del cappotto interno nelle singole unità immobiliari.

Ciò, tuttavia, a condizione che tali interventi assicurino il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio oppure, ove non possibile, in quanto l’edificio è già nella penultima classe, il conseguimento della classe energetica più alta, dimostrato dall’A.P.E. rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Il quesito posto all’Agenzia delle entrate

L’interpello era stato formulato dal proprietario di un’unità immobiliare facente parte di un condominio tutelato ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al d.lgs. n. 42 del 2004, che non permette di effettuare la posa di un cappotto sulla facciata esterna, intervento “trainante” previsto dall’art. 119 del D.L. n. 34 del 2000 per poter fruire del “Superbonus”.

Ciò detto, il proprietario ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se possa usufruire del Superbonus per gli interventi, che intende realizzare nel predetto appartamento, rientranti tra quelli “trainati” previsti dal citato art. 119, quali: il rifacimento degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e fornitura di acqua calda sanitaria (con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE n. 811/2013), alla sostituzione dei serramenti, all’installazione di impianto solare termico e fotovoltaico, nonché all’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli.

Il Superbonus tra interventi trainanti e trainati

L’Agenzia delle Entrate ricorda anzitutto che il “Superbonus 110%” spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a taluni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici (c.d. interventi “trainanti”) nonché ad ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (cd. Interventi “trainati”).

In entrambi i casi, gli interventi devono essere realizzati, tra l’altro, su:

  • parti comuni dell’edificio residenziali in “condominio” (sia trainanti ì, sia trainati);
  • singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati).

Edifici sottoposti a vincoli e Superbonus

Con specifico riguardo al quesito posto, il comma 2 dell’art. 119 del decreto “Rilancio” stabilisce che, qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o gli interventi “trainanti” di efficientamento energetico siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, il Superbonus si applica alle spese sostenute per gli interventi “trainati” di efficientamento energetico indicati nel medesimo comma 2, a condizione che tali interventi assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edifico e delle unità immobiliari oggetto di intervento oppure, ove non possibile, il conseguimento delle classe energetica più alta.

Superbonus per interventi “trainati”

In sostanza, se – per effetto dei vincoli ai quali l’edificio è sottoposto o dei regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali – non è possibile effettuare neanche uno degli interventi ” trainanti”, il Superbonus si applica, comunque, alle spese sostenute per gli interventi ” trainati” quali, ad esempio, la sostituzione degli infissi o la realizzazione del cappotto interno nelle singole unità immobiliari.

Ciò, tuttavia, a condizione che tali interventi assicurino il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio oppure, ove non possibile, in quanto l’edificio è già nella penultima classe, il conseguimento della classe energetica più alta, dimostrato dall’A.P.E. rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Edifici in condominio e miglioramento energetico

Con la precedente circolare n. 30/E del 2020, peraltro, l’Agenzia delle Entrate aveva già precisato che, qualora in un edificio in condominio, sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, siano effettuati interventi “trainati” di efficientamento energetico sulle singole unità immobiliari non funzionalmente indipendenti, la verifica del conseguimento del miglioramento di due classi energetiche va effettuata con riferimento a ciascuna unità immobiliare oggetto degli interventi “trainati” e l’asseverazione va predisposta dal tecnico abilitato utilizzando la procedura prevista per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Interventi esclusi dal Superbonus   

L’agenzia precisa infine che, per effetto del richiamo espresso ai soli interventi ” trainati”, la possibilità di accedere al Superbonus in mancanza di interventi “trainanti” nei casi sopra rappresentati è esclusa relativamente alle spese sostenute per gli interventi “trainati” di cui ai commi 5 e 6 (installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo integrati) e 8 (installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici) del medesimo articolo 119 del decreto Rilancio.

La risposta al quesito

Nel caso in esame, pertanto, il proprietario, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla norma in esame, potrà fruire del Superbonus con riferimento alle spese sostenute per gli interventi richiamati nel citato comma 2 dell’articolo 119 del decreto Rilancio, vale a dire per il rifacimento degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e fornitura di acqua calda sanitaria e la sostituzione degli infissi.

In relazione a tali spese, l’Istante potrà avvalersi delle disposizioni previste 121 del decreto Rilancio ai sensi del quale potrà optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante;
  • per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Giuseppe Donato Nuzzo

Giuseppe Donato Nuzzo è avvocato, giornalista pubblicista, attualmente funzionario pubblico, collabora con diverse testate d’informazione giuridica online. Autore di libri e pubblicazioni per case editrici di rilevanza nazionale.

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