Roma: parte la riclassificazione degli immobili del centro

L’Assemblea di Roma Capitale ha approvato, su proposta dell’Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Maurizio Leo, la delibera che autorizza la riclassificazione degli immobili di maggior pregio caratterizzati da rendite catastali. L’operazione riguarderà 17 delle 283 ”micro-zone” in cui e’ stato suddiviso il patrimonio immobiliare cittadino e sara’ curata dall’Agenzia del Territorio a partire […]

L’Assemblea di Roma Capitale ha approvato, su proposta dell’Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Maurizio Leo, la delibera che autorizza la riclassificazione degli immobili di maggior pregio caratterizzati da rendite catastali. L’operazione riguarderà 17 delle 283 ”micro-zone” in cui e’ stato suddiviso il patrimonio immobiliare cittadino e sara’ curata dall’Agenzia del Territorio a partire dal 2011.

Da una prima analisi risulta infatti che, in alcune aree della Capitale, a un valore medio di mercato di 5.500 euro a metro quadro spesso corrisponde un valore catastale di 879 euro a parità di superficie. Appartamenti di lusso che visti dal catasto sembrano case popolari, alcuni addirittura privi di bagno o riscaldamento. ”Il risultato atteso da quest’operazione – spiega l’assessore Maurizio Leo – e’ un riequilibrio generale del sistema di classificazione degli immobili ed una maggiore equita’ sociale nella ripartizione del carico contributivo”.

Non si trattera’ di un intervento “a pioggia” ma di una rivalutazione mirata a riallineare quei parametri che sono ormai obsoleti e a realizzare un sostanziale equilibrio tra la redditivita’ dell’immobile e il prelievo fiscale. “L’allargamento della base imponibile – conclude Leo – produrra’ un effetto positivo anche sui conti di Roma Capitale liberando risorse che potranno essere destinate anche al miglioramento dei servizi resi alla cittadinanza”.

Gabriella Alemanno, direttrice dell’Agenzia del Territorio, ricorda che lo stesso lavoro, a Milano, ha portato ad un aumento della base imponibile di 44 milioni di euro. Via dunque a sopralluoghi, operazioni a tavolo, elaborazioni, dati e notifiche per rimpinguare le casse statali.

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