Bonifiche: Principi generali del Piano di caratterizzazione

Tutto quello che c'è da sapere sulle procedure operative da seguire per la bonifica di un sito e sulla presentazione del Piano di caratterizzazione

L’art. 242 del Titolo V alla Parte quarta al D.Lgs. n. 152/2006 “Bonifica di siti contaminati” disciplina le procedure operative ed amministrative degli interventi di bonifica, e precisamente, al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione (art. 242, comma 1).
Una volta attuate le necessarie misure di prevenzione, svolge, nelle zone interessate dalla contaminazione, un’indagine preliminare sui parametri oggetto dell’inquinamento e, ove accerti che il livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) non sia stato superato, provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia, con apposita autocertificazione (art. 242, comma 2).

Qualora l’indagine preliminare accerti l’avvenuto superamento delle CSC anche per un solo parametro, il responsabile dell’inquinamento ne dà immediata notizia al comune ed alle province competenti per territorio con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza adottate.
Nei successivi trenta giorni, presenta alle predette amministrazioni, nonché alla regione territorialmente competente il Piano di caratterizzazione con i requisiti di cui all’Allegato 2 alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006 (art. 242, comma 3).

Il Piano di caratterizzazione ha il chiaro obiettivo di ridurre le concentrazioni di sostanze inquinanti, in armonia con i principi e le norme comunitari, e, comunque, seguendo il principio “chi inquina paga“.

La caratterizzazione ambientale di un sito è identificabile con l’insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e/o bonifica del sito. Le attività di caratterizzazione devono essere condotte in modo tale da permettere la validazione dei risultati finali da parte delle pubbliche autorità in un quadro realistico e condiviso delle situazioni di contaminazione eventualmente emerse.

Per caratterizzazione dei siti contaminati si intende quindi l’intero processo costituito dalle seguenti fasi:
1) ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito;
2) elaborazione del Modello concettuale preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali finalizzato alla definizione dello stato ambientale del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee;
3) esecuzione del piano di indagini e delle eventuali indagini integrative necessarie alla luce dei primi risultati raccolti;
4) elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti e rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee;
5) elaborazione del Modello concettuale definitivo;
6) identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili – sui quali impostare gli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica, che si rendessero successivamente necessari a seguito dell’analisi di rischio – calcolati mediante analisi di rischio eseguita secondo i criteri descritti nell’Allegato 1 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006.

La caratterizzazione ambientale, sarà avviata successivamente alla approvazione da parte delle autorità competenti del piano di indagini di cui al punto 1 e si riterrà conclusa con l’approvazione, in unica soluzione, da parte delle Autorità competenti dell’intero processo sopra riportato, al termine delle attività di cui al punto 5 nel caso di non superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) e al termine dell’attività di cui al punto 6 qualora si riscontri un superamento delle suddette concentrazioni.
Nella fase di attuazione dell’intero processo, l’autorità competente potrà richiedere al proponente stati di avanzamento dei lavori per ognuna delle fasi sopra riportate, rilasciando eventuali prescrizioni. per ognuna delle fasi di cui sopra in un’unica soluzione. Per i siti di interesse nazionale, i tempi e le modalità di approvazione delle fasi di cui sopra potranno essere disciplinate con appositi accordi di programma, vedi, ad es., il D.M. 28 novembre 2006, n. 308.

Predisposizione del piano di indagini ambientali

Definizione dello stato ambientale del sottosuolo
Tale fase si attua attraverso:
1) raccolta dei dati esistenti ed elaborazione del modello concettuale preliminare;
2) elaborazione del piano di investigazione iniziale comprendente: indagini, campionamenti e analisi da svolgere mediante prove in sito ed analisi di laboratorio;
3) ogni altra indagine, campionamento e analisi finalizzati alla definizione dello stato ambientale del sottosuolo e dei livelli di concentrazione accettabili per il terreno e le acque sotterranee.

Modello concettuale preliminare
Il modello concettuale preliminare è realizzato sulla base delle informazioni storiche disponibili prima dell’inizio del piano di investigazione, nonché di eventuali indagini condotte nelle varie matrici ambientali nel corso della normale gestione del sito. Con il modello concettuale preliminare vengono infatti descritte: caratteristiche specifiche del sito in termini di potenziali fonti della contaminazione; estensione, caratteristiche e qualità preliminari delle matrici ambientali influenzate dalla presenza dell’attività esistente o passata svolta sul sito; potenziali percorsi di migrazione dalle sorgenti di contaminazione ai bersagli individuati.
Tale modello deve essere elaborato prima di condurre l’attività di campo in modo da guidare la definizione del piano di investigazione. Parte integrante e fondamentale del modello concettuale del sito è la definizione preliminare, sulla base delle informazioni storiche a disposizione, delle caratteristiche idrogeologiche degli acquiferi superficiali e profondi in quanto possibili veicoli della contaminazione.
Per la redazione del modello concettuale preliminare dovranno essere considerate le eventuali indagini condotte nelle varie matrici ambientali nel corso della normale gestione del sito, prima dell’attuazione del piano di indagini.

Se vuoi approfondire il tema trattato, su Tutto Sicurezza e Ambiente continui ad informarti in merito a:
– Piano di indagini
– Ubicazione dei punti di campionamento
– Selezione delle sostanze inquinanti da ricercare
– Modalità di esecuzione sondaggi e piezometri
– Campionamento terreni e acque sotterranee
– Terreni
– Acque sotterranee
– Metodiche analitiche
– Analisi chimica dei terreni
– Analisi chimica delle acque
– Attività di controllo

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