Normativa, iter e accreditamento di un organismo di certificazione: ecco quello che c’è da sapere

Come si verifica la conformità dei sistemi di gestione o dei prodotti o del personale? Quante tipologie di certificazioni sono previste dalla normativa? Come si segue un iter di accreditamento?

Un Organismo di certificazione (OdC) è una organizzazione legalmente costituita che certifica la conformità dei sistemi di gestione o dei prodotti o del personale a specifiche norme di riferimento.
Un Organismo di certificazione diviene un Organismo notificato nell’Unione europea quando ottiene, in generale a seguito di specifico accreditamento, l’abilitazione dell’Autorità governativa nazionale ad operare su almeno una Direttiva o Regolamento dell’Unione europea.

Il regolamento Ce n. 765/2008

Il regolamento Ce n. 765/2008 del 9 luglio 2008 “Norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti” stabilisce norme riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dell’accreditamento degli organismi di valutazione della conformità nello svolgimento di attività di valutazione della conformità, e fornisce un quadro per la vigilanza del mercato dei prodotti per garantire requisiti che offrano un grado elevato di protezione di interessi pubblici, come la salute e la sicurezza in generale, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, la protezione dei consumatori, la protezione dell’ambiente e la sicurezza pubblica.
Il Regolamento non impone una obbligatorietà dell’accreditamento per svolgere le attività di certificazione, ispezione e prova. L’accreditamento non è di per sé obbligatorio per svolgere la funzione di Organismo di certificazione e sono solo le singole disposizioni cogenti (le leggi, i decreti oppure i bandi di gara della pubblica amministrazione) che prescrivono che l’azienda, il prodotto, processo, servizio, la figura professionale siano certificati da un organismo accreditato. Prima di poter richiedere l’accreditamento in uno schema o in un settore preciso, l’organismo deve avere rilasciato un numero minimo di certificazioni che sono pertanto emesse fuori accreditamento. Nei casi di certificazioni non accreditate, il mercato e gli utilizzatori valutano il valore delle stesse sulla base dell’autorevolezza e reputazione dell’organizzazione che le ha rilasciate.

La notifica

La notifica è un atto formale di comunicazione alla Commissione europea (e agli altri Stati membri dell’Unione) da parte delle autorità dello Stato membro della Ue, cui l’organismo o il laboratorio appartengono, che consente a questi ultimi di essere riconosciuti dalle autorità degli altri Stati membri e ne permette l’inserimento nel database ufficiale Nando (New Approach Notified and Designated Organisations).

Tipologia di certificazione

1. Certificazione di Prodotto o Servizio
L’Organismo di certificazione verifica che i prodotti messi in commercio siano conformi a norme specifiche emanate per ogni singolo prodotto o servizio. Questo tipo di certificazione attesta, sulla base di verifiche ispettive ed eventuali campionamenti, che il produttore sia in grado di realizzare un bene (o un servizio) conforme a determinate caratteristiche specificate. La certificazione di prodotto riguarda anche le opere (strutture edili, impianti, edifici, strade, infrastrutture, progetti, ecc.).
I prodotti agroalimentari regolamentati come DOP, IGP, STG (vino, formaggio, salume, ecc.), e a “marchio bio” sottoposti a un piano di controllo ben preciso, sono monitorati da Organismi di certificazione designati organismi di controllo dai Regolamenti (Ce) n. 509/2006, (Ce) n. 510/2006, (Ce) n. 834/2007, (Ce) n. 491/2009.

2. Marcatura CE
La marcatura CE è un adempimento, a carico del fabbricante o dell’importatore Ue, obbligatorio per legge e attiene a requisiti di sicurezza dell’utilizzatore. La marcatura CE viene apposta dal fabbricante (o dall’importatore) del prodotto a seguito dell’esito positivo delle prove o dei controlli effettuati dall’organismo di certificazione e dal laboratorio notificato e assicura che il prodotto rispetti i minimi di sicurezza per consentirne l’uso in uno qualunque degli Stati membri della Ue senza essere sottoposto ad ulteriori controlli.

3. Personale
L’Organismo di certificazione verifica che il personale (persone fisiche) possieda le competenze (caratteristiche di istruzione, esperienza, capacità e formazione) idonee a svolgere determinate attività professionali. Tra le professioni tra cui è più diffusa la certificazione vi sono quelle di auditor, saldatore, project manager, consulente/esperto di gestione aziendale, addetti agli impianti elettrici. Al termine dell’iter, un professionista, oltre a essere “semplicemente” qualificato, sarà anche certificato.

4. Prove di laboratorio e di taratura
Oltre alle certificazioni di sistema, prodotto e personale, sono comuni le certificazioni delle prove di laboratorio (esempio analisi chimico/fisiche) oppure quelle di taratura (della strumentazione di misura o dei materiali di riferimento). L’accreditamento che sovrintende tali certificazioni considera i laboratori come organismi di certificazione, in quanto enti che rilasciano certificazioni che attestano determinate caratteristiche delle sostanze e materiali sottoposti a prova. L’ente che accredita i laboratori (sia prove che taratura) è lo stesso che accredita gli organismi di certificazione. Essendo l’accreditamento concesso con riferimento alle singole prove, un laboratorio può effettuare prove accreditate ma anche non accreditate: tali circostanze devono essere precisate nei certificati o attestati di prova.
È peraltro possibile che un laboratorio sia certificato ISO 9001 da un ente di certificazione; tale certificazione, che non deve essere confusa con l’accreditamento, non assicura la competenza del laboratorio ad effettuare le singole prove, ma solo che lo stesso è dotato di un sistema qualità conforme alla ISO 9001, eventualmente applicato alla sua attività per intero.
Laboratori di prova o di taratura possono essere sia certificati che accreditati oppure o solo certificati o solo accreditati. Ma qualora il risultato della prova o della taratura debba avere validità riconosciuta (per contratto, per norma, per legge, per regolamentazione di settore, ecc.) è solo l’accreditamento che garantisce il soddisfacimento dei requisiti previsti.

Iter di certificazione

La certificazione, per un sistema di gestione, viene emessa a seguito di un audit (di certificazione) iniziale, preceduto da un esame della documentazione predisposta dall’azienda. L’audit iniziale viene solitamente eseguito in due fasi separate, denominate stage 1 e stage 2; la verifica di stage 1 (che normalmente si focalizza sull’esame documentale) verte sull’accertare le condizioni minime per poter proseguire (e relativi tempi) con la fase 2. Lo stage 2 deve (come le valutazioni di sorveglianza) sempre essere eseguito presso il sito. L’audit di stage 1 può essere eseguito nuovamente, o meno, al rinnovo della certificazione o in caso di estensione della stessa.

Nel corso della valutazione vengono verificate le evidenze della gestione aziendale, anche tramite interviste al personale e osservazione dei processi aziendali. A seguito della valutazione, possono essere riscontrate delle non conformità (NC) fra quanto attuato dell’organizzazione e la norma di riferimento e/o dalle procedure definite dall’organizzazione, a seguito delle quali l’organizzazione attua azioni volte a risolvere la non conformità. In alcuni casi l’Organismo di certificazione può decidere di eseguire una verifica supplementare per accertare l’effettivo superamento della non conformità. Infatti, le non conformità sono solitamente classificate per gravità tra NC maggiori e NC minori. Le cosiddette osservazioni sono o proposte di miglioramento oppure piccole sbavature che non pregiudicano la conformità sostanziale di un determinato punto norma o attività.

Le certificazioni di prodotto e del personale seguono invece iter diversi da caso a caso. Se previsto dalla norma tecnica di riferimento o dal disciplinare di certificazione, per la certificazione di prodotto possono essere prelevati campioni dei prodotti da certificare per sottoporli a prove in laboratorio, scelti o meno dall’organismo di certificazione.

Dopo la certificazione, l’Organismo di certificazione pianifica degli audit periodici di sorveglianza e, nel caso della certificazione di prodotto, prelievi di prodotti (normalmente annuali) per verificare il mantenimento della conformità alla norma. Anche nel corso delle verifiche di sorveglianza (solitamente annuali) possono essere riscontrate delle non conformità che l’organizzazione deve impegnarsi a risolvere. Nella maggior parte dei casi il mantenimento della certificazione prevede un periodico rinnovo (generalmente triennale, come nel caso dei sistemi di gestione) con una ripetizione dell’audit iniziale al fine di ri-certificare l’oggetto di certificazione (audit di rinnovo o re-audit). Esistono poi gli audit straordinari (anche detti audit di follow-up) eseguiti qualora la o le non conformità rilevate (in gergo “aperte”) fossero particolarmente gravi o numerose: in questi casi occorre effettuare una valutazione aggiuntiva, successiva all’audit che ha rilevato tali anomalie, onde poter “chiudere” le non conformità.
Quando la norma di riferimento cambia di edizione allora occorre eseguire l’audit di transizione (che materialmente può essere eseguito anche durante un audit già programmato oppure essere ad hoc). L’audit di estensione è, invece, un audit il cui obiettivo è estendere la certificazione ad altri prodotti/servizi, sedi, processi/attività. Anche questo può essere ad hoc oppure coincidere con uno già programmato (rinnovo o sorveglianza).

Poiché la certificazione di una determinata organizzazione, o prodotto o persona, può essere soggetta a pressioni (ad esempio commerciali), le attività dell’Organismo di certificazione devono essere sorvegliate da un organo che rappresenti le parti interessate alla certificazione stessa, che decide, in maniera paritetica tra le parti, se l’OdC sia sufficientemente indipendente e rilasci certificazioni senza alcuna discriminazione o favoritismo indebito, tutelando così la credibilità delle certificazioni emesse. Questa ed altre caratteristiche di funzionamento degli Organismi di certificazione sono stabilite dalle norme di accreditamento sotto indicate.
Qualsiasi sia l’oggetto della certificazione, al termine dell’iter l’organismo rilascerà un certificato di conformità (che preciserà la norma rispetto alla quale si è eseguito l’audit).

Normativa tecnica di riferimento

Per garantire l’omogeneità di comportamento e per la credibilità della certificazione, gli Organismi di certificazione devono operare secondo le indicazioni di specifiche norme:
UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2011 per la certificazione dei sistemi di gestione
– Principi ispiratori

Imparzialità

L’imparzialità viene definita come “presenza reale e percepita di obiettività”; la norma pone quindi l’accento anche sulla necessità di dimostrare l’imparzialità e di chiarire gli eventuali dubbi che possono nascere su di essa. È interessante notare che la norma dichiara apertamente che il fatto che il reddito dell’organismo di certificazione proviene dai clienti che ne richiedono la certificazione costituisce una potenziale minaccia alla sua imparzialità. L’organismo di certificazione non deve avere conflitti di interesse: per esempio non deve svolgere attività di consulenza, direttamente o tramite società controllate (sarebbe controllore e controllato nello stesso tempo). Allo stesso modo deve garantire che il personale che lavora per proprio conto sia libero da conflitti di interesse. La norma pone grande attenzione al requisito dell’imparzialità, tanto che l’organismo di certificazione deve avere un comitato per la salvaguardia dell’imparzialità, costituito da rappresentanti delle diverse parti interessate alla certificazione, con ampi poteri di indirizzo sulle attività dell’organismo.

Competenza

Gli auditors e tutto il personale coinvolto nel processo di certificazione devono avere competenze sufficienti a raggiungere gli obiettivi dell’audit e a gestire correttamente il processo di certificazione. Le risorse, prevalentemente umane, dell’organismo sono oggetto di specifici requisiti di gestione e riesame all’interno del sistema qualità che l’organismo deve possedere.
In forma di addendum alla ISO/IEC 17021, le norme ISO/IEC TS 17021-2 (2012) e ISO/IEC TS 17021-3 (2013) costituiscono specifiche tecniche (TS) relative ai requisiti di competenza per le attività di audit e la certificazione dei sistemi di gestione rispettivamente ambientale e per la qualità. Altre norme della serie ISO/IEC TS 17021-x definiscono i requisiti relativi ad altri sistemi di gestione; sono già state emanate la ISO/IEC TS 17021-4 (2013) per i sistemi di gestione degli eventi sostenibili e la ISO/IEC TS 17024-5 (2014) per i sistemi di gestione degli asset.

Responsabilità

L’organismo di certificazione ha la responsabilità di raccogliere informazioni sufficienti a garantire che la decisione in merito alla concessione (o alla non concessione) della certificazione sia basata su evidenze oggettive. La norma prevede che l’organismo di certificazione gestisca queste decisioni in maniera formalizzata, all’interno di un sistema qualità dell’organismo stesso.

Trasparenza

L’organismo di certificazione deve rendere pubbliche le proprie procedure per la gestione del processo di certificazione. L’OdC deve dare pubblico accesso alle informazioni non confidenziali relative a specifici audit (per esempio quelli eseguiti a fronte di uno specifico reclamo).

Riservatezza

L’organismo di certificazione deve mantenere riservate le informazioni raccolte presso i propri clienti durante il processo di certificazione. In caso di affidamento all’esterno di alcune parti del processo di audit il requisito di riservatezza deve essere esteso a tutto il personale coinvolto. Normalmente tutto il personale che lavora per l’organismo di certificazione è tenuto un impegno di riservatezza al fine di garantire il soddisfacimento del requisito.

Risposta ai reclami

L’organismo di certificazione deve gestire i reclami presentati dai clienti (o da altre parti interessate) delle organizzazioni che ha certificato.

Processo di Certificazione

La norma prevede che la certificazione venga rilasciata in seguito ad un processo di audit, riesame, delibera e controllo delle organizzazioni certificate definito e gestito secondo requisiti minimi. Le principali attività sono:

  • audit iniziale, diviso in due fasi (stage);
  • decisione (o delibera) della certificazione da parte dell’organismo;
  • audit di sorveglianza (il primo audit di sorveglianza deve avvenire entro un anno dal termine dell’audit di stage 2, in seguito con frequenza annuale);
  • audit di rinnovo della certificazione e nuova decisione dell’organismo (entro tre anni dalla precedente decisione di concessione o di rinnovo dalla certificazione).

Esistono poi particolari tipi di audit come:
– audit di estensione della certificazione (a nuove attività, nuovi siti, ecc.) può essere un audit a sé stante o essere eseguito in concomitanza a un audit di sorveglianza o rinnovo precedentemente pianificato.
– audit senza preavviso (traduzione dall’inglese short notice audit) normalmente eseguito a seguito di reclami nei confronti dell’organizzazione certificata.
In caso il sistema di gestione dell’organizzazione non dimostri di mantenere la propria conformità, l’organismo di certificazione deve procedere con sospensione o revoca della certificazione.
L’organismo di certificazione deve avere, e rendere accessibili al pubblico, procedure per ricorsi e gestione dei reclami.

Gestione dell’organismo di certificazione

La norma indica requisiti del sistema di gestione dell’organismo di certificazione, che deve operare secondo i principi della qualità, formalizzando il sistema in modo conforme a ISO 9001 o in maniera sostanzialmente simile.

UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012 per la certificazione di prodotto

La norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012 contiene requisiti per la competenza, il funzionamento coerente e l’imparzialità degli organismi di certificazione di prodotti, processi e servizi. Sostituisce la precedente norma UNI CEI EN 45011:1999 “Requisiti generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di certificazione di prodotti”, introducendo i principi per gli organismi di certificazione di prodotto e per le loro attività e una revisione dei termini e delle definizioni.
La norma specifica con dettaglio responsabilità e obblighi a carico del cliente, che si deve impegnare formalmente a mantenere nel tempo la conformità dei propri prodotti ai requisiti di certificazione, a permettere il corretto svolgimento delle attività di verifica dell’OdC, ad analizzare attentamente i reclami, a comunicare ogni cambiamento che possa influenzare la certificazione del prodotto, ecc.
Un altro aspetto importante è quello che riguarda la sospensione della certificazione di prodotto. Data la complessità della situazione e delle ricadute sui prodotti, la norma dispone che l’OdC individui una o più persone – competente/i in relazione ad ogni aspetto (conseguenza) della sospensione della certificazione – per comunicare al cliente le azioni necessarie per revocare la sospensione ed ogni altra azione richiesta dallo schema di certificazione.

UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004 per la certificazione del personale

La certificazione ISO/IEC 17024 ha come obiettivo quello di validare l’intero processo della formazione. Rispetto alla norma precedente EN 45013:1990, entra più nello specifico per quanto riguarda il concetto di competenza, definendola in termini di conoscenze, abilità e caratteristiche personali. Enfatizza, inoltre, l’esame delle competenze, ed è applicabile per la certificazione di qualsiasi figura professionale. L’introduzione della norma fornisce la definizione di competenza: “dimostrata capacità di applicare conoscenze e/o abilità e, ove rilevante, dimostrate caratteristiche personali”.
Il processo di certificazione di una professione, in base alla norma, è articolato in tre fasi:
– Domanda di certificazione ed esame documentale, nella quale, in base alla domanda presentata dal professionista, viene effettuata la verifica dei prerequisiti in relazione alla norma di riferimento, ovvero si analizzano il Curriculum della persona e tutte le evidenze del corretto possesso dei requisiti per poter accedere all’esame effettivo.
– Iscrizione alla sessione di esame, nella quale il professionista candidato svolge l’esame in base a quanto previsto dalla propria norma di riferimento. L’esame consiste in una o più prove articolate secondo varie combinazioni individuate tra le seguenti:
– Prova scritta (test a risposte multiple)
– Prova orale
– Prova pratica
– Project work
– Osservazione

Affiancamento durante l’operatività professionale

Delibera, nella quale il fascicolo del professionista passa al vaglio del comitato di delibera, che, dopo aver verificato che il processo sia avvenuto in conformità alla norma e allo schema di certificazione, emette la certificazione. In base alla norma di riferimento ed allo schema di certificazione, il certificato ha termini di durata, di mantenimento e/o rinnovo variabili.
In Italia, la legge n. 4 del 14 gennaio 2013 introduce la certificazione come strumento di forza e di riconoscimento sul mercato. Si possono certificare tutti quei professionisti la cui attività ha una norma di riferimento.

ISO/IEC 17025:2018 per la competenza dei laboratori di prova e di taratura

La norma, nella sua versione revisionata nel 2018, adotta una struttura allineata a quella delle altre norme della serie ISO/IEC 17000 richiedendo, in accordo alle regole definite dal comitato ISO/CASCO nei cosiddetti “Common Elements in ISO CASCO Standards”, l’applicazione dettagliata del concetto di imparzialità, riservatezza, reclami e ricorsi, compreso l’inserimento, nel capitolo 8 della norma, delle opzioni A e B per “l’utilizzo” di sistemi di gestione.

La norma inserisce specifici requisiti a favore di una maggiore attenzione alle comunicazioni dovute ai clienti, in particolare in merito alle informazioni da rendere disponibili circa le regole decisionali che permettono al laboratorio di formulare dichiarazioni di conformità a specifici requisiti; esprime con maggior chiarezza alcuni requisiti tecnici, ad esempio fornisce maggiori dettagli in merito alla tipologia di registrazioni richieste per il campionamento oltre che per la gestione delle tecnologie d’informazione; enfatizza la visione per processi delle attività del laboratorio promuovendo l’applicazione del concetto di valutazione dei rischi e delle opportunità secondo il cosiddetto “approccio basato sul rischio”.

I requisiti gestionali prescrivono il riesame periodico degli obiettivi del sistema di gestione e l’impegno evidente nel miglioramento continuo del sistema di gestione. Il personale addetto deve possedere la preparazione necessaria all’attività svolta e all’utilizzo di una data apparecchiatura, inoltre deve impegnarsi all’aggiornamento continuo (qualifica). Il personale deve anche essere imparziale e non soggetto a pressioni da parte terzi. Il Manuale della Qualità emesso deve specificare competenze e responsabilità, oltre a procedure gestionali e istruzioni operative. L’acquisto, ricezione e immagazzinamento di materiale di consumo e reagenti è soggetto a specifiche procedure; particolare attenzione deve essere posta alla conservazione, tracciatura interna e riferibilità dei materiali di riferimento. I laboratori devono fare in modo di ottenere informazioni di ritorno dal proprio cliente nell’ottica del miglioramento del servizio offerto. Il laboratorio deve impegnarsi nel miglioramento continuo tramite l’ausilio di audit e dell’analisi dei dati, ai quali eventualmente possono fare seguito azioni correttive o preventive. Gli audit interni devono essere condotti in conformità alla ISO 19011.

I requisiti tecnici richiedono che l’area di lavoro sia idonea a ospitare le apparecchiature utilizzate e allo svolgimento delle attività. Devono essere tenute sotto controllo le condizioni ambientali (temperatura, umidità ed eventualmente altre) che possono influenzare l’esito dell’attività stessa. Il metodo analitico utilizzato deve essere validato e deve essere nota l’incertezza associata alla misura, assicurando in questo modo che i requisiti richiesti per l’utilizzazione del metodo siano soddisfatti. Le apparecchiature utilizzate devono essere conformi alle specifiche richieste dalla prova in oggetto e sottoposte a un programma di taratura periodica. Ogni elemento delle apparecchiature e il relativo software deve essere identificato univocamente, inoltre devono essere conservate le relative registrazioni (uso, tarature, manutenzioni, non conformità, ecc.). Devono essere definite le procedure di campionamento, così come il trasporto, ricezione e conservazione dei campioni. Il risultato delle analisi o della taratura effettuata dal laboratorio viene presentato rispettivamente su “Rapporti di prova” o “Certificati di taratura”.

Accreditamento

L’accreditamento è l’attestazione, da parte dell’unico organismo che in uno Stato membro Ue è stato autorizzato da tale Stato a svolgere attività di accreditamento, che certifica che un determinato organismo di valutazione della conformità soddisfa i criteri stabiliti da norme armonizzate e, ove appropriato, ogni altro requisito supplementare, compresi quelli definiti nei rilevanti programmi settoriali, per svolgere una specifica attività di valutazione della conformità.
L’accreditamento fa parte di un sistema globale, che comprende la valutazione della conformità e la vigilanza del mercato, concepito al fine di valutare e garantire conformità alle norme applicabili. Il valore particolare dell’accreditamento sta nel fatto che esso fornisce un’attestazione dotata di autorità della competenza tecnica degli organismi cui spetta assicurare conformità alle norme applicabili. lo scopo dell’accreditamento è attestare in modo autorevole la competenza di un organismo ad eseguire attività di valutazione della conformità.

L’organismo nazionale di accreditamento opera senza scopo di lucro e non offre o fornisce attività o servizi forniti dagli organismi di valutazione della conformità, non fornisce servizi di consulenza né possiede azioni o ha un interesse finanziario o gestionale in un organismo di valutazione di conformità.
Quando accerta che operano in conformità alle norme di riferimento, l’organismo di accreditamento accredita l’Organismo di certificazione, sorvegliandone il comportamento nel tempo. L’accreditamento per la certificazione dell’etica sociale (SA 8000) è concesso, a livello internazionale, da Saas (Social Accountability Accreditaton Services), organismo indipendente collegato a Sai che è invece proprietario della norma SA 8000.

L’Organismo di certificazione non è accreditato a rilasciare certificati di conformità genericamente ma specificatamente, cioè solo rispetto a singole norme (o schemi di certificazione – cioè protocolli specifici che definiscono nel dettaglio le regole della certificazione) e, contemporaneamente, solo in determinati settori o sotto–settori (secondo la classificazione Iaf).
Come tra organizzazioni/persone certificate e organismi di certificazione esiste un contratto, così anche tra organismi di certificazione/laboratori accreditati ed ente di accreditamento esiste un accordo contrattuale rispetto al quale i soggetti accreditati pagano l’ente di accreditamento che rilascia un certificato di accreditamento ovvero di conformità rispetto alla norma e/o regolamento di accreditamento in oggetto. Tra i diversi Organismi di certificazione e i diversi enti di accreditamento esistono accordi di mutuo riconoscimento, per assicurare riconoscibilità e validità delle certificazioni rilasciate, in genere in paesi diversi, tramite diversi accreditamenti.

Il Decreto interministeriale del 22 dicembre 2009 (G.U. n. 19 25 gennaio 2010) ha dato attuazione in Italia alla parte del Regolamento Ce n. 765/2008 che impone agli Stati membri di individuare un unico organismo nazionale di accreditamento, L’ente di accreditamento italiano è Accredia.

Associazioni di Organismi di certificazione

Associazioni italiane
Le principali associazioni di Organismi di certificazione e di organismi di valutazione della conformità presenti in Italia sono:
ALPI – Associazione Laboratori di Prova e Organismi di Certificazione Indipendenti;
AIOICI – Associazione Italiana Organismi Indipendenti Certificazione e Ispezione;
Federazione CISQ – Federazione Certificazione Italiana Sistemi Qualità;
CONFORMA – Associazione Organismi Certificazione Ispezione Prove Tarature;
UNOA – Unione Nazionale Organismi Accreditati.

Associazioni internazionali
CEOC International – International Confederation of Inspection and Certification Organisations;
IIOC – Independent International Organisation for Certification;
IQNet – The International Certification Network.

Schema di accreditamento

Normativa, iter e accreditamento di un organismo di certificazione: ecco quello che c'è da sapere

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