I centri storici valgono 947 miliardi di euro

Oltre al valore storico, artistico e architettonico, i centri storici costituiscono una notevole fonte di ricchezza economica, che si è rivalutata moltissimo ed è uscita indenne dalla crisi. Negli ultimi dieci anni i valori delle abitazioni storiche nelle grandi città risultano raddoppiati: è quanto emerge da uno studio del Censis presentato a Bergamo, in occasione […]

Oltre al valore storico, artistico e architettonico, i centri storici costituiscono una notevole fonte di ricchezza economica, che si è rivalutata moltissimo ed è uscita indenne dalla crisi. Negli ultimi dieci anni i valori delle abitazioni storiche nelle grandi città risultano raddoppiati: è quanto emerge da uno studio del Censis presentato a Bergamo, in occasione delle celebrazioni per i cinquant’anni dell’Ancsa (Associazione nazionale centri storici artistici).

Il valore complessivo delle abitazioni storiche – calcolato per città capoluogo e comuni minori, riferito al solo patrimonio residenziale costruito prima del 1919 e depurato dallo stock degradato – è pari a 947,4 miliardi di euro. Di questi, il 37% è rappresentato dai centri storici del Nord-ovest, dove è localizzato il 34% dei metri quadri “antichi” e dove pesano gli elevati valori immobiliari di Milano e di centri medi di elevatissimo pregio.

Il Nord-est rappresenta il 18,8% del valore economico complessivo, a fronte del 20,1% del patrimonio. La quota del Centro Italia in termini di valore economico è pari al 24,6% sul totale nazionale – e qui pesa il grande centro storico di Roma -, mentre se si considerano le dimensioni del patrimonio la quota è del 21,8%. Infine, nel Mezzogiorno è presente il 24,1% delle abitazioni costruite prima del 1919, ma si totalizza una quota del 19,6% in termini economici.

“Se alle abitazioni si aggiungono anche gli edifici destinati a uffici, alberghi, pubblici esercizi e negozi – ha commentato Giuseppe Roma, direttore del Censis – il valore commerciale dei nostri centri storici potrebbe sfiorare un ammontare fra 1,5 e 2 volte il Pil, esclusi naturalmente monumenti, palazzi d’uso pubblico e beni artistici, che sono una ricchezza che non ha senso monetizzare”.

Il Censis ha anche stimato l’andamento dei prezzi di vendita nell’ultimo decennio per le grandi città e un selezionato campione di 20 centri urbani intermedi. Ne risulta che nel 2009 i prezzi medi nelle aree storiche hanno raggiunto quotazioni massime a Roma (7.400 euro/mq), Venezia (7.100 euro/mq) e Milano (6.500 euro/mq). Gli aumenti rispetto al 1999, al netto dell’inflazione, sono stati del 76,8% a Roma, del 58,8% a Venezia e del 46,9% a Milano. Tuttavia, quello di Firenze è il centro storico che nell’ultimo decennio si è rivalutato di più, con un +83% in termini reali.

L’elaborazione del Censis considera poi 20 fra i centri storici delle città intermedie: i valori più elevati si registrano a Bolzano (4.650 euro/mq) e Bergamo (4.100 euro/mq.), seguite da Siena, Brescia, Vicenza, Padova e Treviso. I maggiori rimbalzi in termini reali fra il 1999 e il 2009 si sono registrati a Ferrara (+67,6%), Bolzano (+58,3%), Salerno (+54,1%) e Bergamo (+51%).

di O.O.

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