Il Risk Manager ambientale: un asset imprescindibile per un’azienda moderna

Perché le aziende traggono vantaggio dalla predisposizione di un sistema di gestione dei rischi ambientali

L’impatto economico di scelte aziendali non improntate alla gestione del rischio ambientale
Il Risk manager: chi è
Il Risk manager ambientale: la mission
Competenze e multidisciplinarietà
Risultati attesi

L’impatto economico di scelte aziendali non improntate alla gestione del rischio ambientale

Le conseguenze della mancata predisposizione di strumenti volti a prevenire il verificarsi di problematiche ambientali sono molteplici: i danni causati da una politica non attenta agli aspetti di risk management ambientale, non riguardano, infatti, soltanto l’ambiente, ma anche gli aspetti sociali, penali ed economici.
Nonostante questo quadro consigliasse implicitamente le imprese a dotarsi di un sistema di gestione dei rischi ambientali, in passato nella stragrande maggioranza dei casi le aziende non si sono mai dotate di un serio sistema di environmental risk management, preferendo accollarsi gli eventuali oneri ambientali a valle della commissione di reati nel settore, o del verificarsi di dannosi eventi calamitosi (environment crisis management).
Ma in seguito all’evoluzione della normativa comunitaria (che ha dato un peso rilevante al concetto “chi inquina paga”), alla maggiore consapevolezza dei cittadini dell’importanza di politiche (anche) ambientalmente sostenibili, alle scelte legislative che hanno introdotto nel nostro ordinamento i reati ambientali, e alla presa in considerazione degli impatti economici cui l’impresa può sottostare in assenza di una corretta gestione dei rischi ambientali, le imprese si sono trovate a dover rivedere i loro modelli di business, orientandoli verso la prevenzione, presupposto imprescindibile per progettare le sostenibilità.

Il Risk manager: chi è

In generale, il Risk Manager è quel soggetto incaricato di individuare ed analizzare i potenziali rischi in cui può incorrere l’azienda (derivanti dalla tipologia di attività svolta o insiti nei rapporti contrattuali con parti terze), con lo scopo di per limitare l’esposizione dell’azienda stessa.
I compiti principali, dunque, consistono nella:
– valutazione dei rischi, con contestuale assegnazione di un ordine di priorità nella loro gestione (in base alla frequenza ipotetica di accadimento, alla loro gravità in termini economici, giuridici, gestionali);
– individuazione delle migliori politiche da sostenere per ottimizzare la loro gestione, in linea con le disponibilità e le capacità finanziarie dell’azienda;
– definizione delle misure volte alla prevenzione o all’eliminazione degli stessi;
– definire le coperture assicurative ritenute necessarie per i rischi che non possono essere assunti in proprio dell’azienda come forma di “autoassicurazione”;
– coordinare il proprio team di lavoro, responsabilizzare il personale e contribuire alla creazione di una vera e propria cultura del rischio all’interno dell’organizzazione.

Il Risk manager ambientale: la mission

Più in particolare, il Risk Manager ambientale – la cui mission consiste nel supportare le imprese nella gestione dei rischi ai fini della prevenzione degli impatti ambientali e della compliance normativa – ha il delicato compito di:
– valutare il rischio ambientale, con un approccio generale (e non settoriale) e la contestualizzazione dell’attività dell’impresa (individuazione, mappatura, misurazione quantitativa e qualitativa dei rischi ambientali) e l’analisi degli impatti, potenziali o reali, sulle performance tecniche, economiche, finanziarie ed organizzative;
– gestire il rischio ambientale, attraverso:
o il supporto per il top management aziendale dal punto di vista strategico, metodologico ed organizzativo nella valutazione e nella gestione dei rischi ambientali;
o la capacità di osservare la propagazione del rischio attraverso più funzioni aziendali;
o le indicazioni di soluzioni tecniche, organizzative e gestionali in grado di contenere il rischio ambientale;
o il trasferimento dei rischi ambientali attraverso la scelta, la valutazione, l’utilizzo di strumenti assicurativi;
o la riduzione dei rischi penali per il top management (D.Lgs. n. 231/2001);
o la gestione della compliance normativa;
– gestire le situazioni di emergenza, che dovessero presentarsi nonostante la presenza di un sistema di gestione ambientale;
– monitorare nel tempo la loro evoluzione e lo stesso programma di risk management messo in atto.

Competenze e multidisciplinarietà

La figura del Risk Manager ambientale non richiede una specifica formazione pregressa: le competenze possono essere acquisite tramite differenti percorsi formativi universitari o post lauream, o attraverso l’esperienza personale acquisita sul campo, all’interno del contesto aziendale.
Gli aspetti da tenere in considerazione – infatti – sono molteplici, di ordine:
– tecnico (tipologia degli inquinanti e loro impatti sui diversi comparti, comportamento degli stessi nell’ambiente);
– tecnico/impiantistico (caratteristiche degli impianti in termini di componenti, caratteristiche delle emissioni, utilizzo degli impianti);
– economico;
– assicurativo;
– giuridico/normativo. Le competenze giuridico-amministrative, in particolare, rivestono un ruolo fondamentale, alla luce delle continue modifiche e sovrapposizioni, che hanno creato un quadro normativo intricato, nel quale è difficilissimo muoversi senza sbagliare (e soprattutto senza l’ausilio costante dell’environment risk manager).
Per questi motivi il risk manager ambientale deve:
– saper porre le condizioni per ottenere il miglioramento continuo delle prestazioni;
– dialogare con i manager di funzione affinché venga garantita l’attuazione delle raccomandazioni per il miglioramento del livello di rischio;
– assicurare che nuovi rischi e circostanze vengano individuate e correttamente segnalate;
– conoscere bene i processi aziendali e l’organizzazione del lavoro;
– avere capacità relazionali e di dialogo.
A supporto della creazione della figura del Risk Manager ambientale esistono oggi prodotti formativi indirizzati alle imprese che vogliono avviare un percorso di Risk Management o ai professionisti che hanno deciso di acquisire un nuovo ruolo.

Risultati attesi

Ridurre al minimo della probabilità di generare danni all’ambiente
Evitare le sanzioni previste dalla legge e il danno all’immagine
Migliorare la qualità e l’efficacia delle azioni
Trasferire il rischio ambientale
Vantaggi economici

Andrea Quaranta

Environmental risk and crisis manager, giurista ambientale e docente nei settori del diritto dell’ambiente e dell’energia. Collabora con le riviste Ambiente&Sviluppo, Il Quotidiano Ipsoa, Ambiente&Sicurezza sul lavoro. Autore di La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili (2012) e I nuovi incentivi economici e fiscali per le rinnovabili (2013), ha curato per Ipsoa lo speciale Responsabilità ambientale & Assicurazioni (2014). Fa parte dell’Associazione Giuristi Ambientali.

Archivio Articoli

Ti è piaciuto questo contenuto?

Con la newsletter Teknoring resti sempre aggiornato.

In più, uno sconto del 20% su libri ed e-book e l’accesso ai vantaggi riservati agli iscritti.

ISCRIVITI