Ecobonus, sismabonus e cessione del credito: non occorre l’imposta di registro

Condizione di efficacia della cessione è la comunicazione effettuata all’Agenzia delle Entrate da parte dell’amministratore del condominio o del condomino incaricato

L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n.84/E del 5 dicembre 2018, risponde a quesiti in materia di cessione del credito relativo a lavori condominiali che danno diritto alle detrazioni per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021 per la riqualificazione energetica, cioè dell’Ecobonus condomini e per la sicurezza antisismica, in pratica il Sismabonus condomini, previste dalla legge n. 90 del 3 agosto 2013.

Le regole per la cessione del credito

I soggetti che sostengono spese per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici o alla riduzione del rischio sismico degli edifici ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, in luogo della detrazione, possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Il cessionario può utilizzare il credito in compensazione con le imposte e contributi dallo stesso dovuti, mediante il modello F24 (da inviare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate), ripartendolo in 5 o 10 quote annuali di pari importo (a seconda se il credito è relativo, rispettivamente, al Sismabonus o all’Ecobonus), alle stesse condizioni applicabili al cedente, oppure ricederlo per una sola seconda volta, in tutto o in parte, a soggetti terzi

Sulla base dei provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate 8 giugno 2017 e 28 agosto 2017 e delle circolari n. 11/E del 18 maggio 2018 e n. 17/E del 23 luglio 2018, è previsto che il condomino possa cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Il condomino che cede il credito, se i dati della cessione non sono già indicati nella delibera condominiale, comunica all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo, oltre al proprio nome, cognome e codice fiscale.

L’amministratore del condominio, a sua volta, comunica all’Agenzia delle entrate in modalità telematica,da parte dell’amministratore del condominio o del condomino incaricato (entro il 28 febbraio di ciascun anno), l’accettazione del cessionario, la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo e l’ammontare del credito d’imposta ceduto sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente. L’amministratore consegna, inoltre, al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili indicando anche il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia delle entrate. Il mancato invio da parte dell’amministratore del condominio della predetta comunicazione all’Agenzia delle entrate rende inefficace la cessione del credito da parte del condomino.

Il credito diventa disponibile, per il cessionario, dal 10 marzo dell’anno successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e a condizione che il condòmino cedente abbia pagato la parte di spesa a lui imputabile, non rientrante nella quota ceduta sotto forma di credito d’imposta.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia chiarisce che non assume rilevanza la forma utilizzata per procedere alla cessione del credito, nel presupposto che la cessione del diritto alla detrazione, stabilita per legge in via facoltativa, rappresenta una fase di attuazione del rapporto tributario (collegata, in questo caso, alla liquidazione dell’imposta. La normativa non detta regole particolari da seguire per il perfezionamento della cessione del credito né contiene prescrizioni in ordine alla forma con la quale la cessione deve essere effettuata. Condizione di efficacia della cessione è la comunicazione effettuata all’Agenzia delle entrate da parte dell’amministratore del condominio o del condomino incaricato. In mancanza della comunicazione da parte di tali soggetti la cessione del credito è inefficace.

Nell’ipotesi in cui l’atto di cessione del credito abbia forma scritta, trova applicazione la previsione dell’art. 5 della Tabella allegata al Dpr n. 131 del 1986, riguardante gli atti per i quali non vi è l’obbligo di richiedere la registrazione. L’atto di cessione non è soggetto all’obbligo di registrazione neanche laddove lo stesso dovesse rivestire la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, in base a quanto previsto dall’art. 7 del Dpr n. 131 del 1986, secondo cui “per gli atti indicati nella tabella allegata al presente testo unico non vi è obbligo di chiedere la registrazione neanche in caso d’uso, se presentati per la registrazione, l’imposta è dovuta in misura fissa.”.

Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attivita' di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell'ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d'impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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