Il Project Manager Ambientale: una nuova professione multidisciplinare

Guida rapida ad una delle professioni non regolamentate più promettenti

Le professioni non regolamentate
Il project management
Il ruolo del project manager
I compiti e le competenze interdisciplinari del project manager
Il project manager ambientale
La norma UNI 11648/2016
Come diventare project manager
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Le professioni non regolamentate
Il Project Manager Ambientale: una nuova professione multidisciplinare

Con la legge n. 4/2013 il legislatore ha dettato la disciplina delle professioni non organizzate in ordini o collegi:
– stabilendo che l’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista;
– disciplinando le associazioni professionali e le forme aggregative delle associazioni, la pubblicità, i contenuti degli elementi informativi;
– promuovendo l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano tali professioni.
Fra tali professioni, quella che negli ultimi anni ha visto accrescere notevolmente la propria popolarità è quella del project manager.

Il project management
Il Project Manager Ambientale: una nuova professione multidisciplinare

Secondo la PMBOK Guide (la guida “Project Management Body of Knowledge”), il project management è “l’applicazione di conoscenze, attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un progetto al fine di conseguirne gli obiettivi”.
Gli obiettivi principali del project management consistono nel:
– raggiungere gli obiettivi del progetto restando all’interno del perimetro costituito dai classici vincoli determinati dal contesto del committente, solitamente il costo, il tempo e lo scopo (nel senso anche della qualità);
– ottimizzare l’allocazione delle risorse e integrare gli input necessari a raggiungere gli obiettivi definiti.
Queste sfide infine devono essere portate avanti risolvendo i problemi e mitigando i rischi che ciascun progetto, in misura diversa, troverà comunque lungo la sua strada.

Il ruolo del project manager

Il Project manager – o “manager di progetto” – è la figura responsabile della conduzione operativa di un progetto, dalla fase della pianificazione a quella della chiusura, passando per quella esecutiva e quella di controllo.
Quella del project manager non è un’attività di mera “supervisione tecnica”, ma soprattutto gestionale, in grado di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di progetto nel rispetto dei parametri economici (rispetto dei costi), temporali e qualitativi concordati con il cliente.
Il project manager, dunque, deve essere in grado di interpretare i obiettivi reali del progetto dal suo inizio sino alla fine, assicurandosi che la visione del committente venga realizzata secondo le sue aspettative.

I compiti e le competenze interdisciplinari del project manager

Il Project Manager svolge diverse mansioni interdisciplinari, dovendo avere ottime conoscenze in campo tecnico, organizzativo ed economico-finanziario.
Quelle di seguito elencate rappresentano le principali attività svolte dal project manager:
• creazione, gestione e coordinamento del team di progetto, l’insieme dei collaboratori che lavorano sul progetto, assegnando a ciascuno compiti e responsabilità;
• gestione di tutti i rapporti (compresa la contrattualistica) con i collaboratori e i fornitori;
• monitoraggio dello stato di avanzamento delle operazioni, anche attraverso l’analisi periodica delle relazioni sulle attività svolte dai collaboratori;
• cura dei rapporti con le autorità;
• amministrazione del budget del progetto (insieme al Financial Manager);
• individuazione e gestione di ogni rischio che si dovesse presentare nella fase di esecuzione delle attività programmate;
• attitudine al problem solving.
• Padronanza dei c.d. “soft skills”: saper comunicare, interagire, ascoltare, ispirare, mitigare i conflitti, generare fiducia ed ottimismo, analizzare e trovare la soluzione ai problemi, decidere.
Si tratta di un’attività molto complessa: oltre alle tecniche di project management, il project manager deve avere la padronanza anche delle specificità del settore di attività nel quale svolge la propria attività.

Il project manager ambientale

In quest’ultimo filone rientra il project manager ambientale, figura fra le più ricercate nei motori di ricerca specializzati online, specie in relazione alla gestione di impianti industriali complessi.
Oltre ai compiti, sopra sommariamente descritti, per i project manager ambientali vengono richieste le seguenti capacità:
– supportare la Direzione Tecnica sulle attività ad elevato impatto ambientale e che necessitano di specifiche competenze sul tema;
– gestire direttamente le relazioni con le aziende appaltatrici delle commesse di propria responsabilità;
– assicurare la compliance dei progetti, con particolare riguardo alla compliance in materia di tutela dell’ambiente;
– supportare la redazione dei capitolati tecnici necessari alla predisposizione delle gare d’appalto;
– produrre la documentazione necessaria per le perizie di variante in accordo/condivisione con l’Ufficio Legale da sottoporre all’approvazione del RUP/CEO;
– supportare l’Ufficio Legale nelle fasi di contenzioso ove necessario, in relazione alle problematiche ti tipo ambientale che possono sorgere (inquinamento, anche pregresso; gestione dei rifiuti, bonifiche, autorizzazioni, …);
– assicurare il pieno rispetto dei requisiti contrattuali e delle norme ambientali e di sicurezza
– effettuare la due diligence impiantistica, di prevenzione incendi, ambientale;
– effettuare indagini e approfondimenti ambientali con particolare riferimento a materiali pericolosi e suolo.

La norma UNI 11648/2016

Nel 2013 l’ISO (International Organization for Standardization) ha pubblicato la norma ISO 21500, successivamente recepita e pubblicata in Italia come UNI ISO 21500 “Guida alla gestione dei progetti (project management)”.
Tre anni più tardi la norma UNI 11648 “Attività professionali non regolamentate – Project manager – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza” ha definito la figura professionale del project manager, segnando un passo avanti significativo per il riconoscimento di questa professione nel nostro Paese, recependo e incorporando la stessa UNI ISO 21500 quale base delle conoscenze del project manager.
Si tratta di uno schema di conoscenze e best practices allineate agli altri standard di fatto del mercato, orientati ai processi, quindi utilizzabili anche negli schemi di qualità, anch’essi ‘process-oriented’.
La norma UNI 11648/2016 ha stabilito un insieme di criteri o requisiti di base per la qualifica professionale di questa figura, in termini di standard di conoscenze, abilità e competenze.

Come diventare project manager

Sebbene molti annunci richiedano la laurea in Ingegneria, e sebbene, a seconda del tipo di progetto, tale laurea costituisca una corsia preferenziale, tuttavia è possibile arrivare a ricoprire tale posizione anche attraverso percorsi di studi diversi, con riferimento al settore in cui ci si va ad inserire.
In ogni caso, è ampia l’offerta di:
– master post lauream che facilitano il processo di formazione;
– scuole di Business management.

Link

UNI 11648/2016
PMI, Project Management Institute

Andrea Quaranta

Environmental risk and crisis manager, giurista ambientale e docente nei settori del diritto dell’ambiente e dell’energia. Collabora con le riviste Ambiente&Sviluppo, Il Quotidiano Ipsoa, Ambiente&Sicurezza sul lavoro. Autore di La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili (2012) e I nuovi incentivi economici e fiscali per le rinnovabili (2013), ha curato per Ipsoa lo speciale Responsabilità ambientale & Assicurazioni (2014). Fa parte dell’Associazione Giuristi Ambientali.

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