Internazionale, ma con discrezione

Nel mondo dei cosiddetti “design hotel” fanno scalpore le strutture progettate esasperando i linguaggi della contemporaneità. Ogni albergo divine il manifesto della nuova estetica, molto di più di quanto accade per case, negozi e altri interni. Tuttavia, molti progettisti seguono una linea più conviviale e meno stressata. Eleganza sì, gusto al passo con il tempo […]

Nel mondo dei cosiddetti “design hotel” fanno scalpore le strutture progettate esasperando i linguaggi della contemporaneità. Ogni albergo divine il manifesto della nuova estetica, molto di più di quanto accade per case, negozi e altri interni. Tuttavia, molti progettisti seguono una linea più conviviale e meno stressata. Eleganza sì, gusto al passo con il tempo anche, ma in primo piano l’intento di mettere il cliente a proprio agio.

Nella nuova filiale della catena internazionale di hotel Mandarin, a Barcellona, Patricia Urquiola, ella stessa spagnola ma da vent’anni attiva a Milano, ha compiuto delle scelte decorative coerenti con i suoi prodotti: sensualità, equilibrio e, soprattutto, quel tocco di femminilità che, immancabilmente, rende più accogliente qualunque tipo spazio.

Lobby, camere, bagni e spa sono allestiti secondo un gioco garbato di variazioni sul tema. La Urquiola crea dei sapienti accostamenti tra superficie piena e la semitrasparenza dei divisori traforati, tra le masse bianche e i materiali naturali.

Anche se ogni componente appartiene alla fascia alta ed esprime con autorevolezza uno “stile” odierno, ogni parte risulta affabile e armoniosa.

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