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Mobile advertising a +53% nel 2015

Il mobile advertising è cresciuto del 53% tra il 2014 e il 2015 raggiungendo un valore di 462 milioni di euro e una quota pari al 21% dell’internet advertising e al 6% del totale dei mezzi pubblicitari. Lo ha detto Marta Valsecchi, direttore dell’osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, nel corso della presentazione degli ultimi risultati della ricerca. In particolare, a guidare la crescita sono i social network, il cui valore è più che raddoppiato, e che raccolgono quasi il 60% degli introiti pubblicitari grazie agli annunci visualizzati su smartphone.

Raddoppia in valore assoluto anche il formato video e rich media, sia con investimenti ad hoc per il mobile, sia in termini di pianificazioni multi-piattaforma. Il keyword advertising cresce meno del mercato, perché il mobile mostra nella gran parte dei casi dei tassi di conversione inferiori al desktop e, conseguentemente, la quota degli investimenti associati al mobile rimane inferiore rispetto al traffico generato; tuttavia il peso del keyword advertising sul totale del mercato è significativo (circa il 30%).

Dal lato dell’offerta, il mercato rimane fortemente concentrato, con i grandi player internazionali che continuano a pesare più dell’80%. La posizione dominante di questi player è collegata a diversi fattori, come la capacità di attrarre grandi bacini di utenza e la possibilità per gli investitori di raggiungere utenti altamente profilati, grazie ai dati proprietari in loro possesso. Anche gli altri attori del mercato (ad-network, concessionarie editori, ecc.) presentano buoni tassi di crescita, ma con valori assoluti inferiori rispetto ai “big”.

Dal lato della domanda, invece, i principali investitori sono mobile content & app provider, pure player eCommerce, aziende dei settori automotive, telco e entertainment, ma gli investimenti stanno crescendo sostanzialmente ovunque. Grazie al lavoro fatto da molte aziende nel corso del 2015 per rendere i propri siti responsive, si sono create le basi per uno spostamento più deciso dei budget verso il mobile nei prossimi anni.

Nel 2015 crescono anche i volumi di sms inviati dalle aziende ai propri database clienti (+13%): l’Sms, quindi, nonostante la longevità, continua a confermarsi un canale efficace di comunicazione per invogliare i clienti ad un’azione (come recarsi in un punto vendita), ma soprattutto di servizio e customer care.

“Complessivamente il 2015 può essere considerato l’anno del cambio di rotta nell’approccio al mobile da parte delle medio-grandi imprese italiane – afferma Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano -. È infatti aumentato in maniera decisa il numero di aziende in cui si è iniziato a definire puntualmente le strategie mobile e a riprogettare i propri siti web e mobile app in questa direzione; se per anni il Mobile è stata una leva nelle mani del marketing o dell’IT – e ancor più spesso del solo team digital –, ora, in un numero crescente di aziende, è un tema trasversale a più funzioni dell’organizzazione. Inoltre si è iniziato a riprogettare alcuni processi (Crm, vendite, customer care, ecc.) con l’obiettivo di avere una vista unica sul cliente e integrare i diversi touch point aziendali. In queste realtà il cambio di rotta è influenzato dal crescente commitment del vertice aziendale che ha iniziato a considerare la mobile transformation un fattore chiave per il proprio business nei prossimi anni”.

 

 

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