I manti di copertura in tegole laterizie

I manti di copertura in tegole laterizie sono caratterizzati da una elevata durabilità. La nostra guida tecnica

Tokoname, Giappone, esempio di copertura in cotto con tegole di morfologia simile alle portoghesi

I manti di copertura inclinata sono spesso costituiti da elementi in tegole laterizie.
Esse si classificano in tegole a sovrapposizione e tegole a innesto. I tipi semplici di tegole a sovrapposizione comprendono i coppi (tegole curve) e gli embrici (tegole piane). Le tegole a innesto comprendono principalmente le marsigliesi e le olandesi.

Poi ci sono le tegole composte, derivate, a livello morfologico, dalla combinazione di tegole semplici. Le tegole portoghesi e le tegole olandesi, per esempio, derivano dalla combinazione di un coppo e un canale. La differenza tra tegole portoghesi e olandesi è che le portoghesi sono di tipo semplice, senza innesto, e le olandesi sono di tipo moderno, con innesto.
Vi sono inoltre tegole composte derivate dalla combinazione di un coppo e un embrice, in un unico pezzo.

Le tegole e i coppi sollecitano le strutture di copertura con carichi maggiori di quelli creati dai manti di copertura metallici, sintetici o in vetro, e devono essere portate da strutture secondarie conseguentemente più resistenti. Ciò, assieme al fatto che la costruzione dei manti in tegole e dei loro supporti è piuttosto laboriosa, rende oggi le coperture in tegole o in coppi piuttosto costose rispetto alle soluzioni alternative.
Le coperture in tegole o coppi sono però usualmente caratterizzate da una durabilità elevata – cosa che può giustificare un’eventuale maggiore spesa iniziale.
Nelle coperture realizzate con manti in elementi discontinui, quali appunto le tegole, in genere la lunghezza delle falde deve essere limitata a quella in grado di consentire lo scorrimento dell’acqua senza mettere a rischio la tenuta all’acqua del manto delle coperture stesse. Tale lunghezza è generalmente considerata 10÷12 m, dipendentemente dalla località e dal tipo di componenti di copertura utilizzati (la misura più piccola è più confacente alle latitudini settentrionali, quella più grande a quelle meridionali).

Quando la lunghezza delle falde diventa eccessiva (ad esempio, superando i suddetti valori), l’acqua presente in un dato momento su di esse durante le pioggia può essere troppa, e può rendersi necessaria una configurazione alternativa delle coperture, ottenibile, per esempio, dividendo la campitura delle falde nel senso della lunghezza e per mezzo di canali di gronda intermedi perpendicolari alla pendenza.
La porosità caratteristica degli elementi di copertura in laterizio entro certi limiti è positiva, poiché favorisce l’evacuazione del vapore acqueo presente nei sottotetti e negli spazi microventilati sottotegola. Questo è vero specialmente nelle tegole moderne, del tipo a incastro, che si combinano con giunti più stretti e che quindi fanno passare meno aria, e nei casi in cui la microventilazione non sia specificamente favorita per criterio di collocazione delle tegole; cioè nei casi in cui nella collocazione delle tegole non siano appositamente previste aperture di entrata e uscita dell’aria. Questo si verifica in ogni caso per esempio quando le tegole sono fissate con malta.

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La permeabilità all’aria del manto impermeabile in tegole laterizie – ma questa è una regola generale, valida per qualsiasi tipo di manto – incide in modo non minore sul progetto dei tetti ventilati che di quelli non ventilati, perché la ventilazione sottotegola e quella dell’intercapedine di ventilazione sono distinte (a meno che il tavolato o comunque la chiusura di ventilazione che divide l’intercapedine ventilata e lo spazio sottotegola non sia parziamente aperta, come nel caso in cui essa sia costituita da doghe in legno a giunti aperti). Oltre a certi livelli, però, la permeabilità all’aria delle tegole risulta controproducente, poiché inizia a nuocere in modo eccessivo alla loro impermeabilità all’acqua. La situazione più desiderabile, ovviamente, è quella di una bassa permeabilità all’acqua abbinata a una elevata permeabilità al vapore: ma le due condizioni sono in antitesi nelle tegole in cotto (nel senso che riducendo l’una, aumenta l’altra, e viceversa); motivo per cui usualmente produttori e progettisti optano per un compromesso.
In una tegola dalle buone prestazioni l’acqua di pioggia viene assorbita fino al punto di attraversare la tegola dopo qualche ora; ma il tasso di assorbimento dell’acqua da parte della tegola risulta solitamente inferiore al tasso di evaporazione dell’acqua, e perciò tale da consentire l’evaporazione dello strato d’acqua all’intradosso delle tegole prima che vi si formino gocce d’acqua.

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