Sisma Centro Italia: 227 scuole da ricostruire

Gara unica di appalto e accordo quadro tra il commissario Legnini, l'Anac, il ministero dell'Istruzione, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande e Invitalia, che sarà centrale di committenza

Lunedì 20 Giugno 2022


Sisma Centro Italia: 227 scuole da ricostruire

Un investimento di quasi 900 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di 227 scuole da ricostruire. Si tratta di interventi di ricostruzione e riparazione delle scuole danneggiate dal terremoto in Centro Italia nel 2016.
Per questo intervento è stata varata la gara unica d’appalto. attivata nell’ambito dell’Accordo Quadro per le scuole, a sua volta parte integrante del Programma straordinario per la riparazione e l’adeguamento sismico di tutti i 450 istituti scolastici di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria resi inagibili dal sisma, e che vale nel complesso 1,3 miliardi di euro. Un accordo che mette insieme firme e intendimenti comuni del Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini,  del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, del Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, del Presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, e di Giovanni Portaluri, responsabile dell’Area competitività e territori di Invitalia.

Scuole da ricostruire: la gestione ad Invitalia

Invitalia, in qualità di Centrale di Committenzacurerà l’iter di gara per la conclusione degli Accordi Quadro per consentire ai soggetti attuatori l’approvvigionamento immediato dei lavori, dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi tecnici strumentali alla completa attuazione agli interventi di ricostruzione scolastica.
L’intervento di Invitalia è realizzato nell’ambito della Misura Azioni di Sistema (Delibera CIPE n. 77/2017) promossa dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“La gara unica d’appalto per la progettazione ed i lavori su 227 scuole nelle quattro Regioni colpite dal sisma – sottolinea il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini – è un’operazione inedita ed innovativa, che si avvale delle deroghe possibili, e che punta ad una ricostruzione più rapida delle scuole. Si tratta di una scelta strategica per i territori colpiti dal terremoto, arricchita dalla decisione di porre criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e sicurezza sismica alla base della selezione degli operatori economici candidati ad eseguire i lavori. Mi auguro che le migliori professionalità e imprese italiane vogliano partecipare ad una gara che punta alla massima qualità, architettonica e ambientale, delle nuove scuole. Ringrazio tutti gli attori istituzionali che hanno contribuito a costruire questa importante operazione, che completa gli sforzi fatti fin qui in questo campo”.

I bandi per le scuole da ricostruire: il ruolo di Anac

I bandi riguardano nel complesso 227 interventi sulle scuole: tutti i 189 nuovi interventi emersi a seguito di un censimento capillare condotto nel 2021, che sono stati finanziati dall’Ordinanza 31 di fine 2021, e una parte di quelli già previsti dalle vecchie Ordinanze, una quarantina, quasi tutti allo stato iniziale, i cui soggetti attuatori hanno optato per la nuova procedura.

“La novità è che la ricostruzione non si ferma, mentre Anac effettua i controlli” ha ricordato a margine della firma delle intese per la ricostruzione delle scuole nei territorio colpiti dal sisma, il presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busia. “Lo strumento della vigilanza collaborativa di Anac si sta dimostrando strategico, non solo per le aree del terremoto. In tempi inferiori ai dieci giorni, vengono verificate gare e procedure e indicati eventuali miglioramenti, senza impattare minimamente sulla durata dei lavori. Anzi, si riducono i contenziosi. E quindi si anticipa la consegna dell’opera”.

“La nostra richiesta di maggiore trasparenza, favorendo una maggiore apertura al mercato, è stata accolta. Così l’amministrazione spende meno e ottiene più qualità – ha aggiunto Busia -.“Inoltre abbiamo chiesto la suddivisione dei lavori in lotti così da favorire le piccole e medie imprese. Dobbiamo avere la consapevolezza che i rischi di infiltrazioni criminose e corruttive ci sono, dati gli ingenti fondi per la ricostruzione. La tentazione di fare in fretta ad ogni costo, evitando i controlli, va assolutamente evitata. Il modello di Anac è che la ricostruzione si può fare bene, se c’è vigilanza collaborativa. Un esempio anche per tutti gli appalti del Pnrr”.

I bandi, articolati per lotti geografici su base regionale, sono due. Il primo riguarda gli interventi su 179 edifici scolastici non vincolati, per un importo totale di 686 milioni di euro: 44 in Abruzzo (161 milioni di euro), 28 nel Lazio (83 milioni), 67 nelle Marche (235 milioni) e 41 in Umbria (206 milioni). Il secondo bando riguarda gli interventi sugli edifici vincolati, che sono 47, per un importo complessivo a gara di 213 milioni di euro: 4 in Abruzzo (40 milioni di euro), 3 in Lazio (10 milioni), 23 nelle Marche (84 milioni) e 17 in Umbria (79 milioni).

Ricostruzione post sisma e scuola: cosa è stato fatto e le prospettive dell’Accordo Quadro

Le scuole ricostruite finora sono 24, altri 22 cantieri importanti sono all’opera, e con l’accelerazione degli ultimi due anni, ci sono oggi altri 130 interventi in fase di avanzata progettazione. Non tutti i soggetti attuatori, tuttavia, specialmente i piccoli comuni, possiedono la capacità di gestire gare a volte molto complesse con la dovuta celerità. L’Accordo quadro mette a loro disposizione un elenco di professionisti ed imprese che si sono già qualificate per i lavori attraverso il bando, e che possono essere immediatamente incaricate con un semplice Ordine di Attivazione.

Il Programma e l’Accordo Quadro sono frutto di un lungo lavoro svolto con le Regioni, i loro Uffici Speciali per la Ricostruzione, il Dipartimento Casa Italia, che definirà le Linee Guida per la realizzazione delle nuove scuole, con l’Anac, con Invitalia, la Sose che ha curato il censimento degli interventi da realizzare, e con il GSE. Tutti gli edifici che ospiteranno le nuove saranno a zero impatto ambientale, quasi autosufficienti dal punto di vista energetico, e con il massimo grado di sicurezza sismica.

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