Il ruolo strategico dell’assicuratore ambientale

Chi è e perché è importante in prospettiva l’assicuratore ambientale

Il rischio ambientale ed il trasferimento del rischio
Il ruolo dell’assicurazione ambientale: la tutela del patrimonio aziendale
L’assicuratore ambientale
Le caratteristiche dell’assicuratore ambientale
Attitudini e formazione
Link utili

Il rischio ambientale ed il trasferimento del rischio

Il principio comunitario secondo cui “chi inquina paga” prevede che chi è autore di un fenomeno di inquinamento o, più in generale, di deterioramento dell’ambiente, deve sostenere i costi necessari ad evitare o riparare l’inquinamento o il danno causato.
La normativa riguarda tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni e dai processi industriali: l’obiettivo è di indurre le aziende ad adottare misure preventive per ridurre al minimo i rischi di danno ambientale e l’esposizione a tale responsabilità.
Fra tali misure c’è quella del trasferimento del rischio ambientale; rischio che può derivare:
– non solo da eventi catastrofici (una petroliera che affonda, evento piuttosto raro),
– ma anche, e soprattutto, da avvenimenti ben più frequenti, come lo scoppio di un incendio, o eventi naturali (alluvione), che sono spesso accompagnati nella quasi totalità dei casi dalla contaminazione dei luoghi (e delle aree limitrofe) in cui si verificano, e che oltre a colpire l’area del sito produttivo sono in grado di causare impatti economici anche potenzialmente irrimediabili per l’azienda che causa l’evento, connessi agli elevati costi per le bonifiche e il risarcimento dei danni causati all’ambiente.

Il ruolo dell’assicurazione ambientale: la tutela del patrimonio aziendale

Dunque tutte le attività hanno – o possono avere, anche se indirettamente – degli effetti negativi sull’ambiente.
Di qui la necessità per le imprese – specie per quelle che, per la natura della loro attività hanno sicuramente un impatto sull’ambiente – di dotarsi di strumenti di gestione:
– del rischio (risk management) e
– delle crisi prodotte da un evento dannoso (incendio, esplosione, scoppio, …) (crisis management),
oltre che di strumenti in grado di riparare i danni provocati dal sinistro.
In questo senso, l’obiettivo dell’assicurazione è quello di mettere a disposizione dell’impresa assicurata, nel momento effettivo del bisogno, le competenze di cui necessita per risolvere il problema, a seguito del verificarsi una crisi: lo strumento assicurativo, infatti, “rappresenta la sintesi della verifica condotta, sul generico modello organizzativo/gestionale, con l’attività di risk management”.
Affidarsi all’assicurazione ambientale significa, in ultima analisi, sostenere dal punto di vista economico le conseguenze dei danni all’ambiente (cioè consentire di poter effettuare la bonifica) e di tutelare, di conseguenza, il patrimonio aziendale, altrimenti fortemente a rischio, a fronte di spese ambientali spesso insostenibili.

L’assicuratore ambientale

L’assicuratore ambientale è, dunque, il professionista che consente (non solo) alle imprese operanti nei settori ad impatto ambientale di stipulare una specifica polizza assicurativa con imprese di assicurazione o riassicurazione (c.d. polizza standalone, o dedicata), assistendole in tutte le fasi (dall’analisi dei rischi ambientali, diretti ed indiretti, alla scelta delle clausole da inserire nei contratti di assicurazione, passando per la firma, la gestione e l’esecuzione del contratto), spesso affiancando il risk manager aziendale.

Le caratteristiche dell’assicuratore ambientale

L’assicuratore ambientale deve avere necessariamente una visione prospettica: sulla base della specifica tipologia svolta dalla singola impresa, l’assicuratore ambientale deve essere in grado di identificare i rischi specifici, analizzarli e contestualizzarli, in sinergia con il risk management aziendale (o in sostituzione, nel caso in cui quest’ultimo non esista), al fine di prospettare la migliore scelta per l’impresa, nella delicata scelta dei rischi che quest’ultima può assumersi in prima persona e quelli da trasferire all’assicurazione.
Questo suo compito lo porta inevitabilmente a svolgere un ruolo di innovatore all’interno del complesso aziendale: un ruolo in grado di evidenziare mettere in evidenza i rischi ambientali (finora sottovalutati, a causa di analisi destrutturate che hanno riguardato soltanto all’assolvimento degli obblighi di legge e il contenimento dei costi), senza considerare tutti quegli aspetti potenzialmente gravi che possono (oppure no: è il caso del danno d’immagine) essere trasferiti all’assicurazione.
Quindi visione prospettica e di insieme, che fa della cultura del rischio, e della sua diffusione, un nuovo asset societario.
Oltre a questi compiti di management, l’assicuratore ambientale ha anche compiti più operativi:
– l’individuazione (e il costante monitoraggio) della rete di operatori esterni, con specifico know-how nei differenti settori delle attività di bonifica, che devono supportare l’attività di gestione della crisi;
problem solving che vada a completare la classica funzione di trasferimento del rischio in quel quadro complessivo di gestione del rischio più volte citato;
– coordinamento degli interventi da porre in atto nell’immediato a seguito di una contaminazione causata da un evento incidentale, che possono consentire di limitare in modo significativo il danno od il propagarsi del medesimo.

Attitudini e formazione

Per poter svolgere la professione occorre:
– essere iscritti in uno degli elenchi del Registro unico degli intermediari presso l’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo);
– aver seguito corsi di formazione, della durata per lo meno di un anno;
– continuare ad informarsi e a formarsi in materia.
Per quanto riguarda il precedente percorso di studi, è consigliata la laurea in giurisprudenza o economia e commercio.
In ogni caso, in considerazione della complessità del lavoro, sopra sintetizzata, servono capacità organizzative e gestionali, attitudine alle pubbliche relazioni, conoscenza dei trend ambientali e delle normative di riferimento.
Nonostante ad oggi vi sia ancora una tendenziale sottovalutazione del rischio ambientale, ed una scarsa cultura del rischio, quella dell’assicuratore ambientale è una figura che offre numerose possibilità di lavoro.

Link utili

Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni: www.aiba.it
Unione nazionale agenti professionisti di assicurazione: www.intermediariassicurativi.it
Isvap – Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo: www.isvap.it
Associazione nazionale di risk manager e responsabili di assicurazioni aziendali: www.anra.it

Andrea Quaranta

Environmental risk and crisis manager, giurista ambientale e docente nei settori del diritto dell’ambiente e dell’energia. Collabora con le riviste Ambiente&Sviluppo, Il Quotidiano Ipsoa, Ambiente&Sicurezza sul lavoro. Autore di La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili (2012) e I nuovi incentivi economici e fiscali per le rinnovabili (2013), ha curato per Ipsoa lo speciale Responsabilità ambientale & Assicurazioni (2014). Fa parte dell’Associazione Giuristi Ambientali.

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