Attestato di prestazione energetica: obblighi e soggetti interessati

Cos'è l'APE, chi se ne deve dotare, come si calcola e tanto altro sull'attestato che certifica la prestazione energetica di un edificio

L’attestato di prestazione energetica dell’edificio (detto APE) è il documento redatto nel rispetto delle norme contenute nel D.Lgs. n. 192/2005 (così come integrato dal D.Lgs. n. 311/2006 e modificato dal D.L. n. 63/2013) e rilasciato da esperti qualificati e indipendenti, che attesta la prestazione energetica di un edificio attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica (art. 2, D.Lgs. n. 192/2005). Il suo scopo principale, quindi, è quello di “strumento informativo” dei proprietari, degli acquirenti e/o dei locatari per consentire loro di valutare e confrontare edifici diversi e quindi di poter scegliere l’edificio da acquistare o da locare in base alla prestazione energetica. Per consentire tale confronto l’attestato di prestazione energetica deve “classificare” gli edifici, ovvero, attribuire a ciascun edificio una determinata “classe energetica” (dalla più bassa “G” alla più alta “A4”).

Allo stesso articolo due viene definito anche cosa s’intende per prestazione energetica dell’edificio, ovvero la quantità annua di energia primaria effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare, con un uso standard dell’immobile, i vari bisogni energetici dell’edificio, la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e, per il settore terziario, l’illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto del livello di isolamento dell’edificio e delle caratteristiche tecniche e d’installazione degli impianti tecnici. La prestazione energetica può essere espressa in energia primaria non rinnovabile, rinnovabile, o totale come somma delle precedenti.
Tutto il complesso delle operazioni svolte dai soggetti per il rilascio dell’attestato di prestazione energetica e delle raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio, viene definito “certificazione energetica dell’edificio“.

Obblighi

Secondo la normativa l’attestato di prestazione energetica deve sottostare ad una serie di obblighi diversi:
– Obbligo di dotazione
– Obbligo di allegazione
– Obbligo di consegna
– Obbligo di informativa

Obbligo di dotazione dell’APE

Tutti gli edifici che comportino un “consumo energetico” (esclusi, pertanto, gli edifici il cui consumo energetico sia inesistente o del tutto irrilevante) debbono essere dotati dell’attestato di prestazione energetica. L’obbligo di dotazione riguarda sia gli interi edifici che le singole unità immobiliari che li compongono.
Inoltre, per quanto concerne l’obbligo di dotazione, bisogna anche distinguere tra i presupposti di carattere oggettivo, legati all’edificio in sé, ed i presupposti di carattere contrattuale, legati ai passaggi di proprietà che siano a titolo gratuito od oneroso.
In relazione ai presupposti di carattere oggettivo, l’attestato di prestazione energetica deve essere compilato con riferimento ai seguenti interventi:
a) nuove costruzioni (art. 6, comma 1, D.Lgs. n. 192/2005 e cap. 1.3, Allegato 1, D.M. 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”);
b) edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti (art. 6, comma 1, D.Lgs. n. 192/2005 e cap. 1.4, Allegato 1, D.M. 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”);
c) edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 500 m2, ove l’edificio non ne sia già dotato, è fatto obbligo al proprietario o al soggetto responsabile della gestione, di produrre l’attestato di prestazione energetica entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e di affiggere l’attestato di prestazione energetica con evidenza all’ingresso dell’edificio stesso o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico. A partire dal 9 luglio 2015, la soglia di 500 m2 di cui sopra, è abbassata a 250 m2. Per gli edifici scolastici tali obblighi ricadono sugli enti proprietari di cui all’art. 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 (art. 6, comma 6, D.Lgs. n. 192/2005);
d) contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici o con committente un soggetto pubblico (art. 6, comma 9, D.Lgs. n. 192/2005);
e) per avere accesso ad incentivi o agevolazioni;
f) gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’art. 136, comma 1, lett. b) e c), del D.Lgs. n. 42/2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, in base a quanto disposto al comma 3 – bis, sono soggetti all’obbligo di attestazione della prestazione energetica degli edifici (cui all’articolo 6) e l’esercizio, la manutenzione e le ispezioni degli impianti tecnici (di cui all’articolo 7). Tuttavia tali edifici non saranno soggetti alle prescrizioni, di cui al già citato comma 3-bis, nel caso in cui, previo giudizio dell’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione ai sensi del codice di cui al D.Lgs. n. 42/2004, il rispetto delle prescrizioni implichi un’alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici (art. 3, comma 3-bis 1 del D.Lgs. 192/2013).

La certificazione energetica si applica a tutti gli edifici delle categorie di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 412/1993, indipendentemente dalla presenza o meno di impianti tecnologici esplicitamente od evidentemente dedicati ad uno dei servizi energetici di cui è previsto il calcolo delle prestazioni.
Nel caso di edifici esistenti nei quali coesistono porzioni di immobile adibite ad usi diversi (residenziale ed altri usi) qualora non fosse tecnicamente possibile trattare separatamente le diverse zone termiche, l’edificio è valutato e classificato in base alla destinazione d’uso prevalente in termini di volume riscaldato.
Per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, l’obbligo di attestazione della prestazione energetica può limitarsi alle sole porzioni di essi adibite a uffici e assimilabili ai fini della permanenza di persone, purché scorporabili agli effetti dell’isolamento termico, sempre che le residue porzioni siano escluse dall’obbligo ai sensi di quanto sopra indicato. L’attività agricola è assimilabile ad attività industriale o artigianale. (cap. 1, Allegato 1 del D.M. 26 giugno 2015 “Linee guida”).

Sono esclusi, ai sensi dell’art. 3 comma 3 del D.Lgs. n. 192/2005:
a) gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili ovvero quando il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione;
b) edifici agricoli o rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione;
c) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 mq;
d) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 del D.P.R. n. 412/1993, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, fatto salvo quanto disposto dal comma 3-ter, ovvero, l’applicazione del decreto limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica;
e) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose;
f) gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’art. 136, comma 1, lett. b) e c), del D.Lgs. n. 42/2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, nel caso in cui, previo giudizio dell’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione ai sensi del codice di cui al D.Lgs. n. 42/2004, il rispetto delle prescrizioni implichi un’alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici (art. 3, comma 3-bis 1 del D.Lgs. n. 192/2013).

In relazione ai presupposti di carattere contrattuale, l’attestato di prestazione energetica deve essere compilato con riferimento a “vendita, trasferimento di immobili a titolo gratuito o nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l’edificio non ne sia già dotato” (art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 192/2005). Nello specifico bisogna distinguere tra:
– atti traslativi a titolo oneroso: in realtà il già citato comma 2 parla di “vendita”, riportando letteralmente il termine utilizzato nella direttiva 2010/31/UE. Tuttavia il Notariato suggerisce che tale termine vada compreso nel senso più ampio, ovvero quello di “alienazione” Pertanto, pare opportuno (almeno finché il legislatore non specifichi ulteriormente tale passaggio) dotare di APE qualsiasi immobile oggetto di stipula di atti “tra vivi” che abbiano un carattere oneroso;
– atti traslativi a titolo gratuito: da questa definizione data dal legislatore, si evince che non sono intese unicamente le donazioni, ma qualsiasi altro negozio, anche privo di spirito di liberalità, in cui vi sia il trasferimento di un immobile a titolo gratuito;
– locazione: Il legislatore specifica che tale obbligo di dotazione riguarda gli immobili o unità immobiliari non ancora dotati di APE e se ci sia la stipula di un nuovo contratto di locazione. Pertanto, tale obbligo non sussiste qualora si fosse in presenza di contratto che rinnova, proroga o reitera un precedente rapporto di locazione. Il Notariato ritiene che siano da assimilarsi a tale obbligo, per estensione del concetto di locazione, il leasing e l’affitto d’azienda.

Sono esclusi dall’obbligo di certificazione energetica al momento dei passaggi di proprietà (Appendice A del D.M. 26 giugno 2015 “Linee guida”):
– i ruderi, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà;
– i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità o dell’agibilità al momento della compravendita, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile. In particolare si fa riferimento:
– agli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio;
– agli immobili venduti “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici;
– i manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di edificio dettata dall’art. 2, lett. a) del D.Lgs. n. 192/2005 (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”. Ad esempio: una piscina all’aperto, una serra non realizzata con strutture edilizie, ecc.).

Attenzione: Resta fermo l’obbligo di presentazione, prima dell’inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di progetto attestante il rispetto delle norme per l’efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del permesso di costruire, o denuncia d’inizio attività, comunque denominato, che, ai sensi di quanto disposto al cap. 2.2 dell’Allegato 1 del decreto dei requisiti minimi, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti contestualmente alla denuncia dell’inizio dei lavori.

Obbligo di allegazione dell’APE

Obbligo di consegna dell’APE

Obbligo di informazione in merito all’APE

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Soggetti interessati

L’attestazione va richiesta, a proprie spese, dal titolare del titolo abilitativo a costruire, comunque denominato, o dal proprietario, o dal detentore dell’immobile, ai Soggetti certificatori abilitati ai sensi del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 75, e in grado di garantire il rispetto delle disposizioni ivi previste, quali indipendenza ed imparzialità di giudizio dei medesimi nei differenti casi certificazione di edifici nuovi od esistenti.
Nel decreto, emanato ad aprile del 2013 ed entrato in vigore dal 27 giugno 2013, D.P.R. n. 75/2013, appunto, vengono identificati quali sono i Certificatori Energetici, ovvero i soggetti abilitati alla certificazione energetica.
Contenuti
L’APE, oltre ad essere redatto unicamente dai Certificatori Energetici abilitati, deve riportare una serie di contenuti, pena l’invalidità dello stesso. Quest’obbligo vige, naturalmente, sia per gli edifici che per le unità immobiliari.
Tali contenuti sono:
a) la prestazione energetica globale sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici;
b) la classe energetica determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale, espresso in energia primaria non rinnovabile;
c) la qualità energetica del fabbricato ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio;
d) i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti a norma di legge;
e) le emissioni di anidride carbonica;
f) l’energia esportata;
g) le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, distinguendo gli interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica;
h) le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali gli incentivi di carattere finanziario e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche.

Metodi di calcolo

Classificazione degli immobili

Attestato di Qualificazione energetica AQE

Procedura

Banca dati nazionale (SIAPE)

Sanzioni

Costi

Approfondimenti

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