Dalla Filiera delle costruzioni appello alla politica per evitare il default

Urgono interventi immediati: lo sblocco della cessione del credito ed un incontro con i leader politici per soluzioni condivise

Lunedì 4 Luglio 2022


Dalla Filiera delle costruzioni appello alla politica per evitare il default

Tutto, o meglio molto, si gioca oggi, con l’arrivo dell’emendamento del Decreto Aiuti alla Camera che punta a sbloccare la cessione del credito per il Superbonus. Ma la Filiera delle costruzioni necessita di una vera condivisione d’azioni, per evitare il default.

Provvedere allo sblocco della cessione del credito ed un incontro immediato con il mondo della politica per evitare che la situazione, già compromessa, dell’edilizia possa degenerare. E’ questo il grido d’allarme lanciato dalla Filiera delle costruzioni.

In una riunione che ha coinvolto tutte le sigle aderenti, ecco emergere il rischio reale di default per l’intero settore, determinato proprio dal blocco della cessione dei crediti derivanti dai bonus edilizi. Ricordiamo che le associazioni della Filiera sono le seguenti: Ance, Rete Professioni Tecniche (RPT), Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI Produzione e Servizi di lavoro, Legacoop, GeneralSoa, UnionSoa, USI UnionSoaItaliane. E ancora: Confartigianato Imprese, ANAEPA Confartigianato Edilizia, Confindustria. Della Filiera fanno parte anche CNA Costruzioni, Conforma, Fondazione Inarcassa, Confapi Aniem, ISI Ingegneria Sismica Italiana, Federcostruzioni, Casartigiani, CLAAI, Anaci, Oice.

La Filiera: a rischio la sopravvivenza del settore

Urgono interventi immediati per evitare il fallimento degli operatori, con conseguenti danni economici e sociali a condomini e famiglie. Un trend negativo “denunciato da tempo”, si legge in un comunicato congiunto pubblicato dalle associazioni aderenti alla Filiera delle costruzioni. La causa? Le continue modifiche legislative “che mirano, nemmeno troppo velatamente, a ridurre il ricorso ai benefici fiscali”.

E’ sotto l’evidenza di tutti che il blocco della cessione del credito sta “mettendo in serio rischio la sopravvivenza di imprese e professionisti”. Il circolo vizioso sembra inarrestabile. Le imprese, per rispettare gli impegni contrattuali già presi con i committenti, “continuano ad accumulare crediti fiscali”. Crediti che “restano in attesa di essere ceduti con un conseguente grave problema di liquidità”.

I crediti non accettati

I numeri avallano una situazione paradossale e allo stesso tempo davvero critica. Il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Maria Cecilia Guerra, nel corso di un’interrogazione parlamentare di qualche settimana fa, ha rivelato che sulla piattaforma cessione dell’Agenzia delle Entrate risultavano circa 5,4 miliardi di euro di crediti non ancora accettati. Di questi, circa 3,7 miliardi sono relativi al Superbonus 110% e circa 1,5 derivano dagli altri bonus edilizi. Numeri, peraltro, che secondo la Filiera sono del tutto sottostimati. Insomma, la situazione è ormai definita “drammatica”. Per questo la Filiera ha deciso di lanciare un appello a tutte le forze politiche. E’ necessario che in sede parlamentare siano “trovate soluzioni straordinarie e immediate”. Uno stop che contraddice, peraltro, precedenti decisioni politiche che “lasciano cittadini e operatori economici nella totale incertezza”.

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Incontro con la politica

La Filiera, dunque, chiede un incontro con i leader politici. L’obiettivo è discutere “le azioni da intraprendere anche sulla base di una serie di proposte condivise da tutti gli aderenti”. D’altronde, in una recente intervista al nostro sito, la neo Presidente di Ance, Federica Brancaccio, ha ribadito: “Il blocco dell’acquisto dei crediti rischia di scatenare la tempesta perfetta. A oggi, infatti, migliaia di aziende si trovano con i contratti in corso e i crediti fiscali non monetizzati. Come se non bastasse c’è il forte rischio di contenziosi con i condomini, perché i lavori iniziati rischiano di fermarsi. Una situazione nella quale a patire il danno maggiore saranno le famiglie con meno risorse. Si rischia così un effetto boomerang per una misura che ha contribuito alla crescita del Pil ed è stata concepita per riqualificare gli edifici”.

Roberto Di Sanzo

47 anni, è un giornalista free lance da oltre vent'anni attivo su tematiche legate al mondo dei professionisti ed in particolare degli ingegneri. Ha scritto di materie economiche per numerosi quotidiani, è anche consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia ed è stato responsabile degli uffici stampa di diversi enti regionali.

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